Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – L’annuncio arriva dal capofacchino Luigi Aspromonte poco prima della mossa: “il trasporto dovrà svolgersi a luci accese per motivi di sicurezza”. La notizia ha freddato una serata iniziata nel migliore dei modi e pronta a partire. Qualche mugugno ma la gente poi capisce.

I tempi sono stati ottimali con partenza in orario e via spedito fino a piazza Fontana Grande. Fa effetto vedere le luci accese con la Macchina ma l’impatto diverso crea quella novità che i viterbesi sembrano persino apprezzare. Qualche voce sui motivi delle luci accese, ma tanti ancora non lo sanno. Sembra che sia stata la sindaca Chiara Frontini in persona a garantire per effettuare il trasporto rispettando misure eccezionali di sicurezza e, da qui, sarebbe passata l’ipotesi delle luci accese. Che, poi, sono state riaccese poco dopo le 22.30 dalla fermata di piazza delle Erbe.

A piazza Fontana Grande Dies Natalis arriva spedita. Tutti soddisfatti. “Tutto perfetto – dice Vincenzo Fiorillo, costruttore di Dies Natalis – le migliori hanno stabilizzato la struttura e l’oscillazione molto meno accentuata ne è un effetto”. Si riparte. Il tratto più lungo, quello da piazza Fontana Grande a piazza del Comune, prosegue come per la prima fermata. La Macchina c’è, i facchini pure. Tutti visibilmente contenti di come le cose stanno andando. La girata a piazza del Comune è altrettanto perfetta. Ma è qui che, pochi minuti dopo l’arrivo di Dies Natalis, mentre tutto è nell’ordinario arriva la notizia che non ti aspetti. Quella dei due turchi che sarebbero stati arrestati (poi si parlerà all’indicativo) per possesso di una mitraglietta, due pistole e caricatori. Pochi lo sanno ancora ma già, il tutto, basta per rovinare una festa di popolo. Ecco il motivo per cui le luci sono state fatte restare accese.

Il trasporto, però, pur nella luce prosegue regolare fino a piazza delle Erbe. E’ qui che, pochi minuti dopo l’arrivo, le luci si rispengono. E la gente apprezza con un boato. Si riparte. L’arrivo alla fermata del Suffragio segue lo stesso copione di tutto il trasporto, esclusione per il buio tradizionale del trasporto che è tornato tra noi. Idem per l’arrivo alla fermata tecnica e, poco dopo, a piazza Verdi.

L’ultimo tratto, la salita di Santa Rosa, si saprà poi che avrebbe potuto essere uno dei momenti più drammatici perché i due turchi arrestati pieni d’armi erano alloggiati in un B&B proprio posizionato nell’ultimo tratto del trasporto. Il collegamento drammatico sarebbe presto fatto ma, dalle prime indagini, sembra che la pista più probabile sarebbe quella di vendita d’armi. Malgrado tutto, poco prima della Mezzanotte. Dies Natalis vola ancora rapida. Passa spedita fino alla basilica di Santa Rosa e Luigi “Gigi” Aspromonte festeggia il suo primo trasporto da capofacchino ufficiale battendo malintenzionati e malasorte.

Evviva Santa Rosa!