La forza dei Facchini e la fede popolare nella giovane Rosa hanno sfidato e vinto i rischi di attentato e le violenze verbali di matrice politica

Esemplare e puntuale l‘azione delle forze dell’ordine e della magistratura a cui va il ringraziamento della comunità civile.

Stefano Stefanini

NewTuscia  – VITERBO – Il trasporto della Macchina di Santa Rosa e‘ stato portato a termine con una conduzione esemplare, perfetta sotto il profilo organizzativo, da parte del capo facchino Luigi Aspromonte, del presidente Massimo Mecarini e dei facchini, veri protagonisti della serata del 3 settembre.

Nell‘anno del Giubileo della Speranza, delle guerre e delle tensioni politico economiche internazionali, la forza dei Facchini e la fede popolare nella giovane Rosa hanno sfidato e vinto i rischi di un attentato e alcune inopportune violenze verbali di matrice politica.

Un riconoscimento particolare va alle Forze dell‘ordine ed alla magistratura che, nell‘imminenza di un evento di grande partecipazione popolare, hanno saputo gestire l‘estrema emergenza con tempestività ed efficacia, assicurando alla giustizia i presunti terroristi e rendendo possibile in sicurezza l‘evento a cui partecipano decine di migliaia di persone.

La stessa gestione del Trasporto, con l‘illuminazione di zone del tragitto poco sicure, ha contribuito al migliore svolgimento della manifestazione.

Possiamo constatare con sollievo e soddisfazione che ancora una volta l’identità religiosa popolare, l’efficacia organizzativa, gli apparati di sicurezza pubblica hanno reso possibile il miracolo del 3 settembre.

Anche le polemiche politiche che hanno interessato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto al Trasporto, non hanno scalfito lo spirito di ospitalità della città di Viterbo, anche per l‘intelligente, ferma e pacata reazione dello stesso ministro.

Richiamerei in questa occasione le parole di mons.Orazio Francesco Piazza ad una nostra sollecitazione sul significato della Festa di Santa Rosa: „ Questo evento – trasporto e festività’ di Santa Rosa – immette tutti sul sentiero di quella amicizia sociale, invocata e testimoniata da Rosa, che mira a creare, con ogni sforzo, spazi vitali di dialogo e di reale impegno per il bene comune.“

Non crediamo sia azzardato pensare che oltre le guglie di „Dies Natalis“ la giovane Rosa abbia vegliato sulla Citta’ in pericolo, nel momento in cui poteva essere attuato un attentato terroristico.

In vita la giovane Rosa e‘ stata assertrice eroica di attenzione ai bisognosi, donna di pace, ne non ha temuto di opporsi ai violenti e agli arroganti della sua epoca.

In occasione del pericolo corso e scampato, come nei secoli trascorsi, il legame tra la giovane Rosa e la città di Viterbo si e‘ felicemente rafforzato.

La festività di Santa Rosa dell‘Anno Giubilare viene consegnata alla storia della Città per questo „miracolo di Fede popolare“ che si e‘ rinnovato nella serata del 3 settembre.