NewTuscia  – VITERBO –  La sentenza emanata oggi, martedì 18 marzo, prevede nei confronti di una coppia di coniugi accusati di maltrattamenti in famiglia, due anni di reclusione con pena sospesa e non menzione della condanna. Il pm, Aurora Mariotti, aveva chiesto tre anni di reclusione per gli imputati.

Nel 2020, una ragazza di 14 anni di origini straniere, aveva chiamato i carabinieri di nascosto dai familiari, confessando di subire violenza fisica e psicologica dalla madre e dal patrigno. Avrebbe parlato, ascoltata in modalità protetta, di come i due la constringessero ad indossare il burqa e delle punizioni anche fisiche se non rispettava le regole. In aula è stata ascoltata anche un’amica della ragazza, riportando la testimonianza di come la sua compagna le avesse parlato di botte e maltrattamenti, e dei lividi scorti.

La giovane, dopo la denuncia, era stata trasferita in una casa famiglia, ma al processo non si è costituita parte civile e sembrerebbe che sia tornata dai genitori.

Ricordiamo che per la legge italiana vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.