NewTuscia – Introdotto con DPCM del 17 dicembre 2020 (nella G.U. n. 172 del 20 luglio 2021), il reddito di libertà consiste in un contributo economico riconosciuto alle donne vittime di violenza in condizioni di povertà, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza regionali oppure dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere.

Possono beneficiare di tale sostegno economico le donne vittime di violenza in condizione di povertà che risiedono in Italia, che siano cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie.

Il reddito in parola è volto a favorire percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenze in condizione di particolare vulnerabilità e povertà attraverso l’indipendenza economica.

In particolare, tale misura è finalizzata a sostenere le spese per l’autonomia abitativa e personale, nonché il percorso scolastico e formativo di eventuali figli o figlie minori.

Tale contributo è cumulabile con altri strumenti di sostegno come l’assegno di inclusione, la NASPI e altre misure di sostegno economico dei Comuni e delle Regioni.

️Il Decreto emanato il 2 dicembre 2024 dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2025, stabilisce le modalità di distribuzione delle risorse destinate al reddito di libertà a favore delle donne vittime di violenza per il 2025.

Tale decreto, inoltre:
– ha disposto l’aumento di 100 euro mensili del contributo massimo concedibile pro capite (ora pari a 500 euro in luogo dei precedenti 400 euro), per un massimo di 12 mesi, erogati in unica soluzione;

– ha previsto una disciplina transitoria per le domande presentate nel 2024 e non accolte per incapienza dei fondi.

Con la circolare del 5 marzo 2025, n.54, l’Inps ha fornito le istruzioni operative per poter beneficiare di tale misura.

Per il 2025, la procedura di gestione delle domande è articolata in 2 step:
– una prima fase, transitoria, per il periodo compreso dal 5.03 al 18.04.2025;
-una seconda fase, che si aprirà al termine della prima.

Durante il regime transitorio, le donne interessate possono ripresentare all’Inps le domande trasmesse entro il 31.12.2024 e non accolte dall’Istituto per insufficienza di budget.

Le domande devono essere ripresentate telematicamente per il tramite dei Comuni, che utilizzeranno l’apposita sezione dedicata all’acquisizione delle domande per il Reddito di libertà presente sul sito istituzionale dell’Istituto previdenziale, previa verifica della sussistenza dei requisiti di accesso alla misura.

Alla richiedente è rilasciata, dal Comune, copia della domanda trasmessa.

Le domande ripresentate hanno la priorità sulle nuove domande e sono accolte dall’Inps, una volta scaduto il periodo di presentazione delle domande, su base regionale, secondo l’ordine cronologico della domanda originaria.

Dell’esito delle verifiche sarà data comunicazione con apposito messaggio.
Con lo stesso messaggio l’Inps comunicherà la data di disponibilità del servizio per la presentazione delle domande per l’anno 2025.

Le domande non ripresentate decadono in via definitiva.

Dalla data di disponibilità del servizio, le donne possono presentare, per il tramite dei Comuni di riferimento, le nuove domande a valere sulle risorse finanziarie per il 2025, utilizzando l’apposito modulo “SR208” (“Domanda Reddito di Libertà”).

Dal prossimo anno si torna al regime ordinario: le domande potranno essere inviate dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.

Infine, si rammenta che, fino al 2026, ai datori e alle datrici di lavoro di lavoro privati che assumono o stabilizzano donne beneficiarie del Reddito di libertà è riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali sgravabili a proprio carico (esclusi premi e contributi Inail), nel limite massimo di 666,66 euro mensili (8.000 euro annui) e per la durata di 12 mesi per le assunzioni a termine, 18 mesi per le trasformazioni a tempo indeterminato e 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato.

Avv. Annunziata Staffieri
Consigliera di fiducia, Esperta in Diversità, Equità, Inclusione, Advisor della certificazione della parità di genere