NewTuscia  – VITERBO  – Nella giornata di ieri è ripreso il processo a carico di Vincenzo Salzillo, imprenditore di 65 anni titolare della Ewa, accusato di frode in commercio per la vendita di carburante diluito. Il capo d’imputazione parla “cessione di prodotti petroliferi, nella specie gasolio, che per qualità risultava diversa da quella dichiarata”. Il processo è scaturito dalle denunce di alcuni automobilisti. In particolare, uno di loro sarebbe stato costretto a spendere circa 300 euro per sostituire valvola e filtro rovinati presumibilmente dal gasolio low cost acquistato sulla Tuscanese. Il cliente, partito in vacanza con la famiglia, presto si sarebbe trovato con l’auto in panne e avrebbe per l’appunto scoperto che qualcosa non andava con il carburante.

Nei prossimi mesi saranno ascoltate le otto parti offese, quattro delle quali si sono costituite parti civili. Al processo di ieri è stata invece deposta la testimonianza di due agenti della Finanza.

L’imprenditore inotre, starebbe tuttora affrontando un processo insieme al figlio per sfruttamento del lavoro.

Ricordiamo che per la legge italiana vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva.