Viterbo – NewTuscia – Parlar male della sanità italiana è, da sempre, uno degli sport nazionali. E questo a dispetto del fatto che il ssn sia preso a modello da molti altri Paesi esteri.


Non ha mai fatto eccezione la Tuscia, dove l’ospedale Belcolle di Viterbo è stato storicamente al centro di critiche e lamentele, 
da parte di alcuni.

Tuttavia arrivano sia da indicatori sanitari, che da esperienze dei pazienti, segnali particolarmente positivi, a testimonianza di un cambio di passo e miglioramento significativo nel corso degli ultimi anni.

 

E’ pertanto giusto raccontare anche ciò che funziona nell’ospedale di riferimento del territorio, uscendo dal qualunquismo o dall’atteggiamento a prioristicamente negativo da cui talvolta ci si lascia trascinare e che rischia di essere immeritevole per le persone che invece mettono il cuore nel lavoro che fanno e non si riconoscono in descizioni critiche e negative.  

Svariate segnalazioni positive in particolare arrivano a riguardo staff del Pronto Soccorso dell’ospedale Belcolle. Pazienti che hanno avuto la fortuna di avere a che fare con del personale che definire efficiente è riduttivo.

In particolare la signora Giuliana riferisce che, in un momento di malessere e condizione fisica precaria, ha potuto incontrare persone splendide, professionisti esemplari, disponibili ed empatici con i pazienti e che compiono con dovizia, rigore, pazienza e amore ogni giorno il loro lavoro.

“E’ stato un grande piacere e sono così contenta per come mi sono trovata al P.S., non solo per la professionalità del personale tutto, ciascuno nel proprio ruolo, ma anche per l’umanità, la gentilezza e l’attenzione di cui mi sono sentita circondata. Un profondo ringraziamento in particolare ai dottori con i quali mi sono più interfacciata in questo breve periodo, ovvero il dottor Polozzi, il dottor Mazzone (urologo) e il dottor Rinaldi”.

Un ragazzo invece, recatosi sempre al Pronto Soccorso per un infortunio traumatico molto doloroso che lo aveva colpito e che richiedeva un intervento mirato, racconta di essersi sentito fortunato ad avere ricevuto l’assistenza del personale tutto e soprattutto dell’ortopedico di turno in quel momento, la dottoressa Latini, particolarmente delicata e premurosa nella risoluzione del problema.