Stefano Stefanini
NewTuscia – VITERBO – Nelle festività del Capodanno 2025 che stiamo vivendo, dovremo augurarci un sincero impegno di crescita, coerentemente con i “Valori cristiani” e di una “religione laica” su cui coerentemente tutti i cittadini che credono nei valori costituzionali del lavoro e della solidarietà – definibili uomini e donne di “buona volontà” – possano trovare una base di Unità d’intenti e di Concordia operosa per perseguire il Bene Comune e la realizzazione dei singoli cittadini, specie dei giovani.
Il legame tra pace, giustizia sociale, economia solidale dovrà essere declinato in un Modello di Sviluppo nazionale e regionale prendendo concreto rimedio ai problemi che riguardano l’ambiente naturale dell’uomo, in particolare l’uso delle risorse e delle energie, i cambiamenti climatici, l’applicazione e l’uso della biotecnologie, la crescita demografica, l’uso distorto e speculatorio del territorio.
Se, vinto negli ranni scorsi il Coronavirus e nell’impegno a realizzare i programmi del Piano di Ripresa e Resilienza e a riappropriarsi di una nuova era di Pace e collaborazione internazionale, la politica e la nostra società civile non sapranno far fronte a queste nuove sfide con un rinnovato senso della giustizia, equità sociali e della solidarietà internazionale, gli economisti illuminati, gli scienziati e gli uomini di chiesa cristiani e di tutte le religioni temono che si corra il rischio di incrementare conflitti tra i popoli e tra le generazioni presenti e quelle future, come sta accadendo in questi ultimi anni.
Una nuova ecologia dei valori, del rispetto degli individui e di tutela della Pace, la tutela dell’ambiente e del clima, la prevenzione dei dissesti idro-geologici con ingenti reinvestimenti, la creazione di opportunità di lavoro dignitoso, sono una sfida per i responsabili della “res publica” statale, regionale e comunale: si tratta del dovere, comune locale e universale, di rispettare un bene collettivo, destinato a tutti, impedendo che si possa fare impunemente uso delle diverse categorie di esseri come si vuole.
È una responsabilità che deve maturare in base alla globalità della presente “crisi ecologica” – dentro e fuori dell’uomo, per questo si parla di ecologia interiore dell’uomo come tutela dell’integrità dei Valori del Bene privato e pubblico – e alla conseguente necessità di affrontarla globalmente, in quanto tutti gli esseri dipendono gli uni dagli altri nell’ordine universale naturale.
Proteggere l’ambiente significa proteggere il diritto dei popoli – sia quelli evoluti che quelli in via di sviluppo – ad una crescita umana integrale, ma ciò comporta anche preservare il territorio in cui viviamo da scelte politiche spesso solo speculatorie, nella programmazione di costruzioni selvagge, con la mancata gestione del traffico e del conseguente inquinamento dell’aria, inquinando con scarichi senza controllo le acque, intese come bene pubblico, disponibile per tutti i cittadini.
Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali?”
Se, infatti, a causa dell’avidita’ e della crudeltà dell’uomo sull’uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull’autentico sviluppo umano integrale (guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani), non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza, se non addirittura dall’abuso, nei confronti della terra e dei beni ambientali e risorse naturali presenti in natura.
In questo Anno Giubilare del 2025, intellettuali ispirati dalla fede religiosa e laici, in fruttuoso dialogo con Papa Francesco, avvertono che sarebbe irresponsabile non prendere in seria considerazione la crisi ambientale. Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all’accesso alle risorse naturali?
Tutte queste implicazioni religiose, etiche e politiche hanno un profondo impatto sull’esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all’alimentazione, alla salute, allo sviluppo, oltre che alla libertà e manifestazione del pensiero e di professione delle religioni.
L’augurio che ci sentiamo di formulare per il Natale di avvio del Giubileo e il Capodanno 2025 è che prevalga un’ecologia interiore e sociale orientata al Bene, dei singoli gesti e delle scelte economiche, sociali e politiche nel mondo e …. nelle nostre Città.
Buon Anno 2025!
















