Miranda Bocci

NewTuscia -VITERBO -Il 23 dicembre si è svolto l’incontro fra il vescovo della Diocesi di Viterbo mons. Orazio Francesco Piazza e i giornalisti della stampa locale presso la Curia vescovile per uno scambio amichevole di auguri denominato “Un caffè con il Vescovo”.

Talvolta,”Dimentichiamo di invitare Gesù alla Sua festa, al Suo compleanno”- ha affermato mons.Piazza.

Le parole del Vescovo hanno risuonato forte anche verso gli operatori della comunicazione richiamandoli alla responsabilità di ”costruire ponti anziché muri, di abbracciare la diversità anche nel modo di diffondere le notizie, come un arricchimento reciproco, e di riscoprire il potere della condivisione”.

Il compito dei giornalisti consiste nel trovare spazi di condivisione e non alzare muri .

Condividere i valori , veicolarli e comunicarli a tutti senza distinzione.

In vista del Giubileo 2025, le parole del Vescovo assumono un significato ancora più profondo; rappresentano un invito a riflettere sul nostro cammino umano e spirituale, a rinnovare le nostre promesse di solidarietà e a impegnarci in un percorso di riconciliazione.

Il Giubileo ci offre l’opportunità di tornare alle radici della nostra fede, rinnovando il nostro impegno verso il prossimo e abbracciando l’amore come fulcro delle nostre azioni.

Le riflessioni di mons. Piazza sul significato del Natale ci ricordano inoltre che, al di là delle celebrazioni materiali, ciò che conta veramente è la volontà di tendere la mano verso il nostro simile, di ascoltare le esigenze degli altri e di promuovere una cultura di pace e di gioia condivisa.

In questo contesto, il Natale diventa non solo una ricorrenza, ma un’esortazione a vivere in pienezza i valori del Vangelo, portando luce e calore nei cuori di chi ci circonda.

Il vescovo di Viterbo sa sempre offrire parole che servono a stimolarci e a orientarci verso un futuro di unità, integrazione e condivisione, affinché il messaggio di speranza del Natale possa essere un faro luminoso nel cammino della nostra vita quotidiana.

Il Vescovo ha risposto con chiarezza alle domande poste dai giornalisti evidenziando luci e ombre: fra le luci si è parlato del trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa in vista del Giubileo. Il Vescovo, a tal proposito, ha evidenziato che il trasporto non è di sua competenza, ma che, pur essendo organizzato dal Comune e dal Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, egli auspica di condividere con loro la decisione di effettuarlo., Poche ore dopo, però, l’incontro Comune-Sodalizio ha chiarito che il trasporto straordinario non ci sarà per per il cantiere a piazza del Comune (che chiude solo il 31 luglio) e per l’assenza certa del Papa.

“Con il Giubileo 2025, – ha spiegato il vescovo Piazza – non trasporteremo solo il cuore, ma il corpo di Santa Rosa per dare valore giubilare alla festa – oltre a Dies Natalis – fatte salve tutte le ricognizioni e le autorizzazioni del caso”.

Il sacro corpo di Santa Rosa, dunque, tornerebbe a percorrere, trasportato dai suoi Facchini, i luoghi che la videro operare nel Bene e in nome di Cristo.

“Io vivo le manifestazioni con la mia presenza caratterizzante, ma sempre nel rispetto delle istituzioni “ .

Per quanto concerne la preparazione della città e della Diocesi al Giubileo, mons.Piazza ha precisato: “Vivrò un Giubileo itinerante su tutte e cinque le zone territoriali”.

Il Vescovo ha, quindi analizzato alcune tematiche: la sensibilità delle persone, che dovrebbe essere “nel curriculum personale di ciascuno”, oltre alle competenze; la realtà economica e sociale della Tuscia, la necessità di fare rete fra le associazioni e poi la cura dell’ambiente e del creato. Ha anche ricordato l’importanza della data del 30 aprile 2025, una giornata dedicata al lavoro e ai lavoratori, con il coinvolgimento quest’anno anche di tutte le realtà sindacali e imprenditoriali.

Mons. Piazza ha poi fatto un bilancio dei suoi primi due anni di Vescovato a Viterbo, nei 35 comuni del territorio: in ogni comune egli è stato almeno 2/3 volte.

“Non vedo nell’identità di un territorio un limite – ha detto -⁹, lo diventa quando si chiude alla relazione. L’obiettivo è abbattere queste mura, che non significa perdere l’identità, ma creare un servizio per costruire strutture per far vivere questi territori”. Il Vescovo ha parlato poi di servizi, di solidarietà, evidenziando la necessità di insegnarla anche, per almeno un’ora a settimana, nelle scuole, di rispetto, del rapporto genitori – figli, profondamente mutato rispetto a qualche anno fa (“Prima i figli temevano i genitori; ora sono i genitori ad avere paura dei figli” ha detto in tono scherzoso il Vescovo), della gioventù odierna e della necessità di trovare valori condivisi da perseguire, di integrazione, di disagio sociale, proponendo unione di forze – anche da parte delle associazioni – per aiutare il prossimo.

Il motto del vescovo “Facciamoci compagnia, non lasciamo nessuno solo” esprime un messaggio profondo di solidarietà, inclusione e comunità, particolarmente significativo in vista del Natale.

Infine mons Piazza ha evidenziato 4 punti salienti :
⁃ Spirito di comunità
– Attenzione agli ultimi
– Riflesso del messaggio cristiano
⁃ Promozione del dialogo

Il motto del vescovo è una chiamata all’azione per tutti noi, spingendoci ad essere più presenti nei confronti degli altri, a costruire comunità più forti e a diffondere un messaggio di amore e solidarietà durante le festività