La Speranza e la Volontà’ di Pace, Concordia e Sviluppo per un mondo migliore

di Stefano Stefanini

NewTuscia  – VITERBO  – I giorni del Natale saranno vissuti nel segno della celebrazioni religiose e della solidarietà, he approfondiremo nella trasmissione Fatti e Commenti, in onda su Teleorte e visibile su www.teleorte.it, condotta da chi scrive, con la collaborazione redazionale di Gaetano Alaimo e la regia di Marco Nicoletti.

I parroci don Augusto Mascagna e don Giovanni Bazenguissa hanno predisposto diversi momenti di riflessione per tutti coloro che intendono approfondire il significato reale del Natale come festa delle famiglie e della solidarietà.

Link trasmissione:

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Domani domenica 22 dicembre durante le celebrazioni in tutte le Chiese del mondo verranno benedetti i Bambinelli che saranno posti nei presepi allestiti nelle abitazioni delle città .

Le iniziative natalizie si sono aperte quest’anno con l’accensione delle luminarie e gli alberi di Natale nel Centro Storico e ad Orte Scalo e con le suggestive Immagini natalizie proiettate sulla facciata della Cattedrale con la Piazza della Liberta’ illuminata dalle sole luci natalizie, oltre all’ all’apertura al pubblico dei presepi allestiti in tutte le chiese parrocchiali, che avverrà nella serata della vigilia di Natale, di apertura dell’Anno Giubilare.

Papa Francesco, nella sua lettera apostolica “Admirabile Signum” promulgata a Greccio lo scorso anno, rievocando le origini della rappresentazione della nascita di Gesù, ricorda, tra l’altro come il presepe vivente voluto da San Francesco a Greccio nel Natale del 1223, riempì di gioia tutti i presenti: “San Francesco, con la semplicità di quel segno, realizzò una grande opera di evangelizzazione. Il suo insegnamento è penetrato nel cuore dei cristiani e permane fino ai nostri giorni come una genuina forma per riproporre la bellezza della nostra fede, con semplicità”.

Come sperimento’ per la prima volta San Francesco a Greccio, il presepe come simbolo della Natività del Signore, “suscita tanto stupore e ci commuove” perché “manifesta la tenerezza di Dio” che “si abbassa alla nostra piccolezza”, si fa povero, invitandoci a seguirlo sulla via dell’umiltà per “incontrarlo e servirlo con misericordia nei fratelli e nelle sorelle più bisognosi, materialmente o spiritualmente”.

I segni del presepe: il cielo stellato nel silenzio della notte.

La Lettera del Pontefice passa in rassegna i vari segni del presepe.

Innanzitutto il cielo stellato, nel buio e nel silenzio della notte: è la notte che a volte circonda la nostra vita.

“Ebbene, anche in quei momenti – scrive il Papa – Dio non ci lascia soli, ma si fa presente” e “porta luce dove c’è il buio e rischiara quanti attraversano le tenebre della sofferenza”.

I paesaggi, gli angeli, la stella cometa, i poveri.

Ci sono poi, spesso, i paesaggi fatti di rovine di case e palazzi antichi, “segno visibile dell’umanità decaduta” che Gesù è venuto “a guarire e ricostruire”. Ci sono le montagne, i ruscelli, le pecore, a rappresentare tutto il creato che partecipa alla festa della venuta del Messia.

Gli angeli e la stella cometa sono il segno che “noi pure siamo chiamati a metterci in cammino per raggiungere la grotta e adorare il Signore”.

I pastori ci dicono che sono “i più umili e i più poveri che sanno accogliere l’avvenimento dell’Incarnazione”, così come le statuine dei mendicanti. “I poveri, anzi, sono i privilegiati di questo mistero e, spesso, coloro che maggiormente riescono a riconoscere la presenza di Dio in mezzo a noi” mentre il palazzo di Erode “è sullo sfondo, chiuso, sordo all’annuncio di gioia. Nascendo nel presepe – afferma Francesco – Dio stesso inizia l’unica vera rivoluzione che dà speranza e dignità ai diseredati, agli emarginati: la rivoluzione dell’amore, la rivoluzione della tenerezza”.

Il Giubileo della Speranza inviterà gli uomini a percorrere nuove strade di Pace, di Concordia e di solidarietà, con l’augurio che i capi delle Nazioni ascoltino l’ esigenza dei Popoli ad ogni latitudine allo sviluppo e collaborazione nella Pace.

Dal fabbro al fornaio: la santità del quotidiano.

Nel presepe vengono messe spesso statuine che sembrano non avere alcuna relazione con i racconti evangelici, a dirci – osserva il Papa – che “in questo nuovo mondo inaugurato da Gesù c’è spazio per tutto ciò che è umano e per ogni creatura. Dal pastore al fabbro, dal fornaio ai musicisti, dalle donne che portano le brocche d’acqua ai bambini che giocano”, a rappresentare “la santità quotidiana, la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni, quando Gesù condivide con noi la sua vita divina”.

Maria e Giuseppe e l’abbandono a Dio.

Nella grotta ci sono Maria e Giuseppe. Maria è “la testimonianza di come abbandonarsi nella fede alla volontà di Dio”, così come Giuseppe, “il custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia”.

Gesù Bambino: l’amore della fragilità che cambia la storia. Così l’Anno Giubilare.

Nella mangiatoia c’è il piccolo Gesù: Dio “è imprevedibile” – afferma il Papa – “fuori dai nostri schemi” e “si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilità nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma” con l’amore. “Il presepe ci fa vedere, ci fa toccare questo evento unico e straordinario che ha cambiato il corso della storia”.

I Magi: i lontani, la scienza e la fede.

Infine, l’ultimo segno. Quando si avvicina la festa dell’Epifania, si collocano nel presepe le tre statuine dei Re Magi che “insegnano che si può partire da molto lontano per raggiungere Cristo”.

Dio vuole la felicità dell’uomo.

“Il presepe – conclude Papa Francesco – fa parte del dolce ed esigente processo di trasmissione della fede”: non è importante come si allestisce, “ciò che conta, è che esso parli alla nostra vita”, raccontando l’amore di Dio per noi, “il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi”, e a dirci che “in questo sta la felicità”.

Le luci soffuse dei vicoli e delle piazzette condurranno i visitatori nell’atmosfera interiore e le suggestioni del Natale.