Incontri di preghiera nelle Vicarie in preparazione al Natale
Stefano Stefanini
NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – L‘evento del Giubileo rappresenta un’opportunità unica, offerta a tutti i fedeli, per irrobustire la propria fede e per riflettere sul significato della speranza nella quotidianità di ciascuno di noi.
Venerdì 20 dicembre, alle ore 21, nella Cattedrale di S. Maria Maggiore a Civita Castellana, sede vescovile, si terrà un momento di preghiera, animato dalle Parrocchie della Vicaria Faleritana, composta dalle comunità parrocchiali di Civita Castellana, Castel S. Elia, Corchiano, Fabrica di Roma.
In contemporanea nelle altre cinque Vicarie della Diocesi si svolgeranno gli incontri di preghiera della Novena di Natale presso i complessi parrocchiali di:
Flaminia a Mazzano Romano, Teverina a Orte Scalo, Soratte a Capena, Cassia a Sutri, Lago, Bracciano.
Il 9 maggio 2024, solennità dell’Ascensione, papa Francesco ha promulgato la bolla di indizione del trentunesimo Giubileo, dopo quello indetto da papa Bonifacio VIII nel 1300. Il titolo della bolla papale “La speranza non delude” (Spes non confundit) richiama il versetto 5 del quinto capitolo della lettera di S. Paolo apostolo ai Romani.
È con questo spirito che il Vescovo mons. Marco Salvi, con il clero e le comunità parrocchiali, associazioni e movimenti e tutti i fedeli della Diocesi di Civita Castellana intendono prepararsi al grande appuntamento dell’apertura del Giubileo (24 dicembre 2024), attraverso due iniziative, che si terranno il 6 e il 20 dicembre 2024, prima della S. Messa di apertura del giubileo in Diocesi, domenica 29 dicembre 2024 alle ore 17.30.
La Costituzione Conciliare Gaudium et spes, il documento del Concilio Ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, promulgato da papa San Paolo VI il 7 dicembre 1965, così recita a proposito della virtù teologale della speranza: “[…] in virtù della speranza nella quale siamo stati salvati, guardando al tempo che scorre, abbiamo la certezza che la storia dell’umanità e quella di ciascuno di noi non corrono verso un punto cieco o un baratro oscuro, ma sono orientate all’incontro con il Signore della gloria” (Gaudium et spes, n. 19).

















