A cura di Annunziata Staffieri 

NewTuscia – L’INPS, con la circolare n. 57/2024, ha fornito i chiarimenti per rendere operativa la disposizione della legge di bilancio 2024 che ha elevato l’indennità di congedo parentale per due mesi all’80% della retribuzione.

L’occasione è pertanto utile per un “recap” sul congedo parentale.

Com’è noto, per “congedo parentale” si intende quel periodo di astensione “facoltativa” dal lavoro di cui entrambi i genitori dipendenti, pubblici e privati, possono godere per accudire il proprio figlio o figlia nei primi anni di vita al fine di soddisfarne i bisogni affettivi e relazionali.

Tale congedo è disciplinato dall’art. 34 del D.Lgs. n. 51/2001, recante il cd “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela della maternità e della paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”, più volte novellato nel corso del tempo
La materia stata infatti integrata dal D.Lgs. n.105/2022 (c.d. “Decreto Equilibrio”) che ha introdotto significative novità in materia.
A decorrere dal 13 agosto 2022, data di entrata in vigore del decreto Equilibrio, è stato innalzato a 9 mesi (e non più 6, come invece previsto dalla disciplina pregressa) il periodo massimo di cui possono fruire i genitori a titolo di congedo parentale, vale a dire tre mesi in più rispetto al passato, indennizzati al 30% della retribuzione media globale giornaliera.

Ulteriori novità in tema di congedo parentale sono state successivamente introdotte dalla Legge di Bilancio 2023, che ha riconosciuto alla lavoratrice madre e al lavoratore padre l’aumento dell’indennità di congedo parentale dal 30% all’80% della retribuzione, per la durata massima di un mese, a condizione che tale  periodo sia goduto entro il sesto anno di vita del bambino (o entro sei anni dall’ingresso in famiglia del/la minore, in caso di adozione o di affidamento, e comunque non oltre il compimento della maggiore età) e che il periodo di congedo obbligatorio di maternità (o di paternità) sia terminato successivamente al 31 dicembre 2022.

La recente legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di bilancio 2024) ha introdotto ulteriori novità in materia riconoscendo alla lavoratrice madre e al lavoratore padre, ma solo per l’anno in corso, l’aumento dell’indennità di congedo parentale dal 30% all’80% della retribuzione per un ulteriore mese, quindi per la durata massima di due mesi.

A partire dal 2025 sarà invece riconosciuta un’indennità di congedo pari all’80% della retribuzione utile per il primo mese e al 60% per il secondo mese.

Per poter beneficiare di tale maggiorazione, il congedo  deve però essere richiesto entro il sesto anno di vita del bambino o della bambina (o entro sei anni dall’ingresso in famiglia del/la minore in caso di adozione o di affidamento e, comunque, non oltre il compimento della maggiore età).

Inoltre, il congedo di maternità o di paternità deve essere terminato dopo il 31 dicembre 2023, anche per effetto dei periodi di interdizione “post partum” disposti dall’Ispettorato del lavoro territorialmente competente, come precisato dall’INPS con la circolare n.57/2024.
I dipendenti pubblici, invece, devono far riferimento alle indicazioni dell’amministrazione di appartenenza.

Un solo mese extra di congedo remunerato all’80% (60% nel 2025) è disponibile per entrambi i genitori e può essere utilizzato dai due insieme o da uno solo di loro.

Per poter accedere all’indennità maggiorata all’80% per i primi due mesi di congedo, è necessario comunque darne comunicazione al datore di  lavoro: tale indennità non viene, infatti, riconosciuta in automatico.
 
Annunziata Staffieri,
 avvocata giuslavorista,
Capo Processo INL, Legal Manager & Advisor,
Esperta in Diversità, Equità, Inclusione.
Advisor della certificazione della parità di genere