Mondo – Italia – Roma – NewTuscia -La tanto temuta risposta di Teheran a Israele è arrivata. Tutto ha inizio il 1 aprile, con il bombardamento israeliano sull’ambasciata iraniana a Damasco, in un Paese come la Siria, storico alleato iraniano. Una schiaffo in faccia, di fatto,  di fronte a tutta la politica internazionale.

E l’Iran stanotte ha deciso di sferrare un attacco che era ampiamente annunciato contro Israele con almeno tre ondate di droni e missili da crociera. Lanci non solo da Iran, ma anche dallo Yemen e dal Libano. Lo spazio aereo tra i Paesi è stato chiuso. Poche ore prima, i Pasdaran di Teheran avevano sequestrato la nave Msc Aries, battente bandiera del Portogallo della compagnia “Zodiac Maritime” con sede a Londra di proprietà del miliardario israeliano Eyal Ofer.

Il 99% di questa offensiva è stata comunque neutralizzata dalla Difesa israeliana, anche grazie al fondamentale ausilio delle forze britanniche e soprattutto americane. Quest’ultime avevano infatti spostato la portaerei Eisenhower sullo Stretto di Hormuz. I danni finali sono dunque limitati, non risultano morti. Circa 31 i feriti: una bambina in particolare sarebbe molto grave poiché ferita da una scheggia.

C’è stata subito una telefonata tra Netanyahu e Biden. Biden avrebbe chiarito all’omologo israeliano che  “L’insuccesso dell’attacco iraniano é già una vittoria per Israele” e che “Gli Stati Uniti non parteciperebbero ad attacchi militari nei confronti dell’Iran”.

L’Iran ha lanciato più di 300 “minacce di vario tipo” verso Israele, inclusi missili balistici, droni e missili da crociera, ha detto il portavoce dell’Idf, Avichay Adraee. “Abbiamo intercettato il 99% delle minacce verso il territorio israeliano. Questo è un risultato strategico molto importante”, ha affermato Adraee. In un post su X, il portavoce dell’Idf ha fornito un dettaglio del numero di armi utilizzate per prendere di mira Israele.

Migliaia di iraniani sono scesi nelle strade del Paese l in una dimostrazione di sostegno all’attacco senza precedenti con droni e missilistico in corso contro l’arcinemico di sempre.

Intanto la Presidenza italiana del G7, (quindi Meloni ndr), su richiesta di Washington, ha convocato per il primo pomeriggio di oggi una videoconferenza tra i leader per discutere dell’attacco iraniano contro Israele. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Reazioni da ogni parte del mondo. Il governo del Giappone ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per la situazione in Medio Oriente dopo l’attacco iraniano contro Israele e ha condannato l’escalation della tensione nel territorio, invitando le parti coinvolte alla moderazione. “Il Giappone e’ profondamente preoccupato che questo attacco peggiorera’ ulteriormente l’attuale situazione in Medio Oriente e condanna fermamente questa escalation”: e’ quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri di Tokyo in seguito all’attacco iraniano di droni e missili sui territori israeliani. Il ministero degli Esteri giapponese ha assicurato che la pace e la stabilità in Medio Oriente sono “estremamente importanti per il Giappone” e ha invitato “fortemente” le parti interessate a calmare la situazione. Il governo giapponese ha affermato che adotterà le misure necessarie per garantire la sicurezza dei suoi cittadini nei territori colpiti e ha ribadito la propria determinazione a continuare a compiere gli sforzi diplomatici necessari per evitare che la situazione peggiori ulteriormente.

Ora gli sforzi diplomatici della comunità internazionale per far desistere Tel Aviv da un’ulteriore risposta e scongiurare il rischio escalation. Risposta che però pare pressoché certa. Occorrerà pertanto valutarne il tenore, ma la situazione resta molto delicata. Convocata per stasera una riunione di emergenza del Consiglio di durezza dell’Onu.