NewTuscia – VITERBO – Si è tenuto oggi presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci, l’evento conclusivo della Campagna nazionale per la donazione di sangue e plasma promossa dal Ministero della Salute, dal titolo “Dona vita, dona sangue”. Alla campagna hanno partecipato: il Centro Nazionale Sangue, l’Associazione nazionale comuni d’Italia (ANCI), l’Università Sapienza di Roma, Fnomceo, l’Ispettorato Generale della Sanità Militare, le principali associazioni e federazioni di donatori di sangue  operanti a livello nazionale (Avis, Croce Rossa, Fidas, Fratres, Donatori Nati) e l’Università degli Studi della Tuscia, in duplice veste, come ateneo del Lazio e come coordinatrice di turno delle Università del Lazio, considerata l’attuale carica di  Presidente del CRUL (Comitato di Coordinamento delle università del Lazio) attualmente ricoperta dal Magnifico Rettore, Stefano Ubertini. Alla campagna, si sono affiancate, nel corso dell’anno, numerose attività sul territorio da parte di soggetti pubblici e privati, contraddistinte da un logo identificativo apposto accanto alle firme istituzionali dei vari partners.

I saluti istituzionali sono stati aperti dal Magnifico Rettore Stefano Ubertini, che ha sottolineato l’importanza della sensibilizzazione alla donazione del sangue soprattutto tra i giovani. “Le università sono il luogo ideale per la promozione della donazione del sangue e del plasma, come centri di conoscenza, di innovazione e di formazione con un impatto duraturo sulla comunità studentesca e oltre – ha proseguito il Rettore – per questo ci siamo subito sentiti emotivamente coinvolti in questa campagna. Ogni giorno ci confrontiamo con le giovani generazioni di studentesse e studenti ed è importante far acquisire loro sempre più consapevolezza di quanta solidarietà e vicinanza si possa esprimere attraverso la donazione del sangue per il benessere della collettività”.

La parola poi è passata alla Rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, che ha dichiarato – “Dona vita dona sangue, è un progetto dall’alto valore simbolico e sociale. Sapienza ha aderito con entusiasmo alla campagna di sensibilizzazione lanciata dal Ministero della Salute in collaborazione con il Centro Nazionale Sangue e le Università del Lazio, attraverso la realizzazione di numerose iniziative all’interno della Città Universitaria. Durante lo scorso anno abbiamo ospitato convegni, eventi musicali, mercatini solidali, stand informativi e abbiamo promosso una sorta di maratona della solidarietà a cui sono stati invitati a partecipare le studentesse, gli studenti e il personale di tutte le strutture universitarie. Questo perché è fondamentale che passi il messaggio soprattutto alle giovani generazioni. Donare il sangue e il plasma non è solo un gesto di altruismo verso gli altri ma un atto di responsabilità civile per il bene comune”.

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento ha ribadito: “Abbiamo puntato a rafforzare la cultura della donazione in particolare tra i giovani e dall’avvio della campagna abbiamo raggiunto risultati importanti. Donare è un grande atto di generosità e altruismo che salva vite. Per questo dobbiamo continuare a investire sulle attività di comunicazione e sensibilizzazione, perché è proprio a partire dalla consapevolezza personale e collettiva che possiamo determinare cambiamenti significativi”.

Dopo l’intervento del Ministro si è tenuto il tavolo di coordinamento dove si sono alternati, per illustrare gli obiettivi della campagna, Sergio Iavicoli della Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali del Ministero della Salute, Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro Nazionale Sangue e Luigi Ottavio Mechelli, Presidente Associazione provinciale AVIS Viterbo.

Il Direttore del Centro Nazionale Sangue Vincenzo De Angelis nel suo intervento ha affermato: “L’importanza della campagna “Dona vita, dona sangue” si riflette nel prestigio degli enti che hanno collaborato alla sua realizzazione. Il Ministero della Salute, le associazioni e federazioni di donatori, l’ANCI e tanti altri. L’apporto del mondo delle Università, rappresentato da CRUI Lazio, Università della Tuscia e  Sapienza di Roma, è forse il più importante e delicato. Perché, se non sarà posto un freno al mancato ricambio generazionale della popolazione dei donatori presto potrà venire meno quell’autosufficienza di sangue che, nel nostro paese, per troppo tempo è stata data per scontata. L’unico modo per intervenire sul problema è coinvolgere sempre di più le fasce di popolazione più giovani nella cultura della donazione. Le azioni messe in campo da Unituscia, Sapienza e CRUI Lazio si muovono in tal senso, ed è stato un primo importante tassello di quello che, speriamo, un giorno sarà un vivace mosaico di iniziative destinato a far intraprendere ai più giovani il percorso della donazione e a garantire anche in futuro la salute dei pazienti”.

Al termine, JurJi Filieri, docente Unitus e Coordinatore del Centro di Ateneo per la Multimedialità (CAM) ha presentato le studentesse e gli studenti autori dei progetti vincitori della challenge della campagna “Dona vita, dona sangue”. Sono stati realizzati prodotti digitali, destinati alla radio, al web e alla stampa tradizionale. Sono poi state ascoltate le testimonianze di un donatore di sangue e di un paziente.

Per l’intera durata dell’evento, è stato possibile donare il sangue grazie alla presenza dell’autoemoteca AVIS, la donazione ha visto un’ampia partecipazione.