Mondo – Italia – Roma – NewTuscia- La guerra in Ucraina è giunta al giorno 736 ed é ai massimi, come non accadeva probabilmente dalla caduta della Guerra Fredda, la tensione tra la Federazione Russa e il mondo occidentale a trazione Usa e Nato.

Gli spiragli che seppur sembravano potersi aprire qualche settimana fa per una soluzione diplomatica al conflitto, sono tramontati definitivamente  e appare lontana anche solo un’ipotesi di cessare il fuoco. Sul campo d’altronde non si è mai smesso di combattere con grande intensità ed elevate perdite di soldati da ambo le parti.

Se da un lato l’Occidente continua il convinto a sostegno all’Ucraina – manifestato con la visita del premier italiano Meloni, il presidente del Consiglio europeo e della Commissione europea Michel e Von Der Leyen e il premier canadese Traudeau, nonché col nuovo finanziamento di armi a gennaio dal Regno Unito per 2,9 miliardi di euro dall’altro é evidente che nelle ultime settimane gli equilibri sul campo si sono ormai spostati verso una prevalenza delle truppe di Mosca.

La scelta di Kiev di cambiare il capo di Stato maggiore alla Difesa per il momento non è stata fruttosa e  dopo la caduta di Adviika prosegue l’avanzata russa che seppur lenta è graduale. Prossimo obbiettivo delle truppe russe è presumibilmente la conquista anche di Kramator’sk.

Ma le tensioni sono ai massimi anche sul piano politico dopo l’idea, lanciata dal premier francese Macron, di inviare truppe Nato per aiutare i soldati ucraini (sempre di minore unità, ndr), nel migliorare l’addestramento militare e la capacità  di riparazione delle armi danneggiate durante lo scontro.

La reazione di Mosca a questa ipotesi è stata a dir poco minacciosa: “Tutto quello che l’Occidente sta escogitando porta veramente alla minaccia di un conflitto con armi nucleari e quindi all’annientamento della civiltà“, dice il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso alla nazione. Rivolgendosi direttamente ai Paesi occidentali, ha quindi affermato: “Anche noi abbiamo armi capaci di raggiungere i vostri territori”. Infine ha annunciato che il missile balistico Sarmat è stato consegnato all’esercito e “fra poco dimostreremo l’azione sul campo“. Intanto, nelle ultime 24 ore si sono verificati oltre cento “attacchi frenetici dell’esercito russo lungo tutta la linea del fronte” sulla base di quanto riferisce lo Stato maggiore della Difesa di Kiev.

Sull’imminente adesione di Stoccolma alla Nato  è invece intervenuto il portavoce del ministero degli Esteri russo,  Maria Zakharova, che in base a quanto riportato dal quotidiano Svenska Dagbladet ha dichiarato che: “L’adesione della Svezia alla Nato porta inevitabilmente a trasformare questa parte dell’Europa da una zona di stabilità e cooperazione in una zona di potenziale confronto”. 

E intanto tornando alla situazione bellica di registrano nelle ultime 24 ore “Centinaia di attacchi frenetici dell’esercito russo lungo tutta la  linea del fronte ucriano“. Lo ha riferito lo stato maggiore di Kiev nel report  della mattina. Oltre cento attacchi aerei, 163 bombardamenti da  lanciarazzi multipli sono stati lanciati dalle truppe del Cremlino nelle  ultime 24 ore su posizioni militari e insediamenti civili ucraini.

Sul piano difensivo dal Cremlino annoverano continui successi: “Le unità di difesa aerea russa ha abbattuto 48 droni ucraini nella zona di Kupyansk in un solo giorno. Lo ha detto alla Tass il portavoce russo Ivan Bigma. “Le unità di difesa aerea continuano la loro missione nell’area di Kupyansk” ha detto Bigma, aggiungendo che “le squadre ieri hanno distrutto 48 droni”. Secondo il portavoce, le perdite giornaliere dell’Ucraina in questa zona ammontano a 145 soldati, due portaerei corazzate, quattro sistemi di artiglieria, un’unità di mortai e due pick up.

Vista una situazione al fronte sempre più critica ed il rischio di una carenza di munizioni è un problema sempre più urgente da affrontare per il Paese. Così il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto mercoledì più munizioni per respingere l’avanzata della Russia, al vertice con il governo dell’Albania, per consolidare il sostegno a Kiev tra i Paesi dell’Europa sud orientale.

 

L’Albania, membro della Nato dal 2009 e candidato all’adesione all’Ue, ha espresso il suo pieno sostegno a Kiev contro l’invasione russa. Ha fornito assistenza militare sotto forma di munizioni e con l’addestramento dei militari ucraini. È inoltre stata tra i primi Paesi a offrire rifugio ai rifugiati ucraini e ha aderito alle sanzioni internazionali contro funzionari e istituzioni russe.