NewTuscia – ROMA – Si è tenuto oggi l’evento online dal titolo “Emissioni di metano alla COP28, esiti e prospettive per l’Italia” organizzato da Amici della Terra in collaborazione con Environmental Defense Fund Europe (EDFE) per discutere delle prospettive per la filiera italiana del gas naturale e del ruolo da protagonista che l’Italia può giocare nel prossimo futuro per il contrasto alle emissioni di metano, alla luce degli impegni assunti dalla comunità internazionale alla COP28.

Al webinar hanno preso parte importanti speakers tra cui Vannia Gava, viceministro MASE, Francesco Corvaro, Inviato speciale italiano per il clima, Kitti Nyitrai, Capo Unità Transizione verde ed energia della Commissione Europea, Manfredi Caltagirone, Responsabile IMEO – UNEP, Monica Tommasi, Presidente di Amici della Terra, e Flavia Sollazzo, Senior Director EU energy transition di EDFE.

La Conferenza delle Parti (COP) di Dubai ha inserito tra le priorità la mitigazione delle emissioni di metano, evidenziando la necessità di raggiungere il picco delle emissioni globali dei gas serra entro il 2025 e procedere verso una riduzione del 43% entro il 2030 e del 60% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2019. Il metano è, infatti, il principale componente del gas naturale identificato come il secondo maggior responsabile del riscaldamento globale , con un potenziale climalterante oltre 80 volte superiore a quello dell’anidride carbonica nei primi 20 anni dopo la sua immissione nell’atmosfera.

A tal proposito, la presa di coscienza è sempre più diffusa a livello globale: non solo UE e USA, ma anche altri Paesi stanno definendo norme regolatorie e prescrizioni mentre l’adesione al Global Methane Pledge (GMP), di cui l’Italia è stata uno dei primi sottoscrittori e che prevede una riduzione volontaria delle emissioni di metano entro il 2030 del 30% rispetto al 2020, si allarga ad un numero sempre più ampio di parti.

Durante i lavori della COP, 50 major del petrolio e del gas, rappresentanti il 40% della produzione mondiale, hanno firmato l’Oil & Gas Decarbonization Charter (OGDC), un impegno su base volontaria a ridurre le emissioni di metano dell’upstream fino a “quasi lo zero” entro il 2030 ed eliminare il flaring di routine. Inoltre, specifici finanziamenti internazionali, superiori ai 5 miliardi di dollari, sono stati annunciati per sostenere in tutto il mondo azioni di riduzione, monitoraggio e raccolta dati, nonché soluzioni tecnologiche per contenere le emissioni di metano. La tecnologia satellitare sarà fondamentale per far sì che le aziende dell’OGDC rispettino gli impegni assunti nell’ambito della COP. Iniziative come il Methane Alert and response System (MARS) dell’IMEO e MethaneSAT, il sofisticato satellite di EDF che verrà lanciato nel 2024, porteranno trasparenza ai dati sulle emissioni di metano e catalizzeranno l’azione globale per la loro riduzione.

L’Italia ha incluso le emissioni di metano nella nuova versione del suo Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) , indicando la riduzione delle emissioni come importante contributo alla lotta al cambiamento climatico e un elemento fondamentale per allineare la sicurezza energetica con gli obiettivi climatici. Il tutto in accordo con la regolamentazione europea che introdurrà presto misure per ridurre le emissioni di metano sia all’interno del mercato UE che per le importazioni energetiche.

Il Paese è già all’avanguardia su questi temi anche grazie al Tavolo di lavoro promosso da Amici Della Terra e EDFE al quale partecipano tutti i principali stakeholder del settore gas in dialogo con le istituzioni interessate (MASE, ISPRA, ARERA, CIG) e che ha già prodotto una guida per una strategia di riduzione delle emissioni di metano dalla filiera del gas naturale.

Per l’Italia si aprono, inoltre, nuove prospettive: tra le altre, la possibilità di diventare l’hub europeo del gas, ponte tra Africa ed Europa. ” Il Piano Mattei si muove in questa direzione e dimostra le intenzioni del Governo, in un momento un cui cresce l’interesse a ridurre le emissioni dei paesi produttori, utilizzatori ed esportatori africani. Aumenta la nostra responsabilità ma anche l’opportunità per svolgere un ruolo centrale nel Mediterraneo e non solo”, afferma in apertura dell’evento Monica Tommasi, Presidente di Amici della Terra, che continua, ” la presidenza italiana del G7 è un’ulteriore opportunità da sfruttare al meglio per raggiungere gli obiettivi della Cop28i”.

“Questo decennio sarà cruciale per raggiungere l’obiettivo strategico della decarbonizzazione e per farlo dobbiamo cogliere le opportunità più accessibili”, ha dichiarato Flavia Sollazzo, Senior Director EU Energy Transition di EDFE. “La riduzione delle emissioni di metano è un passo fondamentale e l’Italia può assumere un ruolo di primo piano in questa sfida, portando avanti impegni ambiziosi e concreti che combinano obiettivi climatici con esigenze di sicurezza energetica”.

“Lavoriamo ad una riduzione graduale dell’utilizzo del gas naturale negli usi energetici, a cui contribuisce anche l’integrazione tra le fonti di approvvigionamento di più energie rinnovabili e, presto, anche dell’energia nucleare”, ha dichiarato il Viceministro all’Ambiente Vannia Gava sottolineando l’impegno del Governo italiano sul tema. “L’Italia, come presidenza del G7, in continuità con quanto emerso durante la COP28, intende inserire tra i “deliverables” anche specifiche raccomandazioni per collaborare con le economie produttrici sulla riduzione delle emissioni fuggitive di metano e sulla riduzione del gas flaring. Iniziativa che è in linea con il Piano Mattei di collaborazione bilateralmente vantaggiosa con i Paesi dell’Africa per il perseguimento di obiettivi climatici e di sicurezza globali”, ha aggiunto.