NewTuscia – VITERBO – “Presidio dei sindacati sotto la prefettura di Viterbo per rimettere al centro il diritto alla tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Così i segretari di Cgil Civitavecchia, Roma nord e Viterbo e Uil Viterbo e alto Lazio, rispettivamente Stefania Pomante e Giancarlo Turchetti.
Il tutto a seguito del terribile incidente sul lavoro avvenuto il 16 febbraio nel cantiere per la costruzione di un supermercato Esselunga a Firenze. Crollo che finora ha provocato la morte di 4 operai.
Appuntamento per il presidio oggi alle ore 11 in piazza del Plebiscito a Viterbo. Con i sindacati confederali anche le categorie Fillea Cgil, Feneal Uil, Fiom Cgil e Uilm Uil.
“I cinque operai morti nel cantiere per la costruzione di un supermercato Esselunga a Firenze hanno nomi, famiglie, storie – dichiarano Pomante e Turchetti -. Come gli altri che ancora in questi giomi sono ‘caduti sul lavoro’ più di 40 nei primi 15 giorni di febbraio. Basta parlare di cordoglio, è il momento che il governo, le imprese e le loro associazioni di rappresentanza, si assumano le responsabilità: massimo ribasso, appalti a cascata, mancanza di controlli, precarietà del lavoro. Sono conseguenze di scelte non una fatalità”.
“Si è deciso di fare cassa togliendo le risorse per gli ispettori del lavoro – proseguono Pomante e Turchetti – e la medicina per la prevenzione sul territorio; è stata deregolamentata la catena degli appalti, non si interviene più sugli appalti privati, fino al punto che non si riesce a capire quali e quante ditte sono in un cantiere e si costringono le persone migranti a lavorare in clandestinità. Sono problemi che vanno affrontati alla radice”.
“È stata poi ignorata – proseguono i sindacalisti – la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil e si continua ad agire senza il confronto con chi è nei posti di lavoro. Con la patente a punti oggi probabilmente quelle aziende non avrebbero potuto avere I’appalto Esselunga. Con una congruità anche su tempi e modi di esecuzione ci sarebbe un limite allo sfruttamento del lavoro. Con l’obbligo alla timbratura si saprebbe chi e quanto tempo lavora in un cantiere”.
“Vogliamo tutte le agibilità necessarie – continuano Pomante e Turchetti – per gli Rls, Rlst, delegati di sito alla sicurezza. Vogliamo iI ripristino della parità di trattamento negli appalti e la responsabilità dell’impresa committente. Vogliamo I’applicazione dei Ccnl del settore di riferimento, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e vogliamo la formazione obbligatoria prima di accedere nel luogo di lavoro”.
“Questi – concludono Pomante della Cgil e Turchetti della Uil – sono i cambiamenti necessari, altrimenti i richiami alla cultura della sicurezza sono frasi vuote. Vogliamo luoghi di lavoro sicuri senza il ricatto della perdita del lavoro e dei bassi salari. A partire dal cantieri. Vogliamo l’apertura di un confronto vero con il governo su questi punti e su tutta Ia piattaforma unitaria. Per questo il 21 febbraio è stato proclamato uno sciopero nazionale degli edili e dei metalmeccanici nelle ultime due ore di ogni turno. Ogni singola tragedia è la tragedia di tutte e di tutti. Ed è tempo di farci rispettare”.