NewTuscia – CAPRAROLA – Non ci stupisce che entrambi ingrossino le fila dove militano impunemente gli eredi politici del boia Josip Broz Tito, semmai è un’ulteriore conferma di ciò che non abbiamo mai dimenticato.
Non ci interessa neanche capirne il perchè, il dato di fatto è sufficiente: Borgna e Nardini sono parte integrante di quel fronte revisionista e riduzionista che insozza di putridume ideologico la memoria delle vittime delle Foibe ed il dramma dell’esodo cui furono obbligati gli italiani di stirpe giuliana ed istriano-dalmata.
Fronte variegato di grotteschi ectoplasmi usi a scalzare ogni anno la pietra tombale della storia nelle ore che precedono e seguono le commemorazioni indette per il Giorno del Ricordo su tutto il territorio nazionale.
Non ci interessa neppure commentare il delirio di tale Gaccione Paolo autore del post ricondiviso prima da Borgna e poi da Nardini, il cui contenuto – affatto verosimile oltre che nel merito palesemente ininfluente – lascia il tempo che trova se solo si conoscesse la vera genesi di quei versi.
A lasciare interdetti è il fatto che il sindaco di Caprarola – del quale chiediamo immediate ed irrevocabili dimissioni – ed un ex presidente della Provincia di Viterbo, già sindaco di Acquapendente, abbiano ridicolizzato con tale arroganza una ricorrenza istituzionalizzata per legge dopo decenni di colpevole oblio sulle sorti di decine di migliaia di connazionali, un atteggiamento così puerile da risultare quasi incredibile.
A dirla tutta, Borgna e Nardini valgono meno di un Eric Gobetti qualsiasi, cui spedimmo con dovizia di particolari le nostre osservazioni a quelle paradossali e ridicole tesi revisioniste e giustificazioniste che provò ad illustrare a Viterbo.
A loro no, non forniremo alcuna risposta, solo questo striscione.
Che leggano la cronaca di quei giorni.
E che tornino a scuola, stavolta senza eskimo.
CasaPound Italia Viterbo
















