Ricordare per conbattere ogni forma di odio e di razzismo con la proiezione del film Train de vie – Un treno per vivere di Radu Mihaileanu

Stefano Stefanini

NewTuscia  – ORTE – Con una manifestazione promossa da AUSER, ANPI e Comune presso la Biblioteca Comunale, domani 27 gennaio alle ore 16 Orte commemorerà la Giornata della Memoria.

E‘ prevista la proiezione e l’apertura di un dibattito sul film Train de vie – Un treno per vivere di Radu Mihaileanu.

Questa la recensione di Luisa Ceretto che sulla trama del film „Train de vie – Un treno per vivere“, realizzato nel 1998 dal regista Radu Mihaileanu, che verrà proiettato nel corso della celebrazione della Giornata della Memoria di Orte.

Una sera del 1941, Schlomo, il folle, fa ritorno al proprio shtetl, un villaggio ebraico dell’Europa dell’Est, con la notizia dell’imminente arrivo dei tedeschi. Il Consiglio dei Saggi si riunisce e decide di organizzare un falso treno di deportati per sfuggire ai nazisti. La comunità prepara la partenza in gran segreto per la Terra Promessa..

Secondo lungometraggio di Radu Mihaileanu, regista romeno legato a temi come l’identità culturale, l’esilio, fuggito dalla dittatura di Ceausescu nel 1980, Train de vie, fa la sua comparsa al festival di Venezia, dove ottiene il premio Fipresci a cui seguirà il David di Donatello come migliore pellicola straniera.

Un piccolo grande film, una tragicommedia che unisce l’umorismo yiddish, in cui convivono comicità, dramma e malinconia, che non risparmia una grottesca ironia verso gli stessi ebrei, i tedeschi e i comunisti, con un ritmo impeccabile, grazie alla colonna sonora del compositore di alcuni dei migliori film di Kusturica, Goran Bregovic, e soprattutto, ad un’originalità narrativa.

Il racconto di Train de vie, segue la costruzione delle fiabe e ha inizio con un monologo di Schlomo – il regista aveva proposto questo ruolo a Roberto Benigni – con “c’era una volta” e si conclude con un doppio finale.

Sin dalle prime battute è esplicito l’intento del suo autore di affrontare il tema della Shoah in una maniera del tutto inedita, sottolineando l’irrealtà della sua finzione, insistendo invece sulla tipicità di una cultura e del folclore ormai scomparsi, scegliendo di restare ai margini del genocidio.

I personaggi sono caricaturali e volutamente stereotipati, come il rabbino, il sarto, il folle, il comunista.

Il regista Mihaileanu riesce egregiamente a mettere in scena gli effetti disumanizzanti dell’ideologia e del potere sull’individuo, mostrando come una commedia possa essere più tragica della tragedia stessa. Come è egli stesso ad affermare: “L’umorismo come ebreo, è ciò che mi ha fatto sopravvivere, che ha salvato la nostra vita e la nostra memoria”.

La lezione della Shoah

La lezione della Shoah deve farci riflettere sul senso profondo che porta con sé; deve impedire all’umanità di fare ancora una volta gli stessi errori con una nuova popolazione presa come capro espiatorio di tutti mali.

La storia ci fornisce la conoscenza necessaria per evitare di sbagliare, e lo sterminio sistematico di un’intera popolazione è il crimine contro l’umanità più grave che un uomo può perpetrare contro un altro uomo”.

Attraverso il ricordo dei Martiri dell’odio razziale, la visita nei luoghi della Memoria delle nostre Citta’, delle Pietre d’Inciampo individuate in alcune città italiane, dei campi di concentramento europei, anche solo attraverso le immagini, fa rivivere a noi tutti recuperi di storie ed esperienze umane, in località dense di memoria come lo Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto e il Giardino dei Giusti di Gerusalemme.

Ripercorrere le varie “Storie di Guerra per la Pace” per invocare la Pace per i tanti focolai di guerra che caratterizzano questi ultimi anni.

Ripercorrere le varie “Storie di Guerra per la Pace”, dove gli ex combattenti e gli ormai pochi reduci dagli eccidi di massa hanno modo di raccontare le loro storie di guerra e di violenza vissuta, per fare in modo che tutto questo non debba più accadere.

Per questo sono lodevoli e vanno incrementate le iniziative che coinvolgono studenti e insegnanti di tutte le scuole per riconsiderare un messaggio importante che tutti i cittadini dovranno accogliere: il richiamo alla vita, alla Pace ed allo sviluppo e al percorso delle vittime innocenti di Genocidi perpetrati nel nome delle ideologie.

Purtroppo dalle guerre che caratterizzano questi nostri anni, i potenti della terra non hanno compreso la lezione della storia: che per i popoli „con la guerra tutto e‘ perduto e con la pace tutto e‘ guadagnato“.