NewTuscia  – Riceviamo e pubblichiamo.

PREMESSA

Il presente documento, costituisce una anticipazione del dossier rifiuti 2023, edito a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell’ambito del progetto “Vita da generazione spreK.O.”, finanziato dal MIMIT. D.M. 6/5/2022 art. 5.

Lo stesso Osservatorio è nato nel 2004 nell’ambito del progetto biennale “Cittadini che contano. Rilevazione civica e proposte sui prezzi e le tariffe dei servizi di pubblica utilità”, cofinanziato dal Ministero delle Attività Produttive (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy) attraverso i fondi delle multe dell’Antitrust. Da circa 20 anni quindi produce rapporti annuali in tema di servizio idrico, rifiuti urbani, trasporto pubblico locale, servizio di asilo nido comunale e approfondimenti tematici anche su altri argomenti.

I rapporti, originariamente costruiti esclusivamente sugli aspetti tariffari dei servizi indagati, nel corso degli anni si sono arricchiti di ulteriori aspetti per renderli uno strumento, al servizio dei cittadini e delle istituzioni, che restituisca una fotografia della purtroppo disparata geografia dell’Italia in termini di erogazione dei servizi riguardo gli aspetti tariffari, la qualità e le tutele.

Il Rapporto rientra nelle attività con le quali Cittadinanzattiva si impegna a promuovere e facilitare il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, in particolare del Goal 11 (Città e comunità sostenibili – Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili, target 11.6 – Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti) e del Goal 12 (Consumo e produzioni responsabili – Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo, target 12.5 -Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo).

Infatti, attraverso questa pubblicazione Cittadinanzattiva si pone un duplice obiettivo:

 fornire un quadro generale del servizio di gestione dei rifiuti, dal punto di vista del servizio erogato al cittadino, che possa essere utile ai policy maker e agli enti gestori su più livelli al fine di individuare e valutare criticità e opportunità grazie ad un confronto tra le diverse gestioni;  fornire uno strumento di informazione ai cittadini al fine di:

  • poter maturare una piena consapevolezza riguardo l’impatto dei propri comportamenti relativamente a scelte/abitudini di consumo di prodotti e conferimento di rifiuti;
  • poter apportare un contributo qualificato nelle occasioni di dibattito pubblico e, più in generale, di partecipazione, relativamente alle questioni ambientali del proprio territorio di riferimento, in un’ottica di promozione e attuazione di una governance partecipata del servizio.

 

LE TARIFFE PAGATE DAGLI UTENTI NEI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA ITALIANI

 

La disciplina della TARI (Tariffa Rifiuti) è stata introdotta dalla Legge di stabilità del 2014 (Legge 147 del 2013) in sostituzione della TARES che viene contestualmente abrogata.

La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Il versamento della TARI va effettuato secondo il numero di rate e le scadenze di pagamento stabiliti dal comune, che deve consentire, di norma, almeno due rate a scadenza semestrale. È consentito il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.

I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico hanno la facoltà di applicare, in luogo della TARI, che ha natura tributaria, una tariffa avente natura di corrispettivo (c.d. TARIC o TARIP).

Le tariffe della TARI sono determinate con deliberazione del Consiglio comunale sulla base dei costi individuati e classificati nel piano finanziario, che viene predisposto dal gestore del servizio e approvato dallo stesso Consiglio comunale, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi medesimi.

Il piano finanziario, quindi, individua e classifica i costi che devono essere coperti con le entrate della TARI, mentre la delibera di approvazione delle tariffe è finalizzata a ripartire tali costi tra gli utenti e, pertanto, a determinare le voci tariffarie da applicare alle diverse utenze. Queste ultime si distinguono in domestiche e non domestiche: le prime sono costituite soltanto dalle abitazioni familiari e le seconde ricomprendono tutte le restanti utenze (attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere).

A decorrere dall’anno 2020, il metodo tariffario da seguire nell’elaborazione del piano economico finanziario della TARI è oggetto di disciplina da parte dell’ARERA.

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Le tariffe sono riferite all’anno solare e distinte per utenze domestiche e utenze non domestiche e, in entrambi i casi, si compongono di una quota fissa e di una quota variabile.

Per le utenze domestiche, la quota fissa deve essere calcolata moltiplicando la superficie dell’alloggio, sommata a quella delle relative pertinenze, per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti dell’utenza stessa, mentre la quota variabile è costituita da un valore assoluto, vale a dire da un importo rapportato al numero degli occupanti che non va moltiplicato per i metri quadrati dell’utenza e va sommato come tale alla parte fissa.

Alla somma così ottenuta occorre infine aggiungere il tributo provinciale (TEFA), nella misura massima del 5%, corrisposto alla Provincia (o Città Metropolitana) per i servizi che svolge per la protezione, tutela e igiene ambientale.

L’indagine di Cittadinanzattiva ha interessato le tariffe rifiuti applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2023, e ha preso come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. I costi rilevati sono comprensivi di Iva (ove applicata) e di addizionali provinciali. Al fine di valutarne eventuali scostamenti dal punto di vista dell’impegno economico sostenuto dalle famiglie, si riportano anche i dati relativi alla precedente annualità (2022).

Dall’indagine sono esclusi, per difficoltà di comparazione, i seguenti capoluoghi di provincia che hanno adottato la tariffazione puntuale dei rifiuti: Cesena, Ferrara, Forlì, Parma, Reggio Emilia, Pordenone, Cremona, Biella, Trento, Bolzano, Belluno e Rovigo.

Dall’analisi emerge che la spesa media annuale per la famiglia tipo individuata è di €320 con un aumento del 2,0% circa rispetto all’anno precedente. La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è quella delle Marche (€250), dove si registra un aumento in linea con la media nazionale.  Al contrario, la regione con la spesa più elevata resta la Campania (€ 416) con una situazione di sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente (+0,5%).

RegioneTari 2023Tari 2022Variazione %
Abruzzo334 €323 €3,4%
Basilicata299 €299 €0,0%
Calabria360 €348 €3,4%
Campania416 €414 €0,5%
Emilia283 €281 €0,7%
Friuli Venezia Giulia277 €270 €2,6%
Lazio359 €332 €8,1%
Liguria349 €367 €-4,9%
Lombardia254 €253 €0,4%
Marche250 €245 €2,0%
Molise252 €246 €2,4%
Piemonte295 €288 €2,4%
Puglia409 €402 €1,9%
Sardegna340 €329 €3,3%
Sicilia396 €386 €2,6%
Toscana361 €352 €2,4%
Umbria352 €344 €2,3%
Valle d’Aosta303 €300 €1,0%
Veneto255 €248 €2,8%
Italia320 €314 €1,9%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

L’area geografica che presenta il costo più elevato a carico delle famiglie è quella del sud Italia.

AreaTari 2023Tari 2022Variazione %
Nord€ 281€ 279+ 0,7%
Centro€ 332€ 321 + 3,4%
Sud€ 372€ 364+ 2,2%
Italia€ 320€ 314  + 1,9%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

Dei 10 capoluoghi che si posizionano come più costosi ben 7 appartengono a regioni meridionali.

 I 10 capoluoghi più costosi 
CapoluogoTari 2023 CapoluogoTari 2022 
Catania594 € ↑Catania504 €
Genova 492 € ↑Genova480 €
Napoli491 € ↑Napoli455 €
Pisa481 € ↑Pisa463 €
Brindisi464 € =Brindisi464 €
Latina460 € ↑Latina351 €
Messina 453 € ↓Messina459 €
Salerno451 € ↓Salerno456 €
Reggio Calabria443 € =Reggio Calabria443 €
Benevento442 € ↓Benevento445 €

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

In modo speculare, dei 10 capoluoghi che si posizionano come più economici, 6 appartengono a regioni settentrionali.

 I 10 capoluoghi più economici 
CapoluogoTari 2023 CapoluogoTari 2022 
Udine181 € ↑Udine174 €
Brescia195 € =Brescia195 €
Fermo196 € ↓Fermo200 €
Vicenza211 € =Vicenza211 €
Bergamo214 € =Bergamo214 €
Isernia215 € =Isernia215 €
Macerata220 € ↑Macerata211 €
Verona220 € ↑Verona212 €
Siena220 € ↓Siena222 €
Novara229 € ↑Novara217 €

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

Rispetto al 2022 sono state riscontrate variazioni in aumento in 54 capoluoghi; variazioni in diminuzione in 20 capoluoghi e situazioni invariate nei casi restanti.

 

Variazioni in aumento e in diminuzione  
CapoluogoTari 2023Var + CapoluogoTari 2023Var – 
Latina460 €31,2%Imperia305 €-23,3%
Catania594 €17,9%Avellino326 €-5,1%
Firenze292 €10,9%Milano301 €-3,6%
Crotone427 €9,5%Lucca336 €-2,9%
Chieti373 €8,6%Lodi269 €-2,5%
Monza298 €8,2%Enna270 €-2,2%
Napoli491 €8,0%Matera339 €-1,7%
Rieti335 €7,7%Trieste316 €-1,6%
Pistoia438 €7,6%Fermo196 €-1,6%
Nuoro337 €7,6%Palermo314 €-1,3%
Sassari316 €7,5%Messina453 €-1,3%
Prato328 €6,8%Salerno451 €-1,2%
Catanzaro269 €6,5%Grosseto371 €-1,1%
Gorizia333 €5,8%Siracusa413 €-1,1%
Sondrio229 €5,4%Cosenza373 €-0,9%
Varese254 €5,4%Siena220 €-0,8%
Novara229 €5,3%Benevento442 €-0,8%
Alessandria355 €4,8%Como247 €-0,7%
Campobasso289 €4,4%La Spezia238 €-0,4%
 Asti417 €4,3%Piacenza273 €-0,3%
Pescara299 €4,2%   
Perugia389 €4,0%
Padova245 €4,0%
Macerata220 €4,0%
Ravenna270 €3,9%
Pisa481 €3,9%
Udine181 €3,8%
Ascoli Piceno234 €3,7%
Pesaro285 €3,7%
Andria440 €3,6%
Trapani427 €3,6%
Venezia345 €3,5%  
Verona220 €3,3%
Potenza260 €2,7%
Mantova272 €2,6%
Savona361 €2,6%

4

Trani407 €2,5%   
Foggia375 €2,5%   
Genova492 €2,5%
Lecce358 €2,4%
Vibo Valentia287 €2,2%
Urbino269 €2,1%   
Massa399 €2,0% 
Arezzo373 €2,0%
Taranto424 €1,9%
Barletta411 €1,6%
Cuneo234 €1,4%
Torino346 €1,2%
Caltanissetta267 €1,2%
Aosta303 €1,1%
Frosinone302 €1,0%   
Lecco238 €0,6%  
Terni315 €0,4% 
Vercelli247 €0,4%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

LE AGEVOLAZIONI PRESENTI NEI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA ITALIANI

Nel calcolo della TARI sono presenti riduzioni obbligatorie previste dalla legge e altre che i singoli Comuni hanno facoltà di introdurre con i propri regolamenti.

 

Nel primo caso si tratta di:

5

 

  • riduzione della quota variabile proporzionale alle quantità di rifiuti speciali assimilati agli urbani che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo, disciplinate dal comune con proprio regolamento;
  • riduzione per mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti/effettuazione del servizio in grave violazione della disciplina di riferimento/interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente: la TARI è dovuta nella misura massima del 20%;
  • riduzione per le zone in cui non è effettuata la raccolta: la TARI è dovuta nella misura massima del 40%, secondo quanto stabilito dal comune che può anche graduare la tariffa in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita.

Il comune ha, inoltre, facoltà di introdurre con proprio regolamento altre esenzioni/riduzioni:

 

  • esenzioni e riduzioni in favore delle specifiche fattispecie individuate dalla legge, che, in quanto connesse a una minore attitudine a produrre rifiuti danno luogo ad un minor gettito da inserire tra i costi del piano finanziario; tali fattispecie sono: abitazioni con unico occupante; abitazioni e locali per uso stagionale; abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero; fabbricati rurali ad uso abitativo;
  • attività di prevenzione nella produzione di rifiuti (in particolare: utenze domestiche che abbiano avviato il compostaggio domestico), commisurando le riduzioni tariffarie alla quantità di rifiuti non prodotti.
  • esenzioni e riduzioni in favore delle ulteriori fattispecie ritenute dall’ente locale meritevoli di tutela, a prescindere da una minore produttività di rifiuti delle utenze; in tali ipotesi, il comune deve finanziare la misura facendo ricorso a risorse derivanti dalla fiscalità generale del comune e diverse, quindi, dai proventi del tributo.

I COSTI DELLE FAMIGLIE NEI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA DELLE SINGOLE REGIONI

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
AbruzzoChieti373 €343 €+8,6%
L’Aquila373 €373 €0,0%
Pescara299 €287 €+4,2%
Teramo290 €290 €0,0%
Media334 €323 €+3,2%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
BasilicataMatera339 €345 €-1,7%
Potenza260 €253 €+2,7%
Media299 €299 €0,0%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
CalabriaCatanzaro269 €252 €+6,5%
Cosenza373 €376 €-0,9%
Crotone427 €390 €+9,5%
Reggio c.443 €443 €0,0%
Vibo V.287 €281 €+2,2%
Media360 €348 €+3,2%

6

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
CampaniaAvellino326 €343 €-5,1%
Benevento442 €445 €-0,8%
Caserta368 €368 €0,0%
Napoli491 €455 €+8,0%
Salerno451 €456 €-1,2%
Media416 €414 €+0,5%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
Emilia RomagnaBologna286 €286 €0,0%
Modena293 €293 €0,0%
Piacenza273 €274 €-0,3%
Ravenna270 €259 €+3,9%
Rimini296 €296 €0,0%
Media283 €281 €+0,7%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
Friuli Venezia GiuliaGorizia333 €315 €+5,8%
Trieste316 €321 €-1,6%
Udine181 €174 €+3,8%
Media277 €270 €+2,4%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
LazioFrosinone302 €299 €+1,0%
Latina460 €351 €+31,2%
Rieti335 €311 €+7,7%
Roma378 €378 €0,0%
Viterbo319 €319 €0,0%
Media359 €332 €+8,2%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
LiguriaGenova492 €480 €+2,5%
Imperia305 €398 €-23,3%
La Spezia238 €239 €-0,4%
Savona361 €352 €+2,6%
Media349 €367 €-4,9%

7

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
LombardiaBergamo214 €214 €0,0%
Brescia195 €195 €0,0%
Como247 €249 €-0,7%
Lecco238 €237 €+0,6%
Lodi269 €276 €-2,5%
Mantova272 €265 €+2,6%
Milano301 €313 €-3,6%
Monza298 €276 €+8,2%
Pavia279 €279 €-0,3%
Sondrio229 €217 €+5,4%
Varese254 €241 €+5,4%
Media254 €253 €+0,4%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
MarcheAncona297 €297 €0,0%
Ascoli P.234 €226 €+3,7%
Fermo196 €200 €-1,6%
Macerata219 €211 €+4,0%
Pesaro285 €275 €+3,7%
Urbino269 €264 €+2,1%
 Media250 €245 €+2,0%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
MoliseCampobasso289 €277 €+4,4%
Isernia215 €215 €0,0%
Media252 €246 €+2,5%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
PiemonteAlessandria355 €339 €+4,8%
Asti417 €400 €+4,3%
Cuneo234 €231 €+1,4%
Novara229 €217 €+5,3%
Torino346 €342 €+1,2%
Verbania240 €240 €0,0%
Vercelli247 €246 €+0,4%
Media295 €288 €+2,6%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

 

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
PugliaAndria440 €424 €+3,6%
Bari398 €398 €0,0%
Barletta411 €404 €+1,6%
Brindisi464 €464 €0,0%
Foggia375 €366 €+2,5%
Lecce358 €349 €+2,4%
Taranto424 €416 €+1,9%
Trani407 €397 €+2,5%
Media409 €402 €+1,8%

 

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
SardegnaCagliari410 €410 €0,0%
Nuoro337 €313 €+7,6%
Oristano296 €296 €0,0%
Sassari316 €294 €+7,5%
Media340 €329 €+3,5%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
SiciliaAgrigento426 €427 €-0,1%
Caltanissetta267 €264 €+1,2%
Catania594 €504 €+17,9%
Enna270 €276 €-2,2%
 Messina453 €459 €-1,3%
Palermo314 €318 €-1,3%
Ragusa399 €399 €0,0%
Siracusa413 €418 €-1,1%
Trapani427 €412 €+3,6%
Media396 €386 €+2,5%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
ToscanaArezzo373 €366 €+2,0%
Carrara391 €391 €-0,1%
Firenze292 €263 €+10,9%
Grosseto371 €375 €-1,1%
Livorno345 €345 €0,0%
Lucca336 €346 €-2,9%
Massa399 €391 €+2,0%
Pisa481 €463 €+3,9%
Pistoia438 €407 €+7,6%
Prato328 €307 €+6,8%
Siena220 €222 €-0,8%
Media361 €352 €+2,5%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

 

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
UmbriaPerugia389 €374 €+4,0%
Terni315 €314 €+0,4%
Media352 €344 €+2,4%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

 

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
Valle d’AostaAosta303 €300 €+1,1%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023

 

 

RegioneComuneTari 2023Tari 2022Variazione
VenetoPadova245 €236 €+4,0%
Venezia345 €333 €+3,5%
Verona220 €212 €+3,3%
Vicenza211 €211 €0,0%
Media255 €248 €+2,9%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2023