NewTuscia – SALISANO (RIETI) – La Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina ospita la vincitrice del bando “Per una Nuova Drammaturgia“, l’autrice e attrice Serena Guardone presso il Comune di Salisano (RI) dal 13 al 26 novembre.

La sua vincita era stata così motivata dalla giuria del Bando: “La giuria è rimasta colpita dalla profondità e originalità della sua proposta, che promette di portare una nuova prospettiva alla drammaturgia contemporanea. Guardone ha dimostrato di avere una visione unica nel trattare temi complessi, creando un ponte tra il passato e il presente attraverso la sua scrittura coinvolgente. Il filo conduttore è uno studio sugli universi paralleli che partono da un’indagine sui sogni. Un percorso che fa intrecciare storie di personaggi nella loro dimensione reale ed onirica. Sono state valutate positivamente le possibilità di realizzazione artistica che la drammaturga ha ipotizzato per il suo progetto. Tali possibilità possono avere un innovativo impatto sul territorio della Bassa Sabina, grazie alla collaborazione con i soggetti partner ovvero gli Istituti Scolastici, gli Enti e la comunità locale.

Il bando “Per una Nuova Drammaturgia” esprime la necessità da parte del Teatro delle Condizioni Avverse di promuovere e sostenere la drammaturgia contemporanea attraverso l’incontro e la promozione di artisti emergenti e significativi del panorama nazionale che vogliono interagire con il territorio e le realtà locali. Inoltre il bando si avvale della collaborazione con la Rete NDN (network nuova drammaturgia), una rete nazionale composta da 14 partner diffusi sul territorio nazionale quali Associazione culturale Campo Teatrale (MI), DRACMA (RC), Festival Internazionale Kilowatt Festival APS (AR), Centro Teatrale MaMiMò (RE), 20chiavi teatro (VT), R.A.M.I. Residenza Artistica Multidisciplinare Ilinxarium (MI), Teatri di Vetro (RM), Teatro Libero Palermo (PA), Teatro Stabile Verona (VR), Teatro della Tosse (GE), TRAC- Centro di Residenza Teatrale Pugliese, IDRA Teatro (BS), AMAT, Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali.

 

Serena Guardone nasce a Viareggio nel 1984. Nel 2009 consegue la laurea magistrale in Filosofia Contemporanea presso l’Università di Pisa (110 e lode), scegliendo successivamente il teatro come campo d’indagine. Dal 2009, assieme a Luca Barsottelli e Mirtilla Pedrini, dirige La Bottega del Teatro, un centro di creazione e diffusione di linguaggi performativi che è anche stato la direzione artistica del Festival Invasioni a Forte dei Marmi (tra gli ospiti: Carrozzeria Orfeo, I Sacchi di Sabbia, Babilonia Teatri, Teatro Sotterraneo, Fabrizio Saccomanno, Oscar De Summa, Gli Omini). Lavora come operatrice teatrale, attrice, regista, drammaturga, istruttrice di Iyengar Yoga. Nel 2010 Serena Guardone incontra i Sacchi di Sabbia, li segue per un anno in un laboratorio di messa in scena, assimilando un nuovo atteggiamento di ricerca, e da allora collabora stabilmente con loro. Nel 2011 entra nello spettacolo Don Giovanni (regia Sacchi di Sabbia), una trasposizione dell’omonima opera di Mozart attraverso versacci e rumorini. Dal 2012 è nello spettacolo POP UP – un fossile di cartone animato (regia Sacchi di Sabbia\produzione Teatro delle Briciole – in scena con Beatrice Baruffini, Chiara Renzi, Arianna Benvenuti, Francesca Ruggerini) col quale vive una fitta tournèe internazionale: lo spettacolo è un lavoro per la prima infanzia, basato sulla manipolazione di libri pop-up e su una ritmica partitura vocale. Dal 2018 è attrice nei Dialoghi degli Dei (regia Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica), una trasposizione ironica dell’opera omonima di Luciano di Samosata. Sempre con la compagnia dei Sacchi di Sabbia, ha lavorato alla drammaturgia dello spettacolo digitale per l’infanzia Tu Nelle Paure: un(video)tunnel dell’orrore di carta.

Come autrice compone già dal 2010, anno in cui la sua prima opera di prosa Il figlio vince il concorso presso il Centro di Drammaturgia Permanente di Roma, premiata da Fausto Paravidino e Letizia Russo. Il testo è un’opera dedicata alla maternità e mette al centro dell’azione tre donne e i legami di ciascuna col proprio figlio: uno ancora in grembo, uno ormai grande e sempre lontano da casa, uno affetto da tetraplegia e presente in scena solo tramite il suono di un campanello. Successivamente lascia la prosa classica, si dedica ad una lunga ricerca sul tema delle migrazioni umane e nel 2014, assieme a Luca Barsottelli, compone Biancolutto: dove inizia a lavorare sulla frontalità e sulla scomposizione del messaggio scenico tra piano verbale e non verbale. Nel frattempo inizia la gestazione di Mezzo Chilo, lo spettacolo che nel 2019 vince la menzione Speciale a Premio Scenario: lo spettacolo è una collezione di frammenti-ricordi-proiezioni-sogni-comizi-preghiere e alterna teatro di narrazione, teatro di oggetti, teatro-danza, performance, installazione. Attraverso un caleidoscopio di segni scenici e significati sovrapposti, l’autrice-attrice (da sola in scena) porta lo spettatore dentro alla propria intimità, dentro le stanze di un passato cronologicamente lontano ma pur sempre e per sempre presente. Ecco la motivazione della giuria: “Mezzo chilo racconta e interpreta il privato con coraggio e verità. Un diario che si fa narrazione civile nella capacità di infrangere con ironia il tabù della vergogna celata nella patologia. Riuscendo a costruire un affresco di momenti scenici, veicolati da una fragilità emotiva che si fa partitura fisica, Serena Guardone ci offre un teatro che esplora con consapevolezza e rigore il tema del disturbo alimentare”. Nel 2020 il suo monologo di stand-up comedy La nostra favola vince il contest Prove Generali di Solitudine, iniziativa di Carrozzeria Orfeo. Sempre nel 2020, assieme a Luca Barsottelli e Mirtilla Pedrini, è autrice, regista e interprete di Se io ho bisogno, tu chiama, uno “sit-phone-show”, liberamente ispirato alla narrativa di Raymond Carver, centrato sull’interazione telefonica a tu per tu tra attore e spettatore. Ancora nel 2020, sempre con Luca Barsottelli e Mirtilla Pedrini, sono vincitori del bando Wiki Teatro Libero istituito da Wikimedia Italia sulla cultura open: Bomba libera tutti debutterà entro la fine del 2022 e sarà uno spettacolo-gioco interattivo ispirato al mondo del quiz televisivi. Nel 2021 è tra gli autori selezionati da Teatro Utile per la creazione di una drammaturgia sul tema delle migrazioni attraverso la fantascienza. Nel 2021 è tra gli autori di Biennale College alla Biennale di Venezia: qui inizia la composizione di Blue Screen, che ultima nel 2022: un testo di prosa teatrale quadrimensionale dove si intrecciano i piani temporali e personaggi in versione live e tramite chat. Uno schermo duplica il palco offrendo il rispecchiamento rovesciato in pixel di una realtà quasi mai effettiva. Dal 2020 è assistente alla composizione drammaturgica nel progetto Dreams about dying di Marta Capaccioli e Lucrezia Palandri (Centro di Produzione per la danza Virgilio Sieni). A Marzo 2023 Mezzo Chilo viene selezionato come dramma del mese sulla rivista di drammaturgia dramma.it. A Maggio 2023 è uscita con Eretica Edizioni una sua raccolta di componimenti, Sogni di una medusa. Ad Ottobre 2023 esce con Sabir Editore il suo primo albo illustrato per l’infanzia, Kiss, creato in collaborazione con l’illustratrice Irene Menchini. Attualmente sta lavorando alla creazione di un nuovo albo illustrato e sta conducendo una ricerca di composizione drammaturgica quadrimensionale sul tema dei sogni e delle migrazioni umane. Assieme a Luca Barsottelli e Mirtilla Pedrini, sta curando un progetto dedicato ai fratelli Cervi.

 

Il progetto “Amore Cosmico” di Serena Guardone è un progetto di “drammaturgia pluridimensionale”.

“Amore cosmico è un progetto di scrittura pluridimensionale nel quale si cerca di esplorare due realtà apparentemente lontane che, in questo testo, entrano in cortocircuito. Il sonno. Le migrazioni umane. Durante il sonno il corpo resta per lo più fermo, dentro il confine di un materasso, di una branda, di un qualsiasi giaciglio di fortuna più o meno improvvisato. Abbiamo storicamente e culturalmente concepito diversi luoghi per dormire, ma in essi ogni corpo qualora venisse seguito da un geolocalizzatore darebbe più o meno sempre la solita descrizione di movimento: il nulla, la stasi, il punto fermo. Le migrazioni umane d’altra parte sono fenomeni di spostamento di corpi. Corpi che fino ad un dato giorno occupano un certo spazio transitano ad occupare un altro spazio, attraversando rotte fisiche più o meno impervie, ma sempre tracciabili su Google Maps come reali movimenti sulla superficie terrestre. Ma cosa succede mentre un corpo dorme? Mentre un corpo fermo dorme? Il corpo – nostra sede biologica e supposto epicentro della nostra identità individuale – è davvero un confine invalicabile? La pelle che ci delimita è davvero il termine ultimo di ogni nostro tentativo di entrare in contatto con un altro essere umano? E se durante il sonno, i sogni non fossero altro che spostamenti di anime che viaggiano e vivono esperienze altrettanto reali di quelle esperite durante la veglia? Amore cosmico immagina un mondo in cui i migranti continuamente risospinti indietro da frontiere politiche e sociali invalicabili e violente, raggiungono il primo mondo entrando nei sogni dei cittadini. Costruendo con essi relazioni, amicizie, legami affettivi, storie. Amore cosmico si interroga sulla connessione tra gli esseri umani, sul senso di condivisione, sulla dimensione di corresponsabilità che ci lega intimamente gli uni agli altri, al di là della prossimità e della familiarità: se è vero che un battito di ali può provocare un uragano dall’altra parte del mondo, è vero che non ci possono essere barriere, confini, mura divisorie che separino destini paralleli. Ogni destino dipende da tutti gli altri destini. Ogni destino si collega ad altri destini. Ogni destino è solo una prospettiva di un unico destino che ci accomuna. Grazie ad un’operazione di realismo magico, Amore cosmico si concentra sulla crudezza, l’immediatezza, la concretezza della vita quotidiana, ma ad essa mescola la possibilità che qualcosa di soprannaturale sia diventato ordinario. La scrittura è quella di un testo rifratto in tante prospettive che alterna la dimensione del dialogo a quella del monologo a quella della didascalia come testo drammaturgico.”

 

“La ricerca drammaturgica e più in generale sulla scrittura mi ha portato alle soglie di quella che percepisco come un’immensità ancora insondata dove ogni frammento di realtà è connesso con qualche altro frammento. Desidero fortemente confrontarmi con questo senso di rifrazione e comunione, di frammentazione e fusione, e trovare una dimensione di scrittura per la performance capace di restituire questa complessità. Immediata. Potente. Polifonica. Totale. Questo per provare a raccontare il tema delle migrazioni umane e del destino comune dell’umanità.”  cit. Serena Guardone

 

Il tutor del progetto è Ferdinando Vaselli, nonché direttore artistico insieme a Lidia Di Girolamo della Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina – Terrarte 2023.

Attore, regista e drammaturgo nonché uno dei due direttori artistici della Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina, durante questo periodo residenziale fornirà il proprio supporto tecnico per cercare di soddisfare le necessità di lavoro dell’artista in Residenza, stimolandone la creatività attraverso un confronto sulle possibili soluzioni di allestimento. Ferdinando Vaselli ha scritto numerosi spettacoli tra cui 50lire (vincitore del premio E.M. Salerno per la drammaturgia europea); ha pubblicato per Sinnos il testo Soprailcielodisanbasilio; ha pubblicato inoltre i luoghi del presente (antologia di drammaturghi curata dalla casa editrice la Mongolfiera); ha partecipato al progetto Crisi presso il teatro Valle con F. Paravidino; ha scritto una serie di testi sui quartieri di Roma in collaborazione con il teatro Quarticciolo , con carrozzerie Not e con il teatro Studio Uno che partono da un percorso legato alle interviste; fa parte di NDN (network nuova drammaturgia), che si occupa della promozione della nuova drammaturgia. Il tutor si occuperà di individuare gli obiettivi e le metodologie di lavoro del drammaturgo, non solo attraverso la lettura del testo, ma anche con un confronto continuo ed un accompagnamento alla scrittura dell’opera. Il tutoraggio consisterà nel racconto sullo stato dei lavori di drammaturgia, nell’analisi degli obiettivi che la drammaturga si prefigge di raggiungere durante la residenza e il confronto sul percorso di scrittura analizzando il testo all’inizio, alla metà e alla fine del periodo di residenza, per coglierne le trasformazioni, individuarne le criticità e focalizzare gli obiettivi.

 

Luciano Lattanzi è il giornalista, di riferimento del progetto residenziale. Collabora con la Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina dal 2018. Comunicatore digitale, docente di informatica e caporedattore della testata web “Media&Sipario” dal 2015. Dal 2010 al 2012 è redattore della testata locale TUSCIAMEDIA e dal 2013 al 2014 caposervizio cultura della testata locale TUSCIAMEDIA.

L’artista insieme al tutor e al giornalista di riferimento, svolgerà alcune attività artistico-laboratoriali per gli studenti e le studentesse dell’Istituto Comprensivo della bassa Sabina e che saranno significative sia per il lavoro drammaturgico dell’artista sia potranno essere un’esperienza formativa di carattere innovativo per le nuove generazioni che conosceranno il linguaggio della drammaturgia nell’ambito dello spettacolo dal vivo.

Venerdì 24 novembre alle 19 presso il Teatro Comunale di Salisano (RI), verrà realizzata la restituzione finale del progetto “Amore Cosmico” di e con Serena Guardone.