NewTuscia – TERRACINA – L’approvazione nell’ultimo Consiglio Comunale del 27 ottobre scorso  della mozione avente per oggetto l’annullamento o revoca in autotutela del piano di utilizzazione degli arenili (PUA) preliminarmente adottato con delibera commissariale n.34 del 13/12/2022, approvazione che ha visto tutti concordi con una timida astensione della lista civica Terracina Città del Possibile e un unico voto contrario, ampiamente e documentatamente motivato, della lista Europa Verde Terracina, rappresenta una azione decisamente dirompente, che mette in discussione un Piano pienamente allineato con le leggi e regolamenti regionali, vistato da un garante super partes della Legge come il Commissario Prefettizio e predisposto da una accreditata società di consulenza e gestito da un Ufficio Comunale specificamente dedicato “Unità di Progetto Sviluppo Economico e Costiero”, peraltro voluto fortemente dalla ex-Giunta Tintari (dello stesso colore della attuale!), e soprattutto già vistato dalla Regione Lazio e già in stato avanzato di verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) con acquisizione di pareri delle Autorità competenti da parte della Regione Lazio. Una mozione nella quale viene assurdamente chiesto agli stessi Uffici Comunali che hanno lavorato diligentemente e per anni di concerto con la Regione Lazio e che si sono avvalsi di consulenti esperti e del parere super partes di un Commissario Prefettizio, di verificare – essi stessi-  la sussistenza di vizi formali e sostanziali tali da poter determinare l’annullamento o la revoca del PUA e questa ambigua modalità non ci convince e dovrebbe non convincere neppure i balneari, presenti numerosi in aula durante la discussione della mozione, che si sono nuovamente affidati ai loro rappresentanti politici eletti in Consiglio Comunale per risolvere i problemi che si trascinano da 20 anni.

Abbiamo quindi assistito da spettatori in Consiglio ad una volontà politica precisa, guidata dalla lobby dei balneari, con qualche Consigliere eletto di riferimento e tra il pubblico, di resettare pericolosamente un procedimento amministrativo in corsa, del quale è davvero difficile individuare vizi procedimentali, atteso che, nella scarsità del tempo a disposizione dato dalla Regione Lazio per l’adeguamento del PUA che avrebbe dovuto essere approvato il 31/12/2022 dopo la proroga di un anno concessa, avendo fallito l’appuntamento del 31/12/2021, si è proceduto secondo legge e attivando un processo partecipativo, avendo comunque organizzato una presentazione pubblica chiedendo contributi e osservazioni, presentazione avvenuta il 23 novembre 2022 ovvero un mese prima della scadenza del 31 dicembre, alla quale Legambiente ha partecipato e durante la quale è stato evidente a tutti che molti balneari conoscevano già molti dettagli del Piano, e questo per fugare ogni dubbio di “mancata partecipazione”, e già allora avrebbero potuto inviare le loro osservazioni in forma scritta.

Ad oggi invece, come abbiamo appreso venerdì in aula consiliare, le uniche parti interessate che, anche a fronte della recente audizione del 5 ottobre scorso in Commissione Demanio (e diamo atto della buona volonta’ dell’Assessore al Demanio Corradini e del Presidente della Commissione Demanio De Gregorio per averci chiamato in audizione!) hanno prodotto pareri scritti e consultabili sono proprio le Associazioni ambientaliste, già audite anche in Regione Lazio sul tema, le quali avevano già espresso parere positivo sul nuovo PUA regionale, approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n.9 del 26 Maggio 2021, che ribadiva alcuni principi fondamentali come  il divieto del pre-posizionamento di attrezzature balneari su spiagge libere e libere con servizi, la quota minima del 50% destinata a spiagge libere e libere attrezzate, la garanzia di libera visuale del mare su una porzione di almeno il 50% del litorale, servizi ed accessibilità per i disabili, pulizia della spiaggia anche d’inverno, spazi dedicati alle attività sportive e sociali e stabiliva disposizioni fondamentali in materia di trasparenza e legalità, obbligando i Comuni a pubblicare sui propri siti istituzionali tutte le informazioni  relative alle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, e già evidenziava per Terracina la grande criticita’ della carenza dei parcheggi per tutta la fascia costiera comunale e i gravi problemi di accesso all’arenile per tutta l’area tra il confine con il Comune di S. Felice Circeo ed il centro urbano a causa delle lottizzazioni private, spesso abusive, presenti.

Legambiente Terracina è sempre stata impegnata – fin dalla sua nascita nel 2016-  nella vigilanza del demanio marittimo terracinese e sulla necessità di dotarsi, come città costiera, almeno, di un PUA (Piano di Utilizzazione degli Arenili), strumento fondamentale di pianificazione strategica e programmazione del litorale.  Legambiente Terracina ha prodotto poi numerose richieste di accessi agli atti concessori e alle numerose licenze suppletive, nonché sulle 4 concessioni demaniali in capo al Comune, oggi decadute, spesso oggetto di controversie con i privati affidatari, anche alla luce dell’incremento significativo sul demanio terracinese di violazioni in gran parte riconducibili a interventi eseguiti in contrasto con il PUA, in violazione dei Piani Paesaggistici e di tutte le norme poste a tutela del paesaggio e dell’ambiente marino e costiero e in violazione degli strumenti urbanistici ed edilizi generali. Sempre dalla sua nascita, nel 2016, è stata impegnata sul fronte del mancato rispetto delle disposizioni della Legge Regionale n. 8/2015 e del successivo Regolamento n. 19/2016 relativamente ad almeno il  50% dell’arenile dedicato alla libera fruizione ed il 20% in ciascun ambito, sulle carenze dei parcheggi e dei varchi di accesso ogni 300 m. e degli accessi e servizi per i disabili e gli animali di affezione, con diverse iniziative e campagne e con una vertenza in Regione Lazio,  dove si è evidenziato pubblicamente su stampa e Tv anche nazionali, e riportato in diversi Report di Legambiente Nazionale, che Terracina era uno dei 5 comuni costieri che pervicacemente NON rispettava, dal 2015, Leggi e Regolamenti regionali ed era priva di un PUA adeguato (ultimo approvato e adottato in via definitiva è quello adottato con D.C.C. n. 39 del 07.06.2002 e approvato con D.P.G.R. n. 252 del 30.06.2003, ovvero un PUA vecchio di venti anni) ed è stata infine autrice di denunce importanti sul fronte di abusi costieri, spesso finiti in sequestri e processi presso il Tribunale di Latina, processi nei quali Legambiente è già parte civile o è stata riconosciuta parte offesa dalla Procura e si costituirà nuovamente parte civile.

Vogliamo poi ricordare che Legambiente Terracina, di concerto con Legambiente Lazio e Legambiente nazionale, con una azione forte e con pochi precedenti a livello nazionale, aveva già richiesto a febbraio 2022 alla Regione Lazio l’esercizio dei poteri sostitutivi e la nomina di un commissario ad acta in modo da evitare che il nuovo Pua a Terracina, gestito a livello comunale, potesse diventare una sanatoria per la vecchia e discutibile gestione del demanio marittimo inviando una articolata e motivata lettera in Regione Lazio https://www.lanuovaecologia.it/terracina-legambiente-chiede-lintervento-della-regione-lazio-sul-piano-di-utilizzo-degli-arenili/. Oggi possiamo dire che avevamo solo anticipato i tempi visto che solo pochi mesi dopo, a luglio 2022, con l’operazione “free beach”, l’Amministrazione cadeva tutta per via giudiziaria e arrivava il Commissario Prefettizio.

Siamo fortemente contrari – nel merito e nel metodo-  alla mozione approvata in Consiglio Comunale, mozione presentata congiuntamente da Maggioranza e Opposizione e approvata – con le uniche eccezioni di Europa Verde Terracina (contraria) e Terracina Città del Possibile (astenuta) – e ci opponiamo fermamente ad ogni ipotesi di annullamento o di revoca in autotutela, o anche ad una “finta revisione” magari con il pretesto della più ampia partecipazione, che ne snaturi l’approccio e l’impostazione, ritenendo questo Piano assolutamente equilibrato, sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale, rispettoso delle linee guida regionali, che garantisce appieno l’interesse Pubblico, formulato sotto il diretto controllo di un Commissario Prefettizio, una garanzia assoluta di imparzialità per il rispetto della legge e dei regolamenti, uno strumento regolatorio indispensabile per la costruzione dei prossimi bandi di gara per le concessioni secondo la Direttiva Bolkenstein, e una risposta al commissariamento ad acta da noi richiesto in Regione Lazio a febbraio del 2022 paventando un piano che potesse sanare i multipli abusi costieri, e una ferma risposta alla inchiesta “Free Beach”, mai archiviata e ancora in corso, e ai numerosi sequestri di stabilimenti, violazioni per occupazione abusiva di demanio pubblico, decadenze di concessioni, a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, annunciando fin da ora di riservarsi, insieme a Legambiente Lazio e Legambiente nazionale, tutte le iniziative consentite dalla legge per tutelare tale Piano e il suo impianto regolamentare, e sorvegliare in modo costante il rispetto della Legge sul nostro litorale” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, Consigliere Nazionale dell’Associazione.