Stefano Stefanini

NewTuscia  – VITERBO  – Comitato Cittadino per la Sicurezza e la Riqualificazione di Viterbo ha diramato un comunicato relativo in particolare alle dichiarazioni di Dennis Edegbe, gestore di un bar nel quartiere di San Faustino, chiuso dall’autorita per 15 giorni, che accuserebbe i viterbesi di razzismo, apparso recentemente su un quotidiano on-line della Città.

La risposta del Comitato Cittadino per la Sicurezza e la Riqualificazione di Viterbo non si è fatta attendere.

“ Soprattutto dopo la cena che si è svolta nel quartiere San Faustino ad agosto, che ha visto abitanti del quartiere e extracomunitari, tra i quali lo stesso Dennis Edegbe, seduti insieme a tavolino come testimoniano le foto della Pro Loco, organizzatrice della serata.

Ma i cittadini questa volta sono stufi, anzi ci tengono a sottolineare che Viterbo è:” città dell’accoglienza e dell’integrazione oltre le dichiarazioni diffamatorie”.

“La più recente è stata l’affermazione, rilasciata a mezzo stampa dal Sig. Dennis Edegbe, che, senza mezzi termini ci ha pubblicamente accusati di razzismo. Come comitato cittadino sentiamo il dovere di prendere le distanze da tali affermazioni, distanti anni luce dalla realtà di una città che si è sempre dimostrata accogliente, aperta ed inclusiva nei confronti di tutti coloro che, provenendo da stati esteri, hanno deciso di stabilirvisi e di rispettarne le leggi e le regole.

Un “melting pot”, un crogiolo, di culture e attività economiche: Viterbo è una città che può vantare decine di attività economiche gestite da persone provenienti da diversi Paesi, che hanno scelto di integrarsi nella nostra comunità.

Bar, ristoranti, negozi di vario genere e attività di parrucchiere autolavaggi, imprese edili, giardinieri ecc. sono solo alcuni esempi di imprese gestite da persone arrivate a Viterbo e perfettamente integrate nella nostra comunità, che contribuiscono alla vivacità economica del nostro territorio ed alla creazione di un tessuto urbano ricco di diversità.

Come comitato cittadino e come cittadini ci ferisce profondamente essere etichettati come razzisti. Abbiamo dimostrato con i fatti, nel corso degli anni, che non solo non lo siamo ma che siamo una città aperta, inclusiva e pronta ad accogliere chiunque abbia intenzione di integrarsi nella nostra comunità. Continueremo a lavorare per una Viterbo sempre più accogliente, promuovendo la convivenza pacifica e il rispetto reciproco tra tutte le persone che vivono e lavorano nella nostra città.

E’ palese, sotto gli occhi di tutti ed innegabile, tuttavia, che esistono persone/realtà che non rispettano nessun tipo di regole, persone di ogni etnia che vivono costantemente attaccate ad una bottiglia alcolico di usando ogni angolo della città come una toilette a cielo aperto incuranti della presenza di donne, bambini, anziani questo fa si che poi i cittadini si sentano frustati , esasperati ed impotenti ma questo non significa razzismo ma solo il desiderio di vedere la propria città e la propria nazione rispettata.

Viterbo è una città che ha dimostrato con i fatti la sua capacità di accogliere ed integrare persone provenienti da diverse nazioni. Le attività economiche gestite da immigrati, la diversità culturale e la convivenza pacifica tra le comunità sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono la nostra città. È importante respingere con forza le dichiarazioni diffamatorie e continuare a lavorare per una Viterbo inclusiva, basata sul rispetto reciproco e sull’apertura verso il mondo.

In relazione alla chiusura del locale a cui fa riferimento il Sig. Edegbe per 15 giorni riteniamo che l’ordinanza di chiusura non possa essere accusata di comportamento razzista se così fosse sarebbe veramente una grave accusa nei confronti delle autorità competenti le quali agiscono sul territorio esclusivamente nel rispetto della legge e nel farla rispettare”.

Questo il Comunicato del Comitato Cittadino per la Sicurezza e la Riqualificazione di Viterbo

Un nostro commento che richiama e conferma il parere di molti cittadini residenti: chi rispetta e vuol far rispettare le regole civiche di buona cittadinanza non può essere tacciato di razzismo.

In primo luogo il lavoro in qualsiasi forma deve essere di chi ha capacità, competenza e lavora nel rispetto delle norme, paga le tasse, rispetta le leggi e la buona educazione civica e si integra nella comunità, accettando le regole del,paese ospitante.

Assistiamo tutti al “bivaccamento” di tanti soggetti che poi abbandonano bottiglie vuote o rifiuti vari per le nostre strade. Questo non e’ tollerabile !

Opportuni gli interventi recenti di controllo del territorio, per cui i cittadini residenti propongo l’istituzione stabile di Poliziotti di Quartiere, che assiduamente controllino il territorio, facendo vedere concretamente la presenza dello Stato, delle Forse dell’Ordine, dei Vigili Urbani, che rassicurino la cittadinanza in termini di serenità, di quiete pubblica, di rispetto delle regole più elementari del vivere civile, a tutela della qualità della vita di una città tra le più belle d’Italia.

L’eccesso di telecamere non assicura quella sicurezza pubblica che viene solo dalla presenza di uomini delle Forze dell’Ordine, per cui occorre potenziare la dotazione complessiva nella Città.

Occorre poi dare un lavoro dignitoso e retribuito ai cittadini ospitati, combattendo il caporalato, che purtroppo in agricoltura e non solo è ben radicato.

Inoltre alcuni cittadini riferiscono che molti “Appartamenti del centro storico” vengono affittati a chi non è abituato a vivere in condominio, creando problemi ai condomini, spesso anziani che vivono soli nella casa di proprietà acquistata con sacrifici, a favore di facili arricchimenti di qualche “falso buonista e moralista” di maniera.

In sintesi occorre promuovere un reale rispetto delle regole di base del vivere sociale ( per tutti) : perseguire con pazienza e con fermezza questo risultato migliorerà concretamente la qualità della vita dei quartieri e in generale di tutta la Città’, senza creare battaglie e polemiche inutili e dannose per tutti !