NewTuscia  – PERUGIA – Un balzo in avanti sul contrasto al riciclaggio e che chiama in causa le imprese, le persone giuridiche private (fondazioni, associazioni, parrocchie e così via, si conta che in Umbria siano tra le 12mila e le 14mila), trust e istituti giuridici affini. È quello che si sta realizzando con la nuova normativa sul “Titolare Effettivo”, con l’iter per la comunicazione delle informazioni sul Titolare Effettivo al Registro delle imprese delle Camere di Commercio che è già iniziato. Il 9 ottobre scorso, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che attesta l’operatività dei sistemi di comunicazione del Titolare Effettivo, come stabilito dal decreto interministeriale 11 marzo 2022 n. 55. Entro sessanta giorni a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento i soggetti interessati – imprese con personalità giuridica, persone giuridiche private, trust e istituti similari – dovranno inviare la comunicazione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente per territorio, pena sanzioni.

Per la normativa antiriciclaggioil titolare effettivo è la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione e, nel caso di entità giuridica, le persone fisiche che possiedono o controllano tale entità e che ne risultano beneficiari. Come richiesto dalla normativa UE, ora quest’ultimo non è più trattato come “eventuale”, bensì come necessario e sempre presente. La non individuazione di queste persone può essere un indicatore di rischio secondo quanto previsto dalla normativa antiriciclaggio.

La verifica del titolare effettivo è infatti uno dei segnali più utilizzati dagli istituti bancari e dalle imprese in ottica antiriciclaggio. Questo perché le strutture societarie complesse rappresentano spesso un escamotage per nascondere identità e attività sospette.

L’importante convegno alla Camera di Commercio dell’Umbria  

Per dare la più ampia informazione (decine di migliaia le realtà, tra imprese, fondazioni, associazioni culturali e sociali, parrocchie e così via) ed entrare in tutti i dettagli della questione, la Camera di Commercio dell’Umbria, con il supporto di InfoCamere e di Unioncamere.ha organizzato, presso il Centro Congressi della sede di Perugia dell’Ente Camerale, il convegno dal titolo “Antiriciclaggio: al via il Titolare Effettivo”. Moderato da Federico Sisti, Segretario Generale Camera di Commercio dell’Umbria, presenta relatori di primissimo piano: Marco Maceroni, Dirigente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (“ll ruolo del Registro dei titolari effettivi per l’antiriciclaggio”); Pierluigi Sodini, Unioncamere (“Il ruolo delle Camere di commercio per l’ufficialità del dato”); Anna Rita Costa, ODCEC Perugia – Elisa Pettirossi, ODCEC Terni (“L’adeguata verifica svolta dal professionista attraverso il Registro”); Sara Pirro, InfoCamere Scpa (“Modalità operative per la comunicazione dei dati”).

Il sistema Camerale ha realizzato l’architettura telematica necessaria per ricevere le comunicazioni dovute

Per consentire l’adempimento, il sistema camerale – attraverso Unioncamere e InfoCamere – ha realizzato l’architettura telematica necessaria per ricevere le comunicazioni dovute e, successivamente, consentire l’accesso e la consultazione delle informazioni ai soggetti autorizzati. Al fine di agevolare la corretta compilazione delle domande è stato predisposto un manuale operativo, disponibile attraverso il portale istituzionale unioncamere.gov.it. Sono altresì disponibili tutte le informazioni relative all’adempimento sul portale titolareeffettivo.registroimprese.it.

Chi deve effettuare la comunicazione del Titolare Effettivo

Sono obbligati a fare la dichiarazione:

imprese dotate di personalità giuridica (società a responsabilità limitata, società per azioni, le società in accomandita per azioni e società cooperative);

persone giuridiche private: fondazioni, associazioni e altre istituzioni di carattere privato che acquistano la personalità giuridica mediante l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le Prefetture e presso le Regioni e le Province autonome;

Trust e istituti giuridici affini: enti e istituti che, per assetto e funzioni, determinano effetti giuridici equivalenti a quelli dei trust (rapporto giuridico nel quale una persona – fiduciario – amministra dei beni, sui quali ha il controllo, nell’interesse di terzi beneficiari).

La comunicazione alla Camera di Commercio dell’Umbria dovrà avvenire unicamente per via telematica (anche con il supporto di intermediari autorizzati all’invio) con un’istanza firmata digitalmente (a seconda dei casi): da almeno un amministratore dell’impresa; dal fondatore o dai soggetti con la rappresentanza e l’amministrazione delle persone giuridiche private; dal fiduciario, nel caso dei Trust.

Nuove iscrizioni o eventuali variazioni dei dati andranno comunicate entro trenta giorni dalla data dell’atto costitutivo o di variazione e, in ogni caso, i dati forniti dovranno essere annualmente confermati.

In concomitanza con l’apertura dei termini per la comunicazione telematica, la Camera di Commercio dell’Umbria ha già inviato un messaggio via PEC alle società interessate dall’adempimento, indicando tutte le informazioni operative necessarie all’invio della pratica.

Il costo economico della criminalità

La verifica del titolare effettivo è uno dei segnali più utilizzati dagli istituti bancari e dalle imprese in ottica antiriciclaggio. E questo perché le strutture societarie complesse rappresentano spesso un escamotage per nascondere identità e attività sospette. Con l’operatività del Registro dei titolari effettivi avremo a disposizione un importante strumento di trasparenza, ed è quindi fondamentale disporre di informazioni aggiornate ed accertate.

È importante considerare il costo economico della criminalità, ovvero la compressione del reddito complessivo provocata dalla criminalità, specie se organizzata, a causa di costi imposti, di risorse allocate in modo inefficiente, di investimenti scoraggiati o di attività comunque impedite.

Nell’ultima rilevazione 2022 di Transparency International sulla percezione della corruzione, in base a una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello di corruzione percepita) l’Italia si attesta su un punteggio di 56, posizionandosi 41esima su scala globale (il nostro Paese registra ormai da dieci anni un andamento positivo, che ha visto passare il suo punteggio da 42 punti nel 2012 a 56 nel 2022, con una differenza di 14 punti in più. È un risultato che mostra l’impegno italiano sul fronte della trasparenza e della corruzione, ma sottolinea anche la necessità di fare di più).

L’indicatore di Transparency International è importante perché mette in evidenza la forte correlazione tra corruzione, conflitti e sicurezza. La corruzione erode le risorse per il benessere comune, genera tensioni sociali, riduce la fiducia nei governi, crea terreno fertile per attività criminali, in definitiva minaccia la stabilità politica, sociale ed economica di un Paese.

Un’analisi della Banca Mondiale di alcuni anni fa evidenziava come, in termini di costi, ogni punto di discesa nella classifica di percezione della corruzione di Transparency International provocasse la perdita del 16% degli investimenti dall’estero.

Inoltre si stima che le aziende che operano in un contesto corrotto crescono in media del 25% in meno rispetto alle concorrenti che operano in un’area di legalità, e che le piccole e medie imprese abbiano un tasso di crescita delle vendite di oltre il 40% inferiore rispetto a quelle grandi.

L’Umbria, in base a quanto emerge dal Rapporto 2022 dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) istituita presso la Banca d’Italia, presenta una situazione complessiva migliore della media nazionale, ma con alcuni punti di criticità che non vanno sottovalutati e su cui occorre stringere i freni con decisione prima che la situazione si aggravi.

il Rapporto UIF 2022 evidenzia 1.283 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, in crescita (+5,5%) rispetto al 2021, ma pur sempre meno del +11,4% del dato nazionale. Le 1.283 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette in Umbria rappresentano lo 0,9% del totale nazionale, quindi meno del peso del Pil della regione (1,4% circa) e meno anche del peso della popolazione umbra sul totale italiano (1,4% circa). Potremmo concludere che la nostra regione, sul fronte delle operazioni finanziarie sospette, pur non essendo più da tempo un’isola felice non presenta situazioni di particolare rilevanza. Ma si deve mantenere alta la guardia