Stefano Stefanini
NewTuscia – ROMA – La manovra e il decreto legislativo di riforma fiscale stanziano per l’esercizio 2024 complessivamente circa 28 miliardi di euro.
Di particolare interesse le misure per la famiglia, dal rafforzamento del bonus asili nido alla decontribuzione per le mamme.
Fringe benefit a 2mila euro per lavoratori con figli, mille per chi non ne ha. Fringe benefit strutturale con modifiche per il 2024: il tetto viene portato a 2mila euro per i lavoratori con figli e a mille euro per tutti gli altri (si potranno utilizzare anche per pagamento di affitto e mutuo prima casa) come ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di illustrazione della Manovra 2024.
Stanziate le risorse per rifinanziare il contributo straordinario per il caro energia e il bonus sociale elettricità per sostenere le fasce più deboli della popolazione nel primo trimestre dell’anno prossimo. Si tratta del trimestre nel quale i consumi di energia sono più rilevanti.
La manovra prevede un taglio del cuneo fiscale : riduzione di sei punti delle tasse sul lavoro per i redditi fino a 35mila euro e fino a sette punti per i redditi al di sotto dei 25mila euro. Si tratta di un aumento in busta paga che mediamente corrisponde a circa 100 euro al mese per una platea di circa 14 milioni di cittadini.
Per il mondo del lavoro e della produzione viene prevista una maxi deduzione per le imprese che assumono lavoratori a tempo indeterminato, con positivi effetti per l’occupazione giovanile .
Per il 2024 è programmata una significativa rivalutazione delle pensioni in rapporto all’inflazione: al 100% le pensioni fino a quattro volte il minimo, al 90% quelle tra 4 e 5 volte il minimo e poi a scendere man mano che aumenta l’importo della pensione.
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni (foto Governo Italiano)
L’articolato delle principali misure
Il Consiglio dei ministri di ieri 16 ottobre ha approvato la manovra 2024, misure che riassumiamo con l’ausilio dell’Agenzia Giornalistica Ansa.
FISCO. Circa dieci miliardi sono destinati al rinnovo nel 2024 del taglio del cuneo fiscale-contributivo (7% per i redditi fino a 25 mila euro, 6% per i redditi fino a 35 mila euro). Altri 4,3 miliardi finanziano la riforma delle aliquote Irpef con l’accorpamento delle prime due fasce al 23% per tutti i redditi fino a 28mila euro l’anno. I due interventi rafforzano le buste paga dei lavoratori dipendenti sino a 1.298 euro annui. La soglia di no tax area si amplia fino a 8.500 euro equiparando dipendenti e pensionati.
Novità per le partite Iva fino a 170 mila euro: non pagheranno più l’acconto di novembre. Arriva poi un taglio lineare alle detrazioni – salvo le spese mediche – da 260 euro per chi ha un reddito superiore a 50.000 euro. C’è anche un taglio del canone Rai: le rate in bolletta scendono da 20 euro a 15 per un totale che passa da 90 a 70 euro l’anno.
Consiglio dei Ministri: foto Governo Italiano
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E SANITA’. Per rinnovare i contratti della pubblica amministrazione sono stati stanziati 5 miliardi, a cui si aggiungono circa 2,5 miliardi destinati al personale medico sanitario. Per la sanità è previsto in totale uno stanziamento aggiuntivo rispetto all’aumento già previsto a legislazione vigente di 3 miliardi, più 4,2 miliardi a decorrere dall’anno 2026. Tra le misure previste l’introduzione di indennità per medici e altro personale sanitario impegnati nella riduzione dei tempi delle liste di attesa. Mentre 250 milioni di euro per l’anno 2025 e 350 milioni di euro dal 2026 andranno a potenziare l’assistenza territoriale anche con nuove assunzioni di personale sanitario.
FAMIGLIE E BONUS NATALITA’. Un miliardo di euro viene destinato a favore delle famiglie numerose e per alzare il tasso di natalità. Viene rafforzato il bonus asili nido e per sostenere le mamme lavoratrici lo Stato pagherà l’intera quota dei contributi a loro carico: per un anno se hanno due figli (fino all’età di 10 anni del più piccolo) e permanente per quelle che hanno 3 figli (fino ai 18 anni dell’ultimo). Confermata la carta ‘dedicata a te’ (600 milioni di euro), integrato lo stanziamento dei mutui prima casa (380 milioni di euro) e si rifinanzia per il primo trimestre 2024 il contributo straordinario per il caro energia e il bonus sociale elettricità (200 milioni di euro).
LAVORO. Confermata la detassazione dei premi produttività al 5% e la soglia fino a 2 mila euro dei fringe benefit per i lavoratori con figli a carico, fino a 1.000 euro per tutti gli altri (si potranno utilizzare anche per pagamenti di affitto e mutuo prima casa).
Previsti anche per il 2024 incentivi per le assunzioni di donne disoccupate, confermati i beneficiari dell’assegno di inclusione e i giovani. Arriva anche la detassazione per i lavoratori del settore del turismo notturno e festivo. Cala invece l’agevolazione per gli “impatriati”, cioè chi torna a lavorare in Italia e trasferisce la residenza nel 2024 per almeno 5 anni: la riduzione della tassazione sarà del 50% e non più del 70% come in passato. Non cambiano le norme per ricercatori e professori universitari.
IMPRESE. Per quelle che ritornano a investire in Italia sarà riconosciuto uno sconto del 50% delle imposte sui redditi per 5 anni. Per favorire l’occupazione arriva una maxi-deduzione in presenza di nuove assunzioni (circa 1,3 miliardi). Rinviata fino al 1 luglio 2024 l’entrata in vigore della plastic e sugar tax. Sarà poi previsto un credito di imposta (1,8 miliardi) per chi acquisisce beni strumentali destinati a strutture produttive nel Mezzogiorno ai quali si aggiungono le risorse per la nuova Sabatini e contratti di sviluppo (300 milioni). Dal 1 gennaio 2024 entra in vigore la global minimum tax al 15% per i gruppi multinazionali con fatturato annuo superiore a 750 milioni di euro.
PENSIONI. Ape e Opzione donna confluiscono in uno strumento unico di accompagnamento alla pensione, con una stretta generale su quelle anticipate. Al posto di Quota 103 arriva Quota 104 con alcune specifiche per valorizzare chi vuole rimanere al lavoro (come il Bonus Maroni). Per le pensioni interamente nel sistema contributivo salta il vincolo che costringe chi vuole uscire a raggiungere una pensione di 1,5 volte quella minima. E’ prevista poi la rivalutazione delle pensioni all’inflazione con un recupero pieno per le pensioni fino a quattro volte l’importo minimo e poi fasce con percentuali di rivalutazioni decrescenti.
PONTE SULLO STRETTO. La manovra assicura le risorse necessarie per il Ponte, e diversi investimenti a vantaggio delle Regioni (50 milioni), enti territoriali (per la progettazione 100 milioni) e amministrazioni centrali (circa 27 miliardi nel periodo 2024-2038).
MISURE PER FINANZA LOCALE E COMUNI Previsti quasi 2 miliardi per finanziare intese con autonomie speciali, riequilibrio strutturale dei comuni che hanno sottoscritto ripiani per i disavanzi e per contrastare lo spopolamento.













