NewTuscia – VITERBO – E’, di fatto, “sequestrato” all’interno della sua edicola per i lavori in corso da mesi su via Matteotti che, ora, sono arrivati nella parte che si collega con piazza della Rocca. Intorno alla sua attività aveva richiesto almeno un passaggio provvisorio per i pedoni per vendere i giornali ma niente. Giuseppe Mantovani è uno dei commercianti sull’orlo di una crisi di nervi. Uno delle decine che, due giorni fa, si sono riuniti in via Matteotti con la consigliera Luisa Ciambella per fare il punto della situazione che è a dir poco “drammatica”. «Qui ormai è tutto fermo – dice Giuseppe Mantovani, titolare dell’edicola su piazza della Rocca – c’è almeno un calo del 50% dell’acquisto di riviste. Sono stato ‘recintato’ dai lavori e a nulla sono servite le richieste di lasciare almeno un corridoio per i clienti: non sono stato avvertito di nulla».

I commercianti di via Matteotti, via della Cava e via San Bonaventura si sono riuniti per urlare la loro protesta, portata nell’ultimo consiglio comunale da Luisa Ciambella insieme a quella di tanti altri del centro storico.

«I lavori sono cominciati circa una settimana solo dopo che il Comune, i primi di giugno scorso, ci avvisò in fretta e furia – dice la titolare di Glamour – ma come si fa? Servono 6 mesi di preavviso per la disdetta dell’attività commerciale: ora lavoriamo con un calo del 70% degli introiti e siamo costretti, se vogliamo chiudere, a stare mesi a lavorare senza nemmeno riuscire a pagare gli affitti. Il Comune sta lavorando a scaglioni senza informare sufficientemente per tempo i commercianti. Poi i parcheggi costano 1,50 euro all’ora senza nessuna agevolazione per chi lavora in zona. Vogliamo parlare della sicurezza? Il 23 settembre alle 15.50 siamo stati vittime di un ragazzo che si è calato i pantaloni, ci ha insultato volgarmente, qualcuna delle ragazze è stata palpeggiata, ci siamo chiusi dentro e ci ha detto che se chiamavamo la polizia era uguale. Tante le segnalazioni su questo soggetto, in tutto il centro storico, che ha molestato tante persone». La titolare della libreria Etruria, Anna Radicchio, è esasperata. «Davanti la nostra libreria prima c’era il carico e scarico – dice – ora la megafioriera sbucata fuori all’improvviso non lo permetterà più. Non esistono scivoli per disabili nel nuovo marciapiedi, qui vicino a noi. I parcheggi costano un occhio della testa e ci hanno detto che non avremo nessun risarcimento: come si può continuare a lavorare in queste condizioni? Da noi il Natale per l’attività inizia a novembre e i lavori, invece, se tutto va bene finiranno per quel periodo. Namasté e Scuderi hanno già chiuso, i prossimi saremo noi».

Dello stesso avviso un collaboratore di Sanitas, sempre su via Matteotti. «Siamo al 50% in meno di guadagni – dicono da Sanitas – e ci chiediamo questa fioriera enorme a cosa serva. Ci ha tolto il parcheggio per i diversamente abili: noi lavoriamo con l’ortopedia ed i sanitari e, spesso, molti venivano in carrozzina da noi. Ora come faremo?».

Luisa Ciambella ha portato queste preoccupazioni in consiglio comunale leggendo la lettera di 53 commercianti del centro storico che rischiano di chiudere. «I commercianti di via Matteotti mi hanno chiamato – dice Luisa Ciambella – e presentato la petizione firmata da 53 negozianti che chiedono, come tra l’altro promesso dal sindaco, ristori per chi ha subito danni derivanti dalla chiusura delle vie. Mi hanno riferito che le aperture ci sarebbero state in concomitanza del 3 settembre per permettere il flusso turistico per Santa Rosa». Quindi la beffa degli aumenti dei parcheggi.

«I commercianti, dopo l’aumento delle tariffe dei parcheggi – continua Ciambella – chiedono di essere esonerati o avere una tariffa agevolata per titolari, dipendenti e clienti cosa, tra l’altro, che la Frontini aveva sbandierato ai sette venti nel suo programma elettorale. Sono stata con una loro delegazione in consiglio comunale, ho fatto un’interrogazione e depositato la petizione: il sindaco è arrivato dopo, ho chiesto lumi al vicesindaco senza avere risposta e neanche dopo che la Frontini è arrivata ha risposto, malgrado i miei numerosi solleciti. Ora chiederemo un incontro col prefetto per valutare come intervenire anche sulla sicurezza e per una modalità intelligente di gestire i cantieri che il Comune, pur avendo la fortuna di avere i fondi Pnrr, deve essere in grado di pianificare per non uccidere le ultime attività rimaste. Facciamo la città più bella all’interno ma poi distruggiamo il commercio: questa è la cifra distintiva dell’amministrazione Frontini. Che non ha mantenuto la parola su nulla e si arrampica sugli specchi».

Fonte: https://www.civonline.it/cronaca/viterbo-ristori-subito-e-fine-lavori-o-chiuderemo-tutti-l6w6ea9d