NewTuscia – ROMA – ”A meno di tre mesi dalla scadenza del Superbonus il rischio concreto connesso al mancato completamento delle opere agevolate è che venga recuperato il credito parzialmente fruito, anche se si è usufruito di cessione del credito e sconto in fattura a SAL. Lo scenario sara’ il proliferare di procedimenti giudiziari tra committenti e imprese appaltatrici che non hanno alcuna colpa se non quella di aver rispettato e applicato una legge dello Stato quest’ultimo da chiamare in causa perche’ i committenti e le imprese sono le parti lese”.

Con un documento del Consiglio Nazionale, Federcontribuenti scende in campo contro il governo per il blocco della proroga per i lavori con il superbonus per i condomini. Federcontribuenti ricorda che il primo debito nei confronti dell’ Agenzia delle Entrate ”sarebbe il committente dei lavori che da parte sua ha solo firmato un contratto di appalto con una impresa edile che nella maggioranza dei casi prevedeva il pagamento dell’intero corrispettivo con sconto in fattura. A sua volta l’impresa edile ha accettato tale contratto aderendo ad una legge dello stato che ne permetteva l’incasso attraverso la cessione del credito. Ma le innumerevoli modifiche legislative al già complesso provvedimento del Superbonus – sottolinea Federcontribuenti –  hanno causato un blocco delle cessioni dei crediti che non permetterà a committenti in proprio e imprese appaltatrici, di terminare i lavori entro la scadenza del 31/12/2023. Motivi del blocco? sfiducia in una classe politica che non sa assumersi le proprie responsabilità anzi le gira sempre sulle spalle di imprese e contribuenti”.  ”Una situazione caotica, venutasi a creare dalle tante modifiche legislative degli ultimi mesi – fa presente il documento di Federcontribuenti – uno “stop and go” continuo che ha creato sfiducia nei partner finanziari (in particolare negli istituiti di credito), chiamati ad acquistare i crediti fiscali generati dalle operazioni di efficientamento e riqualificazione. Perche’ Il blocco dell’acquisto dei crediti ha di fatto innescato a cascata notevoli ritardi nell’esecuzione dei lavori nei condomini. Si tratta di una situazione potenzialmente esplosiva – conclude Federcontribuenti –  che può generare decine di migliaia di contenziosi tra famiglie e imprese”.