Stefano Stefanini

NewTuscia  – ORTE – L’Ordine Francescano Secolare di Orte intitolato ai Santi Antonio e Bernardino ha predisposto il camminino di preparazione alla festa del Fondatore con la guida spirituale dell’assistente Padre Renzo Cocchi, nel corso della quale vengono meditati dei brani significativi delle Fonti Francescane, attualizzati alle problematiche umane e spirituali dei nostri tempi.

Verra’ ricordato come le Fonti francescane, ad opera dei biografi contemporanei di San Francesco abbiano colto la semplicità e la vicinanza del santo alla vita dei suoi contemporanei, come confermato, tra l’altro, dai racconti del passaggio di San Francesco ed il miracolo della guarigione del giovane Giacomo compiuto ad Orte su insistenza dei genitori, che costituirono probabilmente, insieme ad altri seguaci uno dei primi nuclei dell’Ordine Francescano Secolare, riservato ai laici desiderosi di vivere gli ideali processati da Francesco.

Nel pomeriggio di oggi 3 ottobre, vigilia della festa, verrà celebrato presso la parrocchia di Orte Scalo il Transito di San Francesco, con l’assistente dell ‘Ordine Francescano Secolare padre Renzo Rocchi , con il parroco don Giovanni Bazenguissa ed il 4 ottobre, memoria di San Francesco, il parroco don Augusto Mascagna celebrerà’ la santa messa secondo il messale serafico, nella chiesa di San Francesco, con l’animazione con i canti del Coro della Cattedrale.

In molte cittadine della Tuscia si conservano importanti memorie francescane che onorano la testimonianza di fede del patrono d’Italia.

Orte, tra le altre cittadine del Lazio e dell’Umbria , conserva numerose testimonianze della presenza di Francesco di Assisi da quando, nel 1209, soggiornò nella città del fiume, l’ “Insula aurea” con i suoi primi undici compagni per 15 giorni presso la chiesetta rupestre di San Nicolao, sulla collina verdeggiante che sovrasta Orte Scalo.

Il Poverello era di ritorno da Roma, ove presso il Papa Innocenzo III aveva ottenuto per sé e per i suoi seguaci l’approvazione della Regola dell’Ordine dei Frati minori che ha fatto della povertà, del servizio ai più deboli e della preghiera i fondamenti di un autentico stile di vita che riesce ad avvicinare le Creature a Dio, in ogni tempo ed in ogni condizione sociale.

Ad Orte San Francesco operò il prodigio della guarigione di un bambino di nome Giacomo, con le estremità rattrappite dalla nascita. Il Santo acconsentì alle richieste dei genitori e forse in quell’occasione ideò la costituzione dell’Ordine Francescano Secolare, rivolto ai coniugi cristiani ed ai laici desiderosi di vivere il suo ideale di fraternità universale.

Nel Museo diocesano di Arte Sacra di Orte viene conservata la tavola di S. Francesco, presso la chiesa romanica di S. Silvestro, impreziosita dall’elegante campanile.

Fra le tavole a fondo oro raccolte nel Museo, costituisce un rarissimo esemplare di ritratto verosimile del Santo nell’immediatezza della sua morte, e’ risalente all’ultimo quarto del secolo XIII ed era ospitata prime nella chiesa di Sant’Angelo e successivamente nell’omonima chiesa e convento di San Francesco.

La presenza dei seguaci di Francesco è delineata nel testo “Memorie francescane ad Orte” scritto da Alessandro Camilli nel 1927, con capitoli di aggiornamento a cura di chi scrive, e nel primo saggio “S. Francesco malato e santo” della collana dei Quaderni dell’Accademia dei “Disuniti”, dedicato nel 1985 al quadro “S. Francesco storie della vita” con scritti di Marcello Camilucci e Pietro Amato con premessa di Amleto Di Marcantonio e prefazione di Delfo Gioacchini, che richiama la datazione dello storico Lando Leoncini (1548-1634) della “verissima e devotissima immagine del padre serafico S. Francesco fatta l’anno 1284… Ove concorrono molti forastieri, si per vederla, per essere la verissima effigie e ritratto dal naturale, si’ anche per la devozione di esso Santo”.