NewTuscia  – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. “L’avvio dei controlli sui dati del quadro RS (dichiarazione dei redditi 2022) per i titolari di partita IVA con regime forfettario, messo in pratica dall’Agenzia delle Entrate, lascia stupefatti. Viene infatti chiesto, in caso di omissioni, di mettersi in regola presentando una dichiarazione integrativa e versando le sanzioni ridotte mediante il ravvedimento operoso. Peccato che chi applica il regime forfettario non determini la base imponibile con il sistema “tradizionale” (differenza tra ricavi e costi), ma attraverso un coefficiente applicato al fatturato, indipendentemente dai costi, che sono, quindi, ininfluenti”. Attraverso una nota, Federcontribuenti evidenzia la presa di posizione delle associazioni dei commercialisti in quanto molti professionisti in questi giorni ”hanno ricevuto, o stanno ricevendo, una lettera da parte dell’Agenzia delle Entrate relativa alla compilazione del rigo RS381”.

Le associazioni di commercialisti, scrive Federcontribuenti, hanno presentato una protesta formale con pubbliche prese di posizione ”perché quella dell’Agenzia è una richiesta pretestuosa atta solo a “fare cassa” nella minaccia di un’eventuale sanzione”.

In sintesi, scrive l’associazione dei contribuenti, ”l’Agenzia vorrebbe che il contribuente forfettario -che per legge non contabilizza i costi- fornisse all’Agenzia ulteriori dati statistici che non è tenuto a predisporre. La lettera ha lo scopo di spingere il contribuente a comunicare questi dati, non dovuti per legge, sotto la “minaccia” di una sanzione. Questo è emerso perché il 90% dei forfettari ha chiaramente evitato di compilare questi dati e l’Agenzia cerca in qualche modo di ottenere informazioni aggiuntive”.