22 settembre h 21,00- Teatro della Villa Comunale di Vejano – Viterbo

Acarnesi di Aristofane. Adattamento di Anton Giulio Calenda e Alessandro Di Murro, Regia Alessandro Di Murro. Con Matteo Baronchelli, Alessio Esposito, Amedeo Monda, Laura Pannia

NewTuscia  – VITERBO  – Aristofane con la sua ironia tragica e parossistica tratta negli Acarnesi uno dei grandi temi che caratterizza tutta la sua opera: la pace. Il conflitto non nasce contro il nemico esterno, con cui alla fine della prima scena il protagonista stipula senza difficoltà la pace, ma è insito nella società stessa, nella polis, tra i propri simili, nei vicini, insomma nel demos. Solo apparentemente la pace da stipulare è quella con l’odiata Sparta. La vera pace è quella da costruire all’interno della propria comunità.

La guerra non è mai un bell’affresco. In Acarnesi Aristofane tratta il tema della pace, e lo fa attraverso le atmosfere della festa dionisiaca. Nel suo mondo si mangia e si beve, si fotte e si sfotte. Il bersaglio della sua ironia sferzante è la meschinità di chi con la guerra specula. Sullo sfondo, il coro degli Acarnesi, vecchi eroi di una guerra lontana, disprezza Diceopoli, protagonista della commedia, reo di aver stipulato, lui da solo, la pace con la nemica Sparta. Appare evidente sin da subito il conflitto vecchi/giovani. Ma i vecchi Acarnesi, scena dopo scena, si lasceranno persuadere da Diceopoli della mostruosità della guerra. Nel testo c’è un continuo rimando a un ipotetico nemico esterno che risulta sempre indefinito e invisibile. Ben presenti sono invece le dinamiche politiche proprie del mondo dell’epoca e di quello di oggi: i delatori, gli ambasciatori corrotti, i mercanti di morte, i generali ambigui, gli spioni, i traditori e tanti altri. Solo apparentemente la pace da stipulare infatti è quella con l’odiata Sparta. Quella vera sarà da costruire all’interno della propria comunità.

Biglietti: 10 € | Ridotto 5 € (under 26 / over 65 / studenti)

www.quartieridellarte.it