Gaetano Alaimo

“Dies Natalis” è stata svelata questa sera al teatro dell’Unione davanti ad un pubblico impaziente di scoprire il volto del modello che ha decretato l’architetto Raffaele Ascenzi l’uomo dei record con tre modelli vincitori (Ali di Luce, Gloria, Dies Natalis) e 20 anni da facchino di Santa Rosa. Già, Raffaele. Appena entrato non è riuscito a nascondere le lacrime di commozione, sue e di sua moglie che, come sempre, lo segue e appoggia nelle sue iniziative. Anche la sindaca Chiara Frontini era visibilmente emozionata e, qua e là, tanti nella platea tutta esaurita dell’Unione.

All’inizio è stato il  Maestro Piero Salvatori di Caprarola ad allietare il pubblico al pianoforte e, parlando poco dopo con Alfonso Antoniozzi, che ha presentato la serata, ha chiarito che “io ed i miei fratelli abbiamo iniziato nella scuola musicale di Viterbo del maestro Piero Scipioni, mio fratello è maestro alla Scala di Milano e mia sorella violoncellista all’Accademia di Santa Cecilia a Roma”.

Si è quindi entrati in clima da “Dies Natalis” con il video, davvero suggestivo e che proponiamo qui sopra, con la presentazione dettagliata del progetto globale della Macchina, che è fatto con un mix incredibile fra tradizione, con elementi gotici che accentuano la spinta estrema verso l’alto (“la sfida di questa Macchina è arrivare ai limiti d’altezza consentiti”), la propensione al dettaglio in tutte e 3 i livelli strutturali in pieno stile barocco, la sintesi di Macchine antiche e di questo secolo, il fondersi di elementi ripresi dall’arte tradizionale (guglie, pinnacoli, fregi e decorazioni) e soluzioni contemporanee come lo spazio vuoto interno a tutto il traliccio di “Dies Natalis” per accentuare la luce in entrata ed uscita e la limitazione dei pesi superflui. Le architetture dell’ideazione di Raffaele Ascenzi sono tutte rivolte verso l’alto ed hanno riferimenti viterbesi come, nella base, le stelle cuspidate ed i cubetti in serie, ripresi dal loggiato di palazzo Alessandri a San Pellegrino; lo stile gotico del sepolcro di Papa Clemente IV nella chiesa di San Francesco; archi a tutto sesto e modanature sovrapposte visibili nella parte absidale della chiesa di Santa Maria Nuova.

 

Nella prima scena, parte inferiore, si piange la prematura morte di Santa Rosa; nella seconda, parte mediana, gli angeli che salgono sempre verso l’alto accompagnano la santa bambina in estasi, pronta a salire verso la luce; nella terza, quella più in alto, Santa Rosa è sorretta dentro uno spazio chiuso da due angeli e si protende verso l’alto in attesa di vedere la luce Dio, qui rappresentato sottoforma di croce alla sommità di “Dies Natalis” e sorretta da una cupola metallica che lascia passare la luce.

Per realizzare “Dies Natalis”, come ha detto Raffaele Ascenzi, serviranno almeno sei mesi. Il peso sarà di circa 5 tonnellate ed il costo globale stimato di 650 mila euro più Iva.

Nel corso della presentazione hanno preso la parola i protagonisti della Macchina di Santa Rosa, tra cui Raffaele Ascenzi, la sindaca Chiara Frontini, il presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini e l’esperto Unesco che, una volta al mese, è a Viterbo per portare avanti il progetto della Rete delle Macchina a spalla patrimonio immateriale dell’umanità.

Raffaele Ascenzi, commosso, ha voluto con sé i due progettisti che lo hanno accompagnato nel percorso difficile ma divenuto realtà di vincere il concorso di idee, ha quindi ringraziato chi ha realizzato il video esplicativo del progetto di “Dies Natalis” e Piermaria Cecchini, voce narrante. Quindi ha ringraziato il Comune di Viterbo, in particolare l’assessore Emanuele Aronne, per il lavoro di questi giorni nell’ufficializzazione.

La sindaca Chiara Frontini ha detto che “Dies Natalis” rispecchia pienamente i dettami del Comune che erano tra i requisiti per il concorso di idee, in particolare la promozione del Giubileo del 2025, l’Unesco e la tradizione come elemento fondante e determinante del Trasporto.

Tanta commozione per tutti e la voglia di vedere presto costruita la Macchina che ci accompagnerà al Giubileo del 2025 ed ai prossimi anni.

Benvenuta “Dies Natalis”! Domani analizzeremo gli altri modelli del concorso di idee.