Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Affezionati/e alla Graforubrica in questo nuovo incontro osserviamo le grafie e le firme di tre grandi attori hollywoodiani che hanno volato insieme e hanno dedicato un pensiero a Marlene (che donna fortunata!).

Erano tre persone con modi di approcciare la realtà e il senso del Sé differenti, ma con tanti punti in comune: raggiungono gli obiettivi che si sono prefissati con decisione, perseveranza ed impegno (continuità e progressione del filo grafico), Frank Sinatra risulta essere stato più ottimista degli altri due, ma con meno struttura (grafia tendente al filiforme), al contrario Cary Grant possedeva la “R” del “petit roi” (R maiuscola in contesto corsivo), pertanto sapeva di piacere e di avere fascino nonché di poter contare su se stesso, mentre Gregory Peck aveva il calibro delle lettere più grande rispetto gli altri e ciò denotava estroversione, estrema fiducia in se stesso e nelle sue scelte, ma anche orgoglio e amor proprio.

Sapevano difendersi rispetto al “mondo esterno” dello spettacolo e/o ordinario (tratti lanciati e a sciabola) e lo facevano dosando generosità, assertività e aggressività al momento giusto (movimento basale), tenaci fino allo sfinimento con la capacità di modificare situazioni già concretizzate o ciò che non piaceva loro, ma il cambiamento veniva eseguito sempre con charme e talento (tutte e tre le grafie possiedono il simbolo del grande uncino con ricombinazioni artistiche ed eleganti).

Altra caratteristica grafologica che li accomuna è il tratto: amavano la vita e i suoi piaceri, vivevano per l’arte, ma a volte si sentivano non pienamente appagati affettivamente (accumuli di inchiostro).

Un ulteriore e comune punto di contatto è che nelle loro grafie possono osservarsi i simboli di chi è nato per volare e non per brucare (sopraelevazioni caratterizzate) e proprio per questo sono diventati delle icone senza tempo.