NewTuscia – VITERBO – Il “Palazzo Accoglie” è l’immaginifico titolo del progetto di ripensamento e riqualificazione dei percorsi direzionali del Palazzo di Giustizia di Viterbo, risultato beneficiario di un finanziamento da parte della Direzione Generale delle Risorse e delle Tecnologie del Ministero della Giustizia, che verrà presentato al pubblico lunedì 11 settembre nel corso di un evento organizzato presso il Palazzo di Giustizia di Viterbo.

Identifica, però, anche un Progetto di Utilità Collettiva finalizzato all’istituzione di un servizio dedicato al rilascio di informazioni e modulistica a beneficio dell’utenza del Palazzo, inquadrabile nell’ambito del patto per l’inclusione sociale, il cui tratto più originale ed inedito rimane essenzialmente quello riconducibile alle figure che costituiscono il perno del servizio, offerto mediante una rotazione di percettori di Reddito di Cittadinanza.

Entrambe le linee di azione si iscrivono in una progettualità più complessa, di durata pluriennale, dedicata al perfezionamento dei sistemi di accoglienza dell’utenza del Tribunale.
Pertanto, nel contesto di un progetto più vasto ed articolato che prevede la modifica della segnaletica direzionale esistente, sarà reso disponibile un punto informativo e di accoglienza a beneficio dell’utenza in prossimità all’accesso principale, con un servizio dedicato prioritariamente al rilascio di informazioni e della necessaria modulistica.

Il progetto risulta inoltre completato da un servizio di accompagnamento fisico presso i locali delle cancellerie a beneficio di utenti fragili o con difficoltà motorie, dall’organizzazione di un servizio di mediazione linguistica e dall’allestimento di dispositivi finalizzati all’abbattimento o comunque all’attenuazione delle barriere esistenti.

Il personale in servizio presso il nuovo desk potrà inoltre utilizzare, sempre a vantaggio degli utenti, anche il sistema per la prenotazione da remoto degli appuntamenti presso uffici e cancellerie, adottato da circa un paio di anni con il duplice virtuoso effetto di ridurre gli assembramenti e razionalizzare gli accessi presso il Tribunale.

Il servizio di accoglienza, diretto e coordinato da funzionari esperti nell’inedito ruolo di trainer, si avvarrà di percettori di RDC selezionati dall’Amministrazione Comunale di Viterbo e dal Tribunale mediante la predisposizione di uno specifico Progetto di Utilità Collettiva., di grande significato e valenza su un piano sociale in quanto circolarmente finalizzato a stimolarne il rinnovato protagonismo mediante un impegno indirizzato a beneficio di soggetti particolarmente fragili.

Il progetto ha registrato, inoltre, l’affermazione di un metodo già sperimentato presso il Tribunale, incentrato sulla ricerca di una collaborazione rivolta a diversi partner istituzionali, primi fra i quali l’Amministrazione comunale di Viterbo e l’Università degli Studi della Tuscia.

Il metodo, unitamente alla prassi che ne è derivata, costituisce, più in generale, l’ennesima concreta dimostrazione della capacità di saper costruire, intorno ad un’idea progettuale ben definita, un partenariato istituzionale nelle sembianze di una rete strutturata orizzontalmente sul territorio, con l’obiettivo di assicurare l’efficacia delle diverse iniziative messe in campo.