NewTuscia – NARNI – Partecipazione, grande affluenza di cittadini e turisti e condivisione lungo le vie di Narni dove si è appena conclusa l’edizione 2023 del Festival delle Arti del Medioevo. Per quattro giorni (dal 31 agosto al 3 settembre) la città è infatti tornata indietro nel tempo offrendo ai fruitori suggestive atmosfere dell’epoca tra emozionanti ambienti animati, spettacoli teatrali, di danza e musica, momenti di confronto con conferenze e incontri, visite guidate, degustazioni, banchetti trecenteschi e piatti tipici locali nelle caratteristiche taverne e workshop dedicati alle antiche arti sartoriali, teatrali, musicali e coreutici, tenute da esperti del settore quali Sara Piccolo Paci, Andrea Mengaroni, Matteo Nardella e Maria Cristina Esposito. Workshop che vedranno una restituzione pubblica durante la Corsa all’Anello 2024, con una messinscena corale che coinvolgerà tutti i partecipanti ai lab.

Un tuffo nel passato che ha visto in scena un programma ricco e articolato che, insieme all’associazione Corsa all’Anello, ha visto collaborare alla realizzazione degli eventi anche i tre Terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria, che si sono messi in gioco per offrire un viaggio nel tempo di rara bellezza.

Molto soddisfatti gli organizzatori che sono già con il pensiero rivolto al futuro al 2024, senza dimenticare la Corsa all’Anello che aprirà gli eventi del prossimo anno tagliando il traguardo della 56esima edizione: «Siamo felici dell’ottimo risultato di questa terza edizione della quattro giorni che ha visto una notevole affluenza a tutti gli eventi che si sono articolati in diverse zone della città e che abbiamo cercato di scegliere per accontentare tutti i gusti del pubblico eterogeneo che, sempre più numeroso, ci segue durante le rievocazioni storiche. Siamo anche molto soddisfatti per quanto riguarda i workshop ai quali teniamo particolarmente, che hanno avuto numerosi iscritti – due dei quattro hanno registrato un veloce tutto esaurito – Lab che, tra l’altro, sono divenuti ormai un punto di incontro per numerose realtà che si occupano, appunto, di rievocazioni storiche e che arrivano da tutta Italia non solo per il piacere di partecipare al festival ma per attingere a questi momenti di formazione di alto livello che proponiamo. Evidentemente la strada intrapresa è quella giusta e non può essere che di stimolo a proseguire con questo progetto anche in futuro».