Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Buon risveglio Viterbo! La partecipazione al Trasporto di ” Gloria”, della Macchina di Santa Rosa, oltre ad un profondo evento d’ispirazione religiosa, e’ apparso ancora di più, come un “sogno di Fede” vissuto collettivamente, che quest’anno, ultimo del trasporto di “Gloria realizzata dall’architetto Ascenzi, ha destato profonde emozioni ed entusiasti giudizi da parte delle migliaia di viterbesi e di ospiti disseminati lungo il percorso.

Anche noi impegnati a raccontare questi eventi, siamo stati pienamente coinvolti nella serata del 3 settembre, nei  gesti, nelle emozioni e nella partecipazione interiore ed emotiva, che più di tutti caratterizza Viterbo ed i suoi valori religiosi e civili di aggregante e solidale cittadinanza.

Oggi il Comune di Viterbo comunicherà il nuovo ideatore della  nuova  Macchina  di Santa Rosa che dal 3 settembre 2024 sarà recata dai Facchini per le vie della Città.  Sara’, significativamente, la Macchina del Giubileo, indetto da Papa Francesco per il l’anno 2025.

In questi giorni di Festa della Città, che ha nel trasporto della “Gloria” di Rosa uno straordinario preludio di Bellezza e Spiritualità, cercheremo di esprimere le profonde emozioni provate, riassunte dalle pagine di poesia dedicate da Cesare Iacoponi alla fanciulla Rosa.

Viterbo, nella cerchia delle sue mura e con le sue oltre cento torri merlate “ferrigna corte di peperino che ospitò 32 Papi e tre Imperatori”, anche oggi rappresenta la “conchiglia d’arte e d’amore” che racchiude la perla della grande devozione alla “fulgida” Rosa, l’eroica giovanetta, il serafico fiore, che, forte della sua fragilità, seppe affrontare “eroica figlia del popolo” il tiranno Svevo e la via dell’esilio, con le incomprensioni legate alla sua dedizione incondizionata ai bisognosi.

Oggi l’agile “guglia splendente” trasportata dai Facchini, Cavalieri di Rosa, tra le vie della città, per il popolo viterbese costituisce “momento di gaudio e d’apprensione” e nel “forestiero” evoca “sgomento, meraviglia e commozione”.

Lo stile conferito da Raffaele Ascenzi a “Gloria”, che  abbiamo ammirato  per qualche giorno a San Sisto e in questi giorni potremo visitare sul sagrato della Basilica di Santa Rosa,  richiama contenuti spirituali e linee estetiche proprie  del  Gotico, suscitando  ammirazione per il suo verticalismo, che con un sapiente moto ascensionale, svetta tra le torri cittadine, con le sue forme che flettono, si incurvano attraverso gli archi, le cuspidi e le guglie che si ergono leggeri come gli angeli raffigurati e acuti verso l’alto, verso la statua di Rosa.

La sapiente collocazione delle fiammelle vive ravviva le eleganti linee che richiamano gli zampilli di pietra delle splendide cattedrali gotiche e le raffinatissime opere di oreficeria degli Ostensori e dei Reliquiari.

In questo ultimo trasporto di Gloria, il suo ideatore ha dato la possibilità ai viterbesi di poter scrivere i nomi dei loro cari sulla base della Macchina, avvicinando i sentimenti, gli affetti  ed i  ricordi più intimi di ciascuno a Santa Rosa ed a questo  evento collettivo così esclusivo.

Una parte di noi, la più intima e vera,  ha sfilato con la “Gloria di Santa Rosa”  sostenuta dalla fatica dei Facchini.

Grazie Facchini di Santa Rosa, grazie a tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo all’Evento, per quanto di vero e genuino avete offerto anche quest’anno con la vostra testimonianza dell’incomparabile legame di Fede, di Testimonianza Fraterna e d’Arte che vi lega e ci lega alla giovane Rosa.

Buon risveglio Viterbo, nel rinnovato abbraccio con la giovane Rosa !