NewTuscia – VITERBO – In scena giovedì 20 luglio (ore 21,15) nel Teatro romano di Ferento, “Il signor Puntila e il suo servo Matti”, di Bertolt Brecht, nella traduzione di Nello Sàito con Massimo Venturiello, Biagio Musella e con Maria Anita Carfora, Alessandra De Concilio, Stefano De Santis, Filippo Gessi, Franco Silvestri, Fabrizia Sorrentino, per la regia di Massimo Venturiello.

Per la priva volta a Ferento viene rappresentato un testo di Brecht,  autore tra i maggiori e più influenti drammaturghi e teorici teatrali del XX secolo. Il protagonista di questa commedia, dallo stesso autore definita popolare, è il ricco proprietario Puntila, dalla condotta bifronte. Sotto gli effetti dell’alcol diventa estremamente comprensivo, generoso e tratta tutti come suoi pari, persino l’autista Matti al quale promette in sposa sua figlia Eva. Quando è lucido invece rivela il suo reale volto trattando i suoi dipendenti dall’alto in basso, diventando odiosamente dispotico verso tutto e tutti. Brecht ci ricorda che lo slancio umanitario, da ubriaco, di questo pagliaccesco personaggio è esattamente ciò di cui non abbiamo bisogno per raggiungere una vera uguaglianza sociale. La realtà riemerge nei momenti di sobrietà ed è purtroppo sempre la stessa, quella di chi governa e sa di poter muovere a suo piacere i fili dei burattini a lui asserviti. Attraverso questa allegoria del capitalismo, Brecht  sbatte in faccia allo spettatore senza mezzi termini  il trasformismo schizofrenico di chi detiene il potere, e stimola riflessioni in apparenza scontate, ma di cui oggi, quanto mai, vi è ancora estremo bisogno. Uno sguardo visionario e libero indirizzerà la linea generale di tutto lo spettacolo. Dagli arrangiamenti musicali di Paul Dessau (che avranno rilevanza assoluta) alle canzoni, alle scene e ai costumi. Pur rispettandone l’ambientazione agraria il racconto si dipanerà in un luogo imprecisato, astratto, in cui gli interpreti si muoveranno tra musica e parole con la spudoratezza e l’ironia che il testo richiede. Teatro popolare, appunto.  Esilarante.  Vivo. Gli attori spazieranno anarchicamente tra generi e stili diversi, inseguendo l’obiettivo primario del maestro di Augusta: narrare la realtà con lo straniamento necessario per mostrarla come effettivamente è, senza edulcorazioni e sentimentalismi.

Brecht, prolifico e finissimo drammaturgo che ha fatto della critica sociale il suo tratto distintivo, ha scritto alcune sue opere durante l’ascesa del nazismo: quando in Germania ogni aspetto della vita quotidiana e socio-culturale era controllato dal regime. Avversato dal regime, andò in esilio viaggiando in molte città, recandosi  soprattutto a Parigi.

Per ulteriori informazioni sulla stagione teatrale consultare la pagina fb Ferento Teatro Romano o il sito http://www.teatroferento.it/ .