Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Amico mio, oggi è già un anno che non ci sei più. Non sono riuscito per impegni improvvisi ad essere alla messa in tuo ricordo, mi permetto di scriverti queste poche righe. Brevi, ma sentite.

L’avventura della trasmissione televisiva “Luce Nuova sui fatti” iniziò proprio con te. Era il Natale del 2020. Chiesi il miglior barbiere a Viterbo e mi indicarono te. Venni nel tuo salone in largo Garbini e notai subito il tuo amore viscerale per la Viterbese calcio tra magliette, gagliardetti e firme dei tuoi beniamini. Ho ascoltato sempre in doveroso silenzio e con attenzione le storie che mi raccontavi delle trasferte decennali e le imprese dei gialloblù che, da come parlavi, sembrava fossi tu il presidente. Per te la Viterbese era una seconda famiglia ed il tuo amore per la squadra e, in generale, per Viterbo sono sempre stati smisurati.

Mi consigliavi il miglior look per la Tv ed eri sempre in prima linea per seguirci dandoci consigli e commentando le puntate.
Ogni mercoledì mattina alle 7.30 ero da te, puntuale, perché il pomeriggio andavamo in onda e volevi anche tu che fossi al meglio per l’acconciatura. Arianna Cigni, cui volevi bene, ti veniva di tanto in tanto a trovare, e non solo lei, e davi sempre quella simpatia che ti era propria. Mi rimane ancora difficile scrivere al passato…

Per due anni sono stato ogni settimana insieme al tuo salone, tra speranze e i selfie che, spesso facevamo per rendere pubblico, come facevi con tanti altri amici, il lavoro che facevi con tanta dedizione, appunto quello di acconciatore. Mi raccontavi di quanto amavi la tua famiglia, della felicità di vedere tua figlia sposarsi, la gioia immensa quando sei diventato nonno di Aurora, cui dedicammo un articolo ad hoc.

Qualche preoccupazione ti usciva fuori quando, accennandolo, mi dicevi della tua malattia. Io ti dicevo che dovevi lottare ed andare avanti, di pensare positivo, che tutti eravamo con te. Mi dicevi delle cure sperimentali, se una non andava iniziavi subito un’altra, con immenso sacrificio economico e personale. Il tuo lavoro era l’altro tuo amore. Amavi il tuo salone, che era stato di tuo padre, come un membro aggiunto della tua famiglia ed il lavoro duro lo hai portato avanti fino all’ultimo per la tua famiglia e per la tua passione innata verso questa professione.

Caro Alfredino, come scritto è difficile credere ancora oggi che tu non ci sia più. Ci manca la tua vitalità, la tua simpatia, la tua amicizia. Ci siamo visti per l’ultima volta quando tutti i tifosi e i tuoi amici vennero da te, a casa, per farti una sorpresa tra cori, applausi e striscioni. Eri commosso e, io, fui felice di rivederti e documentare quei momenti. Ne parliamo spesso, di quel giorno magico, con Maurizio Fiorani, tuo amico pluriennale, non passa qualche settimana che non torniamo a citarti per la Viterbese o per i bei momenti passati insieme.

Nella prossima puntata farò un breve ricordo a “Luce Nuova sui fatti” di te e di chi rappresentavi per noi tutti. Intanto da un anno il programma è dedicato alla tua memoria e questo ci ricorderà per sempre chi eri e sarà il miglior modo per ringraziarti della tua partecipazione che era costante e sempre viva.

Un abbraccio da tutti noi!