NewTuscia – VITERBO – L’associazione Tuscia Pride è entusiasta di porgere alla professoressa Sonia Maria Melchiorre e alla professoressa Anna Barbati i migliori auguri di gioia e felicità per il loro matrimonio, celebrato ieri 24 giugno.
Viterbo si è dimostrata molte volte ed è tuttora un territorio complesso per le soggettività che rifiutano di conformarsi ai canoni della società, un luogo dove le persone non-eterosessuali e non-cisgender vengono frequentemente considerate inferiori e trattate in modo impari rispetto alle altre; le battute, gli scherni e le discriminazioni quotidiane e spesso silenziose, come quelle che moltissimɜ di noi sono costrettɜ a subire in città, a scuola o nei luoghi di lavoro, e gli insulti pubblici alla comunità queer e trans* – come quando Luca Barbareschi a Sutri paragonò le realtà associazionistiche come la nostra alla mafia, ricevendo il via libera da quasi tuttɜ lɜ rappresentanti delle istituzioni presenti al momento del fatto – confermano ciò.
L’omobitrans*fobia fin qui raccontata è un problema generale, non confinato nella nostra città e nella nostra provincia, ma richiede anche e soprattutto uno sforzo, intenso e forte, costruito a partire dal territorio; i traguardi importanti raggiunti a Viterbo nell’ultimo periodo di cui la nostra organizzazione è interprete, come l’approvazione della carriera alias al liceo Ruffini e la celebrazione del primo Pride, oltre ad essere visti da moltɜ – ancora una volta, dalle istituzioni in particolare – con ostilità, rigetto e scetticismo, rappresentano comunque solo un piccolo e timido primo passo.
In questo nostro contesto di chiusura e immobilismo, la professoressa Barbati e la professoressa Melchiorre, entrambe docenti presso l’Università della Tuscia, sono state capaci di sfondare un soffitto di cristallo: da donne che intrattengono relazioni con altre donne senza occultare ciò sono riuscite ugualmente, nonostante le difficoltà implicite nel nostro territorio e nella società tutta, a raggiungere posizioni professionali di alto livello e a guadagnare la stima di colleghɜ, studentɜ, associazioni e cittadinɜ; la prima è riuscita a far carriera nell’insegnamento delle discipline scientifiche – un ambito a livello universitario ancora altamente precluso alle donne, con una presenza di queste nettamente minoritaria rispetto agli uomini e limitata alle posizioni di bassa responsabilità -, con anche un passato al servizio dell’Agenzia europea dell’ambiente e della sezione congiunta tra UNECE (United Nations Economic Commission for Europe) e FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) sulle foreste e l’industria forestale; la seconda, nelle vesti di presidente del CUG (il Comitato Unico di Garanzia, ovvero l’organo dell’università che si occupa delle pari opportunità), di calciatrice (con un passato nella nazionale italiana) e di insegnante, ha sempre trasportato la propria passione e il proprio interesse per la promozione dei diritti in tutte le proprie opere quotidiane, dalle lezioni alle prese di posizione interne all’università e dall’adesione alle iniziative studentesche all’impegno nell’attivismo civico arcobaleno; in nessun contesto ha mai fatto venir meno il proprio impegno a sostegno delle battaglie della comunità queer e trans* e a contrasto di tutte le disuguaglianze. Sonia Maria Melchiorre e Anna Barbati con i propri successi e i propri traguardi, coronati da ultimo con la celebrazione pubblica e luminosa del proprio amore non-conforme ai canoni della società, hanno dimostrato che a Viterbo il cambiamento è possibile e che con la lotta, la resilienza e lo spirito di comunità può essere conquistato e concretizzato.
In quanto associazione cresciuta e radicata nel nostro territorio, nutriamo profonda ammirazione e fiducia verso figure quali la professoressa Melchiorre e la professoressa Barbati, e riteniamo fondamentale, anche sulla scia della loro esperienza, portare avanti una progettualità politica ferrea e radicale rivolta a tutti i soggetti istituzionali locali, regionali e nazionali affinché tuttɜ possano raggiungere i traguardi più alti e concretizzare le proprie aspirazioni nella libertà di esprimere pienamente la propria identità in totale sicurezza e con il riconoscimento in qualunque ambiente, dalla famiglia alla scuola e all’università e dal luogo di lavoro alla città, di un trattamento privo di discriminazioni ed eguale a quello ricevuto da chiunque altrǝ, al di là del proprio orientamento sessuale, della propria identità di genere e di ogni altra propria caratteristica personale.
Il matrimonio della professoressa Melchiorre e della professoressa Barbati e la grande festa pubblica organizzata per consentire a tutta la comunità di vivere pienamente e nella gioia questo momento hanno scosso Viterbo di amore e senso di libertà e hanno dato ulteriore stimolo e vigore a quel rumore ‘carràiano’ che già da tempo vibra per le strade della nostra città. Abbiamo festeggiato insieme con felicità; auguri alla professoressa Melchiorre e alla professoressa Barbati!
Tuscia Pride