NewTuscia – MILANO – Se n’è andato a 86 anni Silvio Berlusconi, circondato dalle cure amorevoli della famiglia e della sua compagna Marta Fascina. Una vita dedicata alla politica, all’imprenditoria, al mondo dell’informazione e quello del calcio. Dalla sua discesa in campo nel 1994, l’onnipresente immagine del Cavaliere ha attraversato tre decenni bui della politica italiana. I suoi rapporti, mai chiariti, con Cosa Nostra hanno però gettato un’ombra scura alle sue spalle. Nel 1974, quando Berlusconi era ancora un facoltoso imprenditore senza alcun peso politico, sentì l’esigenza di proteggersi e si rivolse a Marcello Dell’Utri affiché trovasse una figura consona al ruolo. E’ qui che entra in scena Vittorio Mangano definito da Paolo Borsellino una delle «teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia». Mangano con una mansione da “stalliere” ad Arcore, aveva probabilmente il compito di placare eventuali sommosse ai danni del Cavaliere e della sua famiglia. Allontanato successivamente per motivi non certi, dopo la sua morte avvenuta nel 2000, dell’Utri lo ha definito “un eroe, a suo modo” poichè “sarebbe uscito dal carcere con lauti premi se avesse accusato me e il presidente Berlusconi”. Un eroe condannato per omicidio, associazione di stampo mafioso e una costellazione di reati.
I rapporti tra Cosa Nostra e Berlusconi furono oggetto di indagini della Procura di Firenze già a partire dal 1996. Negli anni a seguire innumerevoli i processi a suo carico e migliaia le udienze in cui fu il protagonista indiscusso. Tutt’oggi ancora aperti ce ne sono due. Il primo dal retrogusto decisamente più dolce: l’accusa di aver pagato il silenzio di Gianpaolo Tarantini per il traffico di prostituzione nelle sue residenze. Il secondo dal peso notoriamente più sostanzioso: l’inchiesta della procura di Firenze che indaga Berlusconi per concorso nelle stragi del 1993, insieme a Marcello Dell’Utri.
La sua unica condanna nei tanti anni di impegno politico però è stata solamente una, quella di frode fiscale per la cifra record di 7,3 milioni di euro per il processo Mediaset.
Dei quattro anni di carcere a cui era stato condannato inizialmente, tre hanno goduto dell’indulto e uno è stato tramutato nell’obbligo di svolgere servizi socialmente utili. Servizi che ha svolto all’interno di una clinica per anziani.
Così domani, in un Duomo di Milano, probabilmente gremito, si svolgeranno i funerali di Stato. Immenso il cordoglio da parte del mondo politico, fra tutti il Presidente della Repubblica Mattarella che ha candidamente dichiarato: “Una persona dotata di grande umanità e un imprenditore di successo, un innovatore nel suo campo”.