NewTuscia – ROMA – Nei giorni scorsi i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Viterbo hanno tratto in arresto un cittadino marocchino che era ricercato per reati connessi allo spaccio di droga.

I militari da diverse settimane erano sulle tracce del nordafricano, ricercato dai Carabinieri del Gruppo di Frascati e dalla Stazione di Tor Bella Monaca i quali, dopo le articolate indagini condotte nei suoi confronti, lo avevano sottoposto agli arresti domiciliari; tuttavia le misura cautelare meno afflittiva non aveva sortito alcun effetto sull’uomo che, a più riprese, era evaso da casa costringendo l’Autorità Giudiziaria ad aggravare il provvedimento disponendo che venisse condotto in carcere.

Da quel momento, il cittadino marocchino è divenuto un’ombra facendo perdere le proprie tracce. Quasi alla stregua di una battuta di caccia, i militari di Tor Bella Monaca e del Nucleo Investigativo di Viterbo hanno pian piano raccolto e pazientemente seguito le varie tracce che l’uomo lasciava lungo il suo cammino ed individuato un suo probabile nascondiglio.

La pazienza e perseveranza hanno fatto il resto finché il fuggitivo è caduto nella rete degl’investigatori. Pensando, oramai, di essere stato dimenticato dall’Arma ha commesso un piccolo errore che i militari hanno subito prontamente sfruttato e, qualche sera fa, nel centro storico di Viterbo sono riusciti a braccarlo con un’azione tanto fulminea quanto efficace che non gli ha lasciato nemmeno il tempo di realizzare che fosse stato individuato.

Il Marocchino è stato condotto in carcere dopo che, oltre al provvedimento pendente sulla sua testa, è stato trovato in possesso di diverse dosi di cocaina, hashish, bilance di precisione e soldi, motivo per il quale è stato anche denunciato alla Procura di Viterbo poiché, la sua attività di spaccio, molto probabilmente non si è mai fermata nonostante fosse ricercato.

 

Presunzione d’innocenza.

Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art.  27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.

Il presente comunicato viene inoltrato su autorizzazione della Procura della Repubblica di Viterbo, dato l’interesse pubblico alla divulgazione della notizia.