Tiziana Agnitelli

NewTuscia – VASANELLO – Affezionati/e alla Graforubrica il 28 aprile u.s. a Vasanello il Colonello Ultimo ha presentato con l’autore Corrias il libro che lo riguarda e ho avuto una dedica sulla mia copia che mi permetto di analizzare.

La sua grafia esprime un’intelligenza analitica e penetrante, capacità di trovare soluzioni immediate, intuizione e indipendenza di spirito (verticale, staccata-giustapposta, ghirlande); l’inv

dav

ntiva, la curiosità combinata al senso critico e la combattività permeano la sua immagine esterna, qualità che si riflettono ovviamente anche all’interno, ma che a volte debbono contrastare lo scoramento che lo “assale” quando le “situazioni” restano bloccate e immobili, allo stesso punto di prima, nonostante tutte le lotte e le dimostrazioni (andamento a tegola, disomogeneità tra firma e grafia). A volte si sente come Don Chisciotte contro i mulini a vento e lì, a mio parere, gli viene in aiuto l’ardore e il vigore della sua “intima essenza” (tratto nutrito e uncini) e quindi “ricomincia”, di nuovo, sempre, senza mai stancarsi.

Un eroe dei nostri tempi, tempi in cui il “Bene” e il “Male” crescono insieme come la gramigna e il grano e dove la verità viene “vestita” da menzogna e credo sia un po’ il “leitmotiv” che ricorra nella sua vita.

Un uomo apparentemente “semplice”, dico apparentemente perché la sua immagine lo è, ma la sua interiorità è “condannata” dal saper vedere oltre e la sua intelligenza non gli permette di “rasserenarsi” perché sa e perché intuisce e quindi non può “fermarsi”.

Grafologicamente il suo concetto di “vita” è piuttosto interessante, verga la lettera “z” in due modalità difformi, ma simili: la semplicità è il suo stile di vita, ma è una semplicità complessa, piena di azione e tenacia (la prima zeta stilizzata con uncino terminale) con la voglia di condividerla con una donna che sia altrettanto semplice e “dritta” quanto dolce, calda e delicata (la seconda zeta ricombinata e legata alla lettera “i”). Non so se l’abbia incontrata, ma glielo auguro vivamente.

Infine molto peculiare è la modalità formativa della lettera “t” della firma, rappresenta una falce, il colonnello Ultimo sa che prima o poi tutti dobbiamo morire sia chi ha la “licenza di uccidere” sia chi si barcamena in “acque torbide”, unica certezza sorella morte per tutti e quindi lo saluto con la celebre frase di Lorenzo il Magnifico: “chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza”.