di Simonetta Melinelli e Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Interessante corso-convegno, organizzato dall’Ucsi Viterbo, che ha concluso la mostra alla chiesa di Sant’Andrea sulla Sindone: in esposizione la copia certificata. “Notizia al Servizio della Verità” è stato il titolo dell’evento, valido anche come corso per i crediti formativi dei giornalisti.

Dopo l’apertura del convegno da parte di Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio,  Maurizio Di Schino, Presidente dell’Ucsi Lazio, ha portato i saluti del nuovo direttivo Ucsi Lazio eletto a febbraio scorso ed in carica per i prossimi quattro anni. In platea i presidenti Ucsi Viterbo di ieri e di oggi.

Il presidente Ucsi Lazio Maurizio di Schino ha elogiato la sezione Ucsi di Viterbo per le sue grandi doti di fede e coesione che l’hanno contraddistinta fin dall’inizio, invitandone gli iscritti a mantenere queste sue caratteristiche fondamentali nel tempo.

Guido D’Ubaldo, presidente dell’OdG del Lazio, invece, si è complimentato per l’ottima organizzazione del convegno formativo odierno da parte dell’Ucsi di Viterbo, anche in sinergia con Don Emanuele Germani, responsabile delle comunicazioni sociali della Curia Vescovile di Viterbo e rappresentante del Vescovo.

D’Ubaldo ha sottolineato  lo sforzo per la formazione e aggiornamento voluta dall’Ordine ed imposta dal Governo: c’è stato l’incremento esponenziale dei corsi svolti da gennaio, con oltre 50 corsi fino ad oggi, e la concessione di una proroga dietro richiesta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti per estendere il periodo in cui effettuare l’aggiornamento annuale prescritto per legge, e cioè fino a giugno,  per ulteriori 3 mesi, con i  prossimi corsi programmati a Civitavecchia e Velletri.

A seguire c’è stato il vero clou dell’evento: l’intervento illuminante della  Prof.ssa Emanuela Marinelli, esperta studiosa della Sacra Sindone da 46 anni,  che cita Monsignor Giulio Ricci di Canino (che fondò nel 1976 il Centro Romano di Sindonologia; un esperto della Sindone, che fu il suo maestro per 4 anni in tale centro,  fin dal 1977).

La Professoressa Marinelli, già laureata in scienze naturali  e geologiche, ha scritto il libro “La Sindone un enigma alla prova della scienza” con il  famoso giornalista Orazio Petrosillo nel 1990. Nel testo si riferisce della scoperta di ben 38 su 58 pollini sulla Sindone provenienti dal Medio Oriente da parte di un esperto del settore che ha offerto nuove prove sulla supposta provenienza della Sindone.

La professoressa riferisce poi del noto noto esame al carbonio 14, che nel 1988  erroneamente datò la Sindone nel periodo medioevale, e di come questa notizia sia stata irresponsabilmente ed ampiamente diffusa pubblicamente dallo stesso custode della Sindone a Torino, senza però capire che tale esame non potesse essere considerato attendibile visto che fu effettuato su campioni di stoffa  contaminati dal tempo, rammendi postumi, fumi, muffe, funghi, batteri, manipolazioni e spostamenti in ambienti con condizioni  climatiche diverse nei secoli.

Infatti questa inattendibilità  del carbonio 14, nei casi di campioni di tessuto contaminato come con rammendi di epoche successive,  venne fuori solo trent’anni più tardi quando i dati grezzi del British Museum vennero infine desecretati a seguito di un ricorso di uno studioso.
Benché la precedente scoperta del 1988 fosse ormai considerata inattendibile,

La prof.ssa Emanuela Marinelli, Sindonologa ed autrice del libro “La Sindone. Un mistero tra storia, scienza e fede”

la smentita non ebbe mai quella risonanza mediatica che avrebbe meritato. Nel 1988 gli scienziati del carbonio 14 riuscirono ad  imporre al custode della reliquia in lino conservata a Torino di dare la prima notizia in modo eclatante, screditando l’ipotesi dell’origine bimillanaria della Sindone: Emanuela Marinelli si è chiesta sempre il perché di tale comportamento senza trovare una valida risposta.

La studiosa ricorda come nel Tempio di Gerusalemme ci fossero dei pregiati lini indiani e che, pertanto, questo crocefisso possa essere stato riposto in un lino pregiato: Nicodemo portò l’aloe e la mirra,  qui  ritrovate insieme a residui dei profumi con i quali si cospargevano come da usanza  i morti. L’esperta riferisce poi di come si sia riusciti a stabilire con esperimenti sul sangue residuo sulla Sindone che il cadavere nel lenzuolo ci resto’ per sole 36 /40 ore, come risulta dagli studi chimici sul lenzuolo, e anche come risulta dalla tradizione ufficiale del Vangelo.

Inoltre la studiosa cita l’ingiallimento del lino che non poteva risalire al Medioevo perché solo con un laser ad eccimeri moderno si sarebbe potuto riprodurre tale ingiallimento del tessuto se fosse stato un falso, come recentemente dimostrato da un esperimento  realizzato, inoltre è stato provato scientificamente che il sangue trovato sulla Sindone fosse effettivamente sangue umano, e infatti questo venne annunciato nel 1980 dal medico legale di Torino Pierluigi Baima Bollone.

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo

Willard Libby scoprì il carbonio radioattivo con misurazioni e così vinse il premio Nobel ma il sistema di prendere un unico campione non era scientifico, cosi come la nomina di un solo consulente scientifico da parte del custode della Sindone  non fu un sistema scientifico di verifica. Infatti il sistema scientifico prevede la nomina almeno di  tre diversi esperti scientifici, inoltre l’unico esperto nominato dal custode della Sindone si fece manipolare  estromettendo ed allontanando tutti gli scienziati e studiosi americani ed italiani che non concordavano, secretando i dati e non consentendo a nessuno di assistere all’esame.

Nel 1988 varie indiscrezioni vennero  pubblicate sui giornali mentre erano ancora in corso le analisi: non fu però permiessa la presenza d  nessun rappresentante della Chiesa né di altri scienziati esterni al laboratorio

Perciò nessun controllo venne consentito sul come e dove presero i campioni dal telo e neé sul come vennero condotte le analisi. Ci fu un’ingerenza della Massoneria per screditare la Sindone, forse, distorcendo la notizia, come scritto nel libro di Petrosillo pubblicato con la studiosa Emanuela Marinelli.

Dopo 30 anni una causa ha costretto il British Museum a dare ad uno studioso della Corsica i dati grezzi del tessuto prelevato, cosicché da questi dati la Marinelli, insieme ad altri studiosi, ha rilevato che il campione non era rappresentativo dell’intero lenzuolo, ma bensì rammendato in epoche successive e contaminato nel tempo.

Il presidente dell’Ucsi Lazio e giornalista di Tv2000, Maurizio Di Schino

Don Luca Scuderi

Il Prof. Torrisi di Catania volle pubblicare  su una prestigiosa rivista scientifica di Oxford, “Archaeometri”, la smentita con dati scientifici inoppugnabili ed ufficiali dell’errore fatto sui campioni della Sindone, ed anche tramite una grande conferenza stampa a Catania che passò tuttavia in sordina, forse boicottata da  forze politiche e giornalistiche contrapposte volte a screditare la Sindone nel suo significato religioso e storico.

Addirittura Tomaso Montanari, nel 2020, ripropose la teoria che la Sindone fosse un dipinto del 1300, senza però fornire alcuna prova scientifica sui pigmenti pittorici. La posizione ufficiale del Papato è il considerare la Sindone come una Sacra reliquia.

La presidente Ucsi Viterbo Wanda Cherubini ha sottolineato che lo scopo della stampa cattolica debba sempre essere  l’evangelizzazione tramite una comunicazione efficace con la società. Il Papa ha invitato alla vigilanza sui media digitali per evitare fake news ma anche ad utilizzarli correttamente per evitare che diventino un veicolo per fomentare l’odio, come ricordato a Seoul alla Giornata delle Comunicazioni Sociali.

Don Emanuele Germani, resp. comunicazioni sociali della Diocesi di Viterbo

La giornalista Wanda Cherubini, presidente Ucsi Viterbo

Infine l’avvocato Roberto Saccarello, rappresentante del Sovrano Ordine dei Cavallieri di Malta, sezione di Viterbo,  ha concluso il convegno mostrando il volto della Sindone riportato sulle varie monete coniate nel corso dei secoli e francobolli, a testimonianza storica dell’esistenza di tale reliquia nei secoli e della grande importanza ad essa attribuita nelle epoche a seguire fin dall’antichità ed a riprova della sua autenticità storica.

Nella cripta della chiesa di Sant’Andrea si può vedere la copia autenticata della Sacra Sindone in una mostra guidata estremamente interessante per le scolaresche, inoltre, chiunque potrebbe accedervi, prenotando tramite Don Luca Scuderi, organizzatore dell’iniziativa e parroco della nuova Chiesa della Sacra Famiglia al Carmine oltre che dell’antichissima Chiesa di Sant’Andrea con catacombe nel popoloso ed antico quartiere di Pianoscarano.