Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Una giornata che ha commosso tutti e che ha lanciato un forte segnale di speranza. “Genitori e figli, ricordi ed emozioni”, l’evento finale del progetto organizzato dal Gavac (gruppo assistenti volontari animatori carcerari), presieduto dalla prof.ssa Emma Miliani, che si è svolto al teatro della Casa Circondariale di Viterbo venerdì scorso, è riuscito pienamente nel suo obiettivo. Ossia creare un ponte oltre le sbarre, considerare in primis le persone-genitori e non i detenuti in cella, trovare un modo per valorizzare la genitorialità di chi è recluso ma che ha emozioni, pensieri, sentimenti e parole che vuole trasmettere ai propri cari lontani. Oltre il tempo e lo spazio.

Tutto questo è stato l’oggetto del progetto consistito in mesi di incontri, partiti a settembre scorso, spesso difficili e pieni di  sofferenza, con i 14 detenuti (Alfio, Armando, Benedetto, Carmine, Danilo, Domenico, Giovanni, Luca, Luigi, Mario, Pasquale, Salvatore L., Salvatore N., Sebastiano) che hanno deciso di accettare l’invito del Gavac e di mettersi in gioco.

“Genitori e figli, ricordi ed emozioni”, ideato e curato dal professor Claudio Mariani (che già aveva fatto un progetto simile nel 2015), è stato portato avanti dalle dottoresse Emiliana Feroli e Marina Carlini, che hanno incontrato ciascun partecipante al progetto e plasmato il lavoro espressivo di ognuno. Obiettivo generale è stato quello di fare esprimere “l’essere genitori da dentro” mediante “l’ascolto, il sostegno e l’accompagnamento”. Disegni, lettere, pensieri, tutto è stato tirato fuori mediante settimane e settimane di confronti per portare i singoli detenuti-genitori ad esprimersi nel modo più genuino e spontaneo. Un quadernone ciascuno con decine e decine di scritti e disegni: nella giornata conclusiva sono stati fatti conoscere solo una piccola parte di una grande produzione artistica realizata.

All’incontro hanno partecipato la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il vescovo Orazio Francesco Piazza; il prefetto Antonio Cananà; il direttore del carcere di Viterbo D.ssa Annamaria Dello Preite; i commissari della Polizia Penitenziaria di Viterbo, la badessa delle suore alcantarine di Santa Rosa Suor Francesca; il presidente ed il direttore scientifico del Centro per gli Studi criminologici di Viterbo Marcello Cevoli e Rita Giorgi.

Nel corso del pomeriggio i 14 genitori hanno letto una sintesi dei loro pensieri che hanno riguardato il rapporto con la famiglia, il senso di mancanza di figli, mogli, genitori, ma anche la consapevolezza di avere preso atto dei propri errori e la speranza di un futuro migliore. Passando per loro singole storie di vita che hanno commosso tutta la sala, piena delle loro famiglie e dei loro compagni detenuti. Alcuni dei momenti più toccanti sono stati quando alcuni figli dei partecipanti al progetto sono saliti sul palco e quando il professor Claudio Mariani ed un portavoce del gruppo hanno letto delle lettere e dei pensieri dei ragazzi più timidi. L’immedesimazione è stata totale.

Ogni due letture dei testi elaborati dai 14 partecipanti al progetto “Genitori e figli, ricordi ed emozioni” c’è stato l’accompagnamento musicale del duo Giampiero e Daniele Lattanzi che hanno suonato musiche indimenticabili italiane e straniere.

Alla fine dell’evento il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza  ha ricordato i 7 biliardini regalati dalla Diocesi di Viterbo alla Casa Circondariale di Viterbo su esplicita richiesta del vescovo nei primi giorni del suo insediamento. Ed una partitella c’è stata subito tra il vescovo, il prefetto ed alcuni detenuti…

Genitori e figli, ricordi ed emozioni” è certamente un progetto da replicare per raggiungere l’obiettivo principale che è quello che il carcere sia un luogo di recupero e non di semplice “punizione” per chi deve starci.

Per l’evento si ringrazia la direzione della Casa circondariale di Viterbo, l’Area trattamentale ed il Corpo di Polizia penitenziaria per il supporto realizzato.