NewTuscia – Il settore dell’infanzia in Italia rappresenta da sempre un comparto che sembra vivere di criticità non risolvibili, in particolare per quanto riguarda l’offerta di strutture dedicate ai bambini che non riesce mai a coprire completamente la domanda di iscrizione da parte delle famiglie.
Una situazione che partendo dal nord e spostandoci verso il sud della Penisola peggiora drasticamente, con il Mezzogiorno che presenta una scarsità notevole di asili nido rispetto al numero di bambini di età compresa tra gli 0 e i 3 anni.
Asili nido: i numeri italiani
A fotografare bene tali difficoltà gli ultimi dati a disposizione che ci raccontano la presenza di meno di 14 mila asili nido sparsi in tutto il territorio italiano che sono in grado di offrire circa 360 mila posti per le iscrizioni, con un copertura che non raggiunge quel 33% indicato dalla Unione Europea, fermandosi al 27%. In sostanza circa il 73% dei bambini italiani non riesce a iscriversi a un asilo nido.
Numeri che fanno ben comprendere quanto sia prioritario agire per aumentare l’offerta e migliorare i servizi, vista l’importanza che ha la frequentazione dell’asilo nido per lo sviluppo e la crescita cognitiva e relazionale dei più piccoli.
Come accennato in precedenza, sebbene la media nazionale a livello di copertura sia intorno al 27%, ci sono alcune regioni che riescono a raggiungere e superare la soglia del 33% della UE, mentre altre sono ancora molto distanti.
Le Regioni che fanno registrare le statistiche migliori sono la Valle d’Aosta con un 44,6%, seguita da Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Provincia di Trento che vanno oltre il 33%. Le realtà che invece risultano essere molto carenti sono la Campania, fanalino di coda con l’8% di copertura, con la Puglia, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna che fanno leggermente meglio.
Per quanto riguarda i capoluoghi, anche in questo caso, abbiamo una grande disparità tra nord e sud con Firenze e Bologna tra la più performanti, con statistiche che superano il 45%. Anche la Capitale si piazza tra le prime posizioni, raggiungendo la stessa copertura della città toscana e emiliana. Gli Asili nido di Roma, infatti, sono in tutto 839, di cui 436 gestiti a livello comunale e i restanti privati. Anche nella Città Eterna, però, si ravvisano grandi differenze a seconda del Municipio, con aree che superano abbondantemente il 40% di copertura mentre altre che arrivano a coprire anche meno del 20% delle richieste da parte delle famiglie.
Perché è importante iscrivere i bambini all’asilo nido
Direttamente collegata a queste evidenze certamente non entusiasmanti troviamo la difficile quotidianità delle famiglie italiane, costantemente alle prese con l’impossibilità di iscrivere proprio figlio all’asilo nido o alla scuola per l’infanzia e trovare soluzioni alternative che riescano a contemplare la vita lavorativa con la gestione dei bambini, dovendo affidarsi ai nonni o ai servizi di baby sitting, con un ulteriore esborso economico in un contesto in cui le finanze sono ridotte all’osso per via della crisi prima dovuta al Covid19 e poi dallo scoppio della guerra in Ucraina. Ma non solo.
Anche dal lato dei bambini, non poter andare all’asilo nido, gli preclude grandi opportunità di crescere e svilupparsi al meglio, venendo seguiti da educatori professionisti e intraprendendo percorsi pedagogici in grado di stimolarli e migliorare le proprie capacità sia a livello cognitivo che per quanto riguarda la sfera relazionale e psicologica.
Troppo spesso, infatti, almeno fino ai tre anni di età i bambini in Italia non sono entrati in contatto con una formazione qualificata, senza contare il tempo ridotto per la socializzazione e per praticare esercizio fisico.
L’Asilo nido, in questo senso, rappresenta, un polo a 360 gradi all’interno del quale il bambino può esprimersi al meglio, conoscere cose nuove e stringere relazioni con i coetanei, con risvolti positivi che avranno un peso anche quando sarà il momento di frequentare le scuole primarie.













