Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Alla fine della prima “Giornata della stampa”, voluta e presieduta da S.E. Monsignor Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo, con l’organizzazione congiunta di Diocesi di Viterbo ed Ucsi (Unione stampa cattolica di Viterbo) e coincisa con la festa di San Francesco di Sales (a 400 anni dalla morte), patrono dei giornalisti, è stato chiaro che un percorso preciso e di lungo termine è iniziato per il mondo dell’informazione cattolica viterbese. E non solo, perché l’impegno sociale, responsabile e partecipato della stampa, dev’essere generale, come ha ribadito più volte il Vescovo Piazza “non solo per divulgare ed informare unilateralmente ma soprattutto per prendersi cura delle persone-lettori e fruitori finali, facendo della comunicazione un impegno etico e di relazione che si basa sui principi di libertà, dignità e responsabilità”. Questa, in sintesi, la missione vera e propria che i giornalisti, secondo il Vescovo di Viterbo, devono portare avanti ogni giorno, assumendo su di sé una grande responsabilità non solo di mediatori dell’informazione ma, soprattutto di azione mediante “il cuore, come ha detto anche Papa Francesco, perché solo parlando con il cuore si parla con pienezza e ci si rivolge alle tante persone cui arriva il messaggio con senso di verità che non può prescindere da concetti concreti come la giustizia, la responsabilità e, in breve, la cura del prossimo. Tutto ciò si può tradurre nella parola etica cui tutti i giornalisti devono conformarsi per essere realmente efficaci e probi nel proprio lavoro”.

Sono concetti, quelli espressi da Mons. Piazza, che hanno toccato davvero il cuore dei giornalisti intervenuti al Centro diocesano di documentazione per l’evento organizzato da Don Emanuele Germani, responsabile delle comunicazioni sociali della Diocesi di Viterbo e dalla giornalista Wanda Cherubini, presidente Ucsi Viterbo. Il giornalista di Tv2000 Pierluigi Vito ha coordinato gli interventi dei giornalisti in sala.

Grande attenzione ed apprezzamento sono stati attribuiti al giornalista Rai Antonio Scoppettuolo, che ha relazionato sul tema dell’incontro “La comunicazione come dimensione etica relazionale“. Dottore di ricerca in Scienze Filosofiche, ha pubblicato diversi saggi di filosofia ed etica. “La comunicazione avviene sia tra due persone o poco più e tra uno e una massa – ha detto Scoppettuolo -. In entrambi i casi, sia nella comunicazione diretta che in quella metapersonale, ciò che conta è la dimensione relazionale che deve tendere alla verità, alla giustizia e, in breve, alla cura ed al bene del prossimo. Non è vera comunicazione quella che si basa sull’assimilazione dell’altro, sulla colonizzazione, come per esempio è la comunicazione politica che tende al marketing del consenso e non alla cura degli interlocutori. Ciò è l’opposto di ciò che devono fare i veri comunicatori, che devono puntare all’etica mediante l’imparzialità che si basa sul rispetto dell’altro e l’accettazione del rischio che impone la complessità della comunicazione in tutti i suoi momenti”. Per Scoppettuolo, negli ultimi decenni, abbiamo assistito, invece, al pullulare di un modo “distributivo” dell’informazione, basato sull’utile, sul tornaconto personale e non sulla coscienza critica e sul reale interesse agli effetti che i mezzi di comunicazione producono nella società, sull’opinione pubblica, sui soggetti e gli oggetti dell’informare. Tutto ciò ha assunto un rilievo ancora più grave con l’affermarsi e diffondersi della rete, di Internet e, ancora più recentemente, con i social network, che “impongono un’altra dimensione di vita, virtuale, in cui soprattutto i giovani spesso si immergono abbandonando la vita reale e criteri come il senso critico e l’impegno sociale”.

Queste osservazioni riprendono il messaggio di Papa Francesco da cui questa prima giornata della stampa ha preso le origini: “L’annuncio cristiano prima che di parole, è fatto di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri, vicinanza. In una parola: vita“.

Ecco, quindi, la priorità della relazionalità che deve essere comprensione del prossimo secondo giustizia e partecipazione e non semplice “bombardamento” di input informativi senza cognizione di causa.

Nella prima giornata della stampa si è avuta l'”impronta” del Vescovo Orazio Francesco Piazza, giornalista televisivo oltreché teologo e per 40 anni docente universitario: la comunicazione è prioritaria per Piazza per unire e conoscere il prossimo mediante relazioni profonde e di “cuore”. Tutto ciò si tradurrà, a breve, in un rinnovato impegno della Diocesi di Viterbo nel mondo dell’informazione con nuovi progetti editoriali perché “la Tuscia ha potenzialità enormi che devono essere valorizzate e fatte conoscere”, ha detto il Vescovo, “e cercheremo di fare il massimo per il territorio”.

Al termine dell’incontro la Diocesi ha gentilmente offerto il pranzo ai giornalisti Ucsi di Viterbo che rappresentano una realtà importante del territorio sia dal punto di vista culturale che di aggregazione giornalistica. E’ stato deciso di programmare altri eventi che, tra i vari obiettivi, hanno quelli di fare il punto su temi di largo impatto sociale sulla Tuscia e nazionali.

S.E. Orazio Francesco Piazza sarà ospite il prossimo 10 febbraio a “Luce Nuova sui fatti” nell’ambito della collaborazione tra la Diocesi di Viterbo, partner culturale della trasmissione prodotta da NewTuscia Italia, ed il contenitore informativo da me ideato e condotto. Parleremo con il Vescovo del lavoro incessante svolto a due mesi dal suo insediamento e sulle sfide che attendono la Diocesi di Viterbo e la Tuscia, ovviamente commentando questa giornata.