La Scuola di Atene con la raffigurazione dell’architetto Donato Bramante operante nel  XVI secolo anche a Viterbo e “La Messa del Miracolo Eucaristico di Bolsena”

Stefano STEFANINI

Durante la visita ai Musei Vaticani ed alle Stanze Vaticane di Raffaello,  colpiscono  alcuni significativi  affreschi che riguardano la Tuscia Viterbese: il Miracolo  Eucaristico di Bolsena e il reale  ritratto eseguito da Raffaello nel celeberrimo affresco “La Scuola di Atene”  dell’architetto preferito da papa Giulio II Della Rovere,  Donato Bramante nella figura del matematico e filosofo  greco Euclide, che  traccia su una lavagna delle righe con un compasso.

Scrivo con piacere questo articolo per rafforzare, se ce ne fosse bisogno, le motivazioni per portare a termine il più presto possibile i lavori di ricostruzione per la fruizione delle Scuderie papali progettate, su commissione di papa Giulio II della Rovere, dall’architetto Donato Bramante nei primi anni del 1500.

La Scuola di Atene è un affresco geniale realizzato tra il 1509 e il 1511 dall’insigne  pittore rinascimentale Raffaello Sanzio ed è situato nella Stanza della Segnatura, una delle quattro “Stanze Vaticane”, poste all’interno dei Palazzi Apostolici. E’ una delle opere pittoriche più importanti dei Musei Vaticani.

La Scuola di Atene illustra magistralmente il tema della ricerca razionale e offre una rappresentazione delle sette arti liberali: con in primo piano, da sinistra la grammatica, l’aritmetica e la musica, a destra geometria e astronomia, e in cima alla scalinata retorica e dialettica.

Nell’affresco i più celebri filosofi e matematici dell’antichità sono ritratti mentre dialogano tra loro sullo sfondo di un immaginario edificio classico, rappresentato in perfetta prospettiva. Le figure sono disposte su due piani definiti da una larga scalinata che taglia l’intera scena. Un primo e più numeroso gruppo è disposto ai lati della coppia centrale di Platone e Aristotele che conversano tra loro. Un secondo gruppo sulla sinistra è rappresentato dai pensatori interessati alla conoscenza della natura e dei fenomeni celesti. Un terzo, simmetrico al secondo, è dei matematici dove Euclide (nelle reali sembianze dell’architetto Donato Bramante) è intento a tracciare una dimostrazione geometrica.

La Scuola di Atene, Raffaello Sanzio, Musei Vaticani, a destra di chi osserva  in basso Euclide e’ rappresentato da Raffaello con le sembianze reali dell’architetto di Papa Giulio II, Donato Bramante, che ha progettato e realizzato a Viterbo, tra le altre opere, le scuderie papali di Piazza Sallupara, oggetto di restauro ormai da troppi anni.

Le cinquantotto figure presenti nell’affresco La Scuola di Atene hanno sempre sollecitato gli studiosi alla loro identificazione.

Quel che è certo è che per figurare vari personaggi Raffaello scelse il volto di artisti a lui contemporanei. Per esempio Platone ha le sembianze di Leonardo da Vinci che regge il Timeo e solleva il dito verso l’alto a indicare Il Bene, Aristotele invece, il cui volto sembra essere quello del maestro di prospettive Bastiano da Sangallo e tiene tra le mani l’Etica Nicomachea.

Il  personaggio sulla sinistra, di fianco a Parmenide, dai tratti efebici, vestito di bianco che guarda verso lo spettatore sarebbe Francesco Maria Della Rovere, duca di Urbino e nipote del papa Giulio II.

Euclide (o secondo altri Archimede) è raffigurato con l’aspetto della grande architetto rinascimentale  Donato Bramante, come Raffaello, proveniente da Urbino.

Michelangelo Buonarroti darebbe il volto al filosofo Eraclito. Raffaello avrebbe messo anche se stesso nell’affresco, impresonando la figura del celebre pittore greco Apelle.

Va  ribadito come il grande affresco di Raffaello è una sorta di “manifesto” del Rinascimento che pone l’uomo al centro dell’universo. L’essere umano domina la realtà, grazie all’intelletto, in continuità dall’antichità classica al cristianesimo.

 L’affresco di Raffaello “ La Messa di Bolsena”.

In un articolo del 2017, Dario Mastromattei, descrive come Raffaello Sanzio, leggendario pittore del Cinquecento dipinge per il Papa Giulio II Della Rovere la Messa di Bolsena”. 

Raffaello Sanzio 1512: Messa di Bolsena con il Miracolo Eucaristico.

L’opera si trova all’interno dei Musei Vaticani nella Stanza di Eliodoro. L’affresco è stato progettato nel 1511, circa un anno prima della sua realizzazione,  mentre altri lavori all’interno della Stanza della Segnatura erano ancora in atto.

I soggetti rappresentati all’interno di questo lavoro sono tutti legati a dei miracoli enel 1512 il Papa Giulio II ( pontefice dal 1503 al 1513) decise di farsi ritrarre all’interno degli affreschi di Raffaello in modo più netto, così da risaltare maggiormente rispetto a tutti gli altri personaggi rappresentati.

La scena rappresentata  il  “Miracolo eucaristico di Bolsena”,  avvenuto nel 1263: un sacerdote boemo diretto a Roma attraverso la Via Francigena, in sosta a Bolsena,  aveva dei forti dubbi nella conversione nel  Corpo di Cristo del Pane Eucaristico e del Vino nel  Sangue di Cristo, fino a che, durante la Celebrazione nella chiesa di Santa Cristina in Bolsena nella dall’Ostia consacrata  cominciò a sgorgare sangue; da qui ebbe origine nel 1624 la festa del Corpus Domini, e il Corporale macchiato del Sangue del Miracolo Eucaristico da allora fu conservato nello  splendido Duomo di Orvieto, (sede della Diocesi di cui faceva, e  ancora oggi, fa parte Bolsena) fatto costruire appositamente dal Papa  per ospitare le Sacre reliquie.

Tutti i personaggi inclusi all’interno dell’affresco non sono legati a rigidi canoni simmetrici che renderebbero la scena troppo macchinosa, bensì Raffaello li rappresenta con estrema naturalezza  e organizzando bene le masse presenti ai lati. Nonostante l’avvenimento del miracolo, il volto dei protagonisti non è sorpreso, quasi come se tutto quello che sta accadendo fosse vissuto solo a livello interiore.

L’ambiente che ospita questa scena è una basilica di cui non si intravede la punta. Nella parte centrale è presente il sacerdote boemo che sta celebrando la messa. Proprio davanti al sacerdote si trova inginocchiato il papaGiulio II.

Il Gruppo del Lacoonte, conservato nel primo nucleo dei Musei Vaticani

Abbiamo citato Donato Bramante, amico, ispiratore e conterraneo di Raffaello ( Marche, Urbino) , definito “inventore luce della buona e vera Architettura”, raffigurato da Raffaello, per ricordare, oltre alla preziosa attività svolta a Roma per papa Giulio II Della Rovere,  la sua qualificata opera di architetto ideatore e realizzatore a Viterbo di opere quali la ristrutturazione della Rocca Albornoz e la realizzazione delle Scuderie, definite le più belle d’Europa, attualmente  in fase di avanzata ricostruzione, interrotta da anni,  che va portata rapidamente a termine per utilizzare finalmente la struttura a beneficio di attività culturali per i giovani.

Con l’augurio che l’arte e la cultura siano, insieme alle attività economiche, il motore del nuovo Rimascimento degli anni a venire.