“La nocciola è una straordinaria ricchezza, ma rischia di essere, già è un grande problema” . Il biodistretto della Via Amerina e delle Forre lancia Manifesto per un’economia sostenibile della nocciola

Stefano Stefanini

NewTuscia – NEPI – Con la conferenza tenutasi  il 21 gennaio scorso presso la Sala Nobiliare del Comune di Nepi il Biodistretto della Via Amerina e delle Forre ha inteso dare compiutezza di ragionamento e concretezza ad una affermazione: “la nocciola è una straordinaria ricchezza, ma rischia di essere, già è un grande problema”.

Gli interrogativi posti dai molti interventi che si sono susseguiti nell’arco dell’incontro sono partiti dall’analisi della filiera di trasformazione della nocciola DOP Gentile Romana rilevando che non vi è una piena valorizzazione ma anzi, la Dop romana è praticamente clandestina e la trasformazione del prodotto nocciola, che sarebbe il reale valore aggiunto per il nostro territorio, viene fatto lontano dalle nostre terre.

Per il Biodistretto: „La nocciola è un prodotto   fondamentale per il nostro territorio , ma per interessi particolari, per scarso coraggio imprenditoriale e perché prevale la logica della quantità e del produttivismo non dà tutto quello che potrebbe dare al nostro territorio. Bisogna cambiare e cambiare radicalmente il paradigma e il modello produttivo e di valore della filiera corilicola.

In questo senso si dovrebbe ripensare alla redditività per ettaro che non si deve ottenere con la massimizzazione della produzione per ettaro, bensì nella massimizzazione della valorizzazione dei prodotti e nell’uso di un sistema di produzione sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Sostenere, promuovere e realizzare nuove forme di organizzazione fra i diversi attori del sistema alimentare locale, ovvero i soggetti della produzione, trasformazione e commercializzazione.

Occorre individuare  soluzioni di quei problemi di inquinamento chimico che la coltivazione intensiva e la monocultura causano al suolo, all’acqua e all’aria, più in generale alla biodiversità della natura e alla salute dei cittadini.

Queste le premesse emerse nell‘ambito  della conferenza e che costituiranno le idee fondamentali  di un Manifesto che il Biodistretto della Via Amerina intende proporre e affermare  con questa conferenza e con il quale vengono  indicati dieci punti perché si possa arrivare ad uneconomia della nocciola sostenibile che ha come obiettivo il superamento della monocultura, la diversificazione del prodotto e la valorizzazione del territorio.

Per il Biodistretto „Il manifesto per un’economia sostenibile della nocciola“ si declina in questi titoli:

  • Obbligo per tutte le produzioni di nocciole il disciplinare di produzione integrata della regione Lazio;
  • Introdurre l’obbligo di sistemi irrigui a controllo;
  • Introduzione della diversificazione ecologica pari al 5% dell’area dei noccioleti;
  • Sostenere una graduale conversione dei modelli agroecologici, sino a raggiungere il 50% di biologico nei prossimi anni;
  • Incoraggiare l’inerbimento permanente del noccioleto;
  • Vietare l’uso del glifosate;
  • Realizzare il censimento dei pozzi e favorire una rete di microinvasi;
  • Scoraggiare nuovi impianti dove già esiste la coltivazione intensiva e favorire la diversificazione con attenzione a culture non a forte domande irrigue;
  • Zonizzazione del territorio per invidiare le aree vulnerabili e selezionare le zone vocate per la coricultura;
  • Sostenere il trasferimento di conoscenze tra e verso gli agricoltori.

Si chiede inoltre che l’insieme delle azioni siano sostenute e finanziate dal PSR, Programma di Sviluppo Rurale,  il principale strumento operativo di programmazione e finanziamento per gli interventi nel settore agricolo, forestale e rurale sul nostro territorio regionale del Lazio.

Attraverso l’operato delle Regioni, infatti, il PSR permette a ogni Stato membro dell’Unione europea di utilizzare le risorse economiche che l’Unione stessa mette a disposizione in ambito agricolo e rurale.

Oltre al sostegno delle azioni descritte dal manifesto è necessaria una nuova strategia e proposte che possano garantire reddito agricolo e valore al territorio senza dimenticare i danni che giorno dopo giorno rischiano di prodursi.

Per questo, concludono i responsabili  del Biodistretto , si darà corso ad una conferenza dove si analizzino i danni allambiente e agli ecosistemi e alla salute dei cittadini derivanti dalle monoculture; daremo continuità alla iniziativa perché cessi l’irresponsabile taglio degli ulivi e faremo ogni iniziativa necessaria per evitare che centomila tonnellate di scorie radioattive arrivino nel nostro territorio.