Sabato 21 gennaio presso sede Anpi di Orte Scalo la prof. Simona Mingardi parlerà di Cesare Pavese, dal fascismo al dopoguerra

Stefano Stefanini

NewTuscia  – ORTE – Per gli appuntamenti del mese dell‘Associazione Partigiani d‘Italia, sezione „Tito Bernardini, martire delle Fosse Ardeatine“ di Orte Scalo, si svolgerà alle ore 16 la conferenza della prof. Dimona Mingardi su „Cesare Pavese, dal fascismo al dopoguerra“, con un dibattito moderato dalla presidente dell‘Anpi di Orte, Letizia Tessicini.

Non potendo partecipare all’interessante momento di  riflessione e dibattito, edanche nell’imminenza della ricorrenza della Giornata della Memoria del 27 gennaio prossimo, vorrei comunque esprimere un pensiero,  anche come spunto di dibattito del convegno, che noi come operatori dell’informazione abbiamo il dovere di sollecitare, nel pluralismo delle opinioni tutelato dalla nostra Costituzione.

I principi di tolleranza, rispetto, solidarietà democratica nelle diversità delle opinioni politiche, che informano da oltre 70 anni la nostra Costituzione repubblicana dovrebbero essere ormai assimilati nella vita personale e sociale di tutti i cittadini, ma spesso i fatti di aggressioni violente tra giovani di diverse “ispirazioni ideologiche” danno l’idea di come i principi di tolleranza e concordia non siano ancora stati integralmente recepiti da alcuni singoli cittadini e da formazioni politiche estremistiche.

La Carta fondamentale, frutto del sacrificio di tanti Martiri della Libertà,  afferma – a tutela dei diritti e dei doveri dei singoli  cittadini -elettori e delle formazioni sociali come i partiti politici e movimenti alla partecipazione alla  vita politico amministrativa  del Paese – che la tolleranza, lo spirito democratico, una  concordia a tutela dell’Unita’ Nazionale, la legalità, la lealtà e la trasparenza, il rispetto delle diversità, la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza, la lingua, le fede religiosa, l ‘orientamento politico siano alla base dell’azione dei partiti e di chi si pone davvero (e non falsamente) al servizio della collettività.

In particolare pensiamo che il metodo democratico e “antifascista” si concreti sia nell’individuare atteggiamenti antidemocratici, di matrice ideologica (ci auguriamo ormai superata da tanti decenni di vita democratica )  intolleranti ed oltremodo violenti, che nella capacità di dare concretezza alla forza e alla solidità che ormai gode la democrazia repubblicana fondata sulla Costituzione, solidità che, nella diversificazione delle opinioni e’ emersa sia nella lotta alla pandemia su questi anni, che con l‘ultima elezione che ha portato Giorgia Meloni alla presendenza del Consiglio.

Mi spiego, la generazione di Giorgia Meloni, può e deve contribuire a  superare i „preconcetti ideologici“ in merito alla fedeltà alla democrazia rappresentativa, sancita principi costituzionali,  che hanno in se‘ la potente funzione di „pacificare“ sotto un‘unica solidarieta‘ e fedeltà costituzionale  il popolo italiano, inserito nell‘Unione Europea, sempre più  autorevole  nello scacchiere  internazionale,  come la  vorrebbero, tra gli altri,  Altiero Spinelli,Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Giorgio La Pira, Gaetano Martino, Sandro Pertini, Mirko Tremaglia e David Sassoli, di diversa ispirazione ideale , ma accomunati da una visione più solidaristica del servizio della politica italiana ed Europea.

In concreto solo quando fisicamente tutto il mondo politico nella sua interezza e fedeltà alla Carta Costituzionale, uno vicino all’altro, guardandosi negli occhi e possibilmente prendendosi per mano, potrà festeggiare insieme il 2 giugno, il 25 aprile, il 1 maggio e il 4 novembre, la nostra democrazia costituzionale potrà definirsi „compiuta, perché assimilata nelle idee e nelle azioni politiche, amministrative ed economico sociale ad ogni livello di governo-servizio.

Così l‘Italia in Europa e nel mondo potrà essere di nuovo, naturalmente faro di cultura e di umanità come lo fu nel Rinascimento.

In particolare le sfide attuali ci impongono, ciascuno nel proprio ambito di azione, di dare soluzioni concrete alla base popolare, all’equilibrio tra diritti e doveri su cui si fonda la Repubblica,  alla creazione di opportunità di impresa e lavoro, di razionalizzazione dei servizi pubblici e del miglioramento della qualità della vita nella città e nei paesi ove gli elettori pongono con il loro voto, chi governa e chi controlla e stimola dall’opposizione l’attrazione di programmi elettorali realizzabili, che contengano progetti e risorse economico-organizzative per realizzarli.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha più volte affermato  che la partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica, con i nuovi strumenti di comunicazione sociale, e degli elettori, specie giovani, agli appuntamenti elettorali  comunali, regionali e nazionali o referendari, dipenderà’ dalla capacità degli attori politici di svolgere attività politica basata sulla “tolleranza costruttiva e rispetto fattivo“ delle diverse idee ed opinioni, allo svolgimento di “rispettose anche se aspre campagne elettorali”, ove ogni forza politica che si richiama alla Costituzione ed ai suoi principi fondamentali possa dialogare con la base elettorale e le altre liste in competizione democratica con argomentazioni realistiche e concrete per convincere alla partecipazione  al voto come strumento primario di scelta di uomini, donne e programmi in grado di ben amministrare la cosa pubblica.

Oltre a tutelare la partecipazione democratica di partiti, liste e candidati legati a programmi chiaramente illustrati agli elettori, altrettanto chiaramente la Costituzione e le leggi penali ad essa collegate vietano lapologia o il tentativo di ricostituzione del partito fascista (la carta parla nelle disposizioni di attuazione del disciolto partito fascista) dei metodi di azione politica antidemocratica che ormai dovrebbero essere definitivamente abbandonate e ripudiate da forze politiche che agiscono in un ordinamento fondato su solide basi partecipative e repubblicane.

Gli organismi dello Stato – Forze dell’Ordine presenti in ogni comune, Magistratura, gli apparati di vigilanza e controllo che recentemente hanno portato a termine l‘operazione Messina Denaro –  che vigilano sulla tutela dell’ordine democratico, siamo sicuri, faranno sino in fondo il loro Dovere.

Anche le forze politiche locali e nazionali hanno il dovere di non istigare i propri aderenti ed attivisti alla violenza e intolleranza verso gli “avversari politici” o le minoranze i “diversi” che si trovino in un determinato contesto sociale.

Oltremodo tutto il mondo della politica, nazionale e territoriale, ha il dovere   di individuare, prevenire e isolare nei confronti all’opinione pubblica, e per i casi più gravi, segnalare agli Organi preposti gesti, parole, istigazioni alla violenza o “condotte”, pratiche di violenta affermazione di idee, contrarie allo spirito della Costituzione Repubblicana.

Con questi auspici auguriamo buon lavoro all’Anpi di Orte in quest’omelia negli altri convegni che seguiranno, augurando l’instaurazione di un sano rispettoso dibattito tra tutte le forze politiche per la crescita dei nostri territori e dell’Italia, impegnata  da protagonista nell’Unione Europea.

Ricordo che nel marzo dello scorso anno  il Parlamento  ha operato una importante revisione costituzionale, inserendo  negli articoli 9 di tutela del paesaggio e 41 della disciplina delle attività economiche la tutela migliorativa  dell’ambiente e  della salute pubblica: anche  queste sono  le nuove sfide ed i  progressi della nostra Costituzione,  che idealmente e  concretamente è davvero una delle più avanzate del mondo.