NewTuscia – VITERBO – Il documento reso noto ieri dalla Commissione Antimafia riguardo la morte dell’urologo siciliano è chiaro: Attilio Manca è stato ucciso dalla mafia. La parte relativa ai «nuovi elementi emersi circa la morte del dottor Attilio Manca» si può riassumere in queste poche righe: «Si ritiene che la morte di Attilio Manca sia imputabile ad un omicidio di mafia e che l’associazione mafiosa che ne ha preso parte (non è chiaro se nel ruolo di mandante o organizzatrice o esecutrice) sia da individuarsi in quella facente capo alla famiglia di Barcellona Pozzo di Gotto».
Attilio era stato trovato cadavere nella sua casa viterbese la notte tra l’11 e il 12 febbraio 2004, con il naso fratturato e tante, troppe erano le incongruenze che potessero far credere all’ipotesi iniziale di suicidio. Indagini condotte in maniera rocambolesca e confusionaria hanno condotto ad esiti totalmente errati e lontani dalla realtà.
Una piccola vittoria nella battaglia portata avanti con coraggio dalla famiglia di Attilio che attende da anni di ricevere giustizia.

Un altro omicidio su cui la Commissione si è espressa è quello del “Massacro di Ponticelli”. Un caso di cronaca nera avvenuto il 2 luglio 1983 nel quartiere napoletano quando due bambine vennero rapite, seviziate e infine uccise. Di questo crimine furono accusati tre giovani del luogo. Nella relazione, la Commissione solleva molti dubbi sulla maniera in cui sono state condotte le indagini. Si legge che «i tre condannati hanno dichiarato, anche nel corso del giudizio, di aver subito percosse e torture da soggetti in borghese».

Due casi lontani nel tempo, nelle modalità e nell’esecuzione ma che ben esplicano quanto ci sia ancora bisogno di verità.