NewTuscia – VITERBO – Domenica 22 gennaio alle 17:30, allo spazio Pensilina a Viterbo (piazza dei Caduti) verrà inaugurata la mostra Dove finisce la città, vol. I, pratiche artistiche tra urbano e rurale.
Dove finisce la città
 è un progetto espositivo pubblico e itinerante pensato per dei luoghi liminali della città di Viterbo; l’esposizione allo spazio Pensilina è la presentazione dei lavori di tre artisti – Sonia Andresano, Sara Basta e Angelo Bellobono – realizzati attraverso pratiche artistiche nello spazio urbano e nel territorio. La mostra è il primo passo di un percorso di lavoro che stanno compiendo su luoghi compresi tra il quartiere di San Faustino e Valle Faul e che, il 29 gennaio, presenteranno in un evento itinerante.

Gli artisti hanno lavorato su luoghi e spazi individuati durante un laboratorio di mappatura partecipata curato da Interazioni Urbane che ha voluto evidenziare luoghi, in stato di potenziale abbandono o sottoutilizzati, in cui avviare pratiche collaborative e processi di cura e reimmaginazione degli spazi capaci di di creare ponti e salti dello sguardo. La mostra è un momento preliminare di presentazione delle pratiche degli artisti e del loro approccio alle dinamiche sociali, urbane e geografiche.

Il progetto interroga la città nel suo ruolo di ecosistema di relazioni, infrastruttura di scambi, incontri e trasformazioni evidenziando in quali luoghi la città non è più città, non funziona, diventa deserto, spazio esclusivo che annichilisce le differenze; ma, per la fine della città si intende anche il confine tra urbano e naturale, la periurbanità come luogo senza autore, senza personalità, in una città dalla forte vocazione rurale in cui, in pochi passi, potezialmente ci si immerge in forre, tagliate tufacee o boschi. Il rapporto tra ruralità e urbano è irrisolto e contraddittorio e per questo il progetto intende provare ad operare riconnessioni, cuciture. I luoghi interessati dagli interventi artistici saranno dei vuoti in attesa, piazze in via di ripopolamento, spazi in abbandono, punti di snodo in cui la città può ricominciare, riaccendersi e dove l’arte può agire conflitti, attivare laboratori di biodiversità urbana e sociale e costruire nuove forme dell’abitare il margine.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 23 al 9 gennaio 2023 dalle 16:30 alle 19:00.