NewTuscia – VITERBO – Domenica è stata trasmessa in diretta televisiva su RAI 1 la Santa Messa celebrata dal Vescovo di Viterbo, mons. Orazio Francesco Piazza nella Cattedrale di Viterbo.

La diretta della Santa Messa ha riportato alla ribalta nazionale le bellezze, religiose ed artistiche della Città de Papi, in cui l‘ispirazione della religiosità si respira in molti angoli caratteristici della città, a partire dal Palazzo e dalla Loggia dei Papi, nel complesso della Cattedrale, ove mons. Orazio Francesco ha presieduto il Sacro Rito Domenicale, concelebrando con don Luigi Fabbri e don Nicola Migliacci.

La liturgia è stata animata dal Coro dell‘Unione  Musicale Viterbese „ Adriano Ceccarini“, diretto dal maestro Roberto Bracaccini, accompagnato all‘organo dal maestro Enrico Mazzoni.

“Il Signore ci chiama, ci chiede la disponibilità  del cuore per una umanità condivisa – ha sottolineato mons. Orazio Francesco Piazza – Nell’ascolto disponibile e nella volontà di rispondere a Dio si consolida il fondamento della fede, sulla quale si sviluppa la testimonianza consapevole di condividerla a voce alta nel quotidiano, senza imbarazzo”.

Il tema dominante dell‘omelia del Vescovo mons. Piazza si riassume nell‘affermazione:  „La fede non annulla la ragione, ma le da‘ luce e gioia“

Il Vescovo ha poi esortato alla cura di chi ci è accanto: “La vita si rileva così in una nuova luce, fatta dello sguardo verso Dio e verso l’uomo. Riconoscere il vicino come fratello, trasformando la realtà quotidiana con la misericordia e la compassione”.

Mons. Orazio Francesco ha poi invitato alla preghiera,  affinchè il cammino sinodale della Chiesa sia illuminato dall’intercessione di  Maria Vergine, di Rosa da Viterbo, di Lucia Filippini e di Bonaventura da Bagnoregio, nella convinzione che è sempre possibile ritessere la trama sociale e nella certezza  che il Signore difende il diritto di tutti gli oppressi, che è sempre misericordioso e grande nell’amore.

La diffusione  della Santa Messa  da Viterbo è stata promossa dall‘Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana e dell‘Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Viterbo, diretto da don Emanuele Germani.

Ricordiamo che il 3 dicembre scorso la Diocesi di Viterbo ha accolto il nuovo Vescovo mons. Orazio Francesco Piazza.

Ed il 7 ottobre 2022,  giorno dell’annuncio della sua nomina, il nuovo Pastore diocesano aveva  indirizzato alla Chiesa diocesana una lettera che conteneva alcune significative anticipazioni sui tratti pastorali e umani del presule.

In particolare abbiamo notato l’attenzione dedicata da mons. Orazio Francesco, al sociale – come testimoniato, tra l’altro, dall’attività svolta di docente di Etica Sociale e dalla promozione del Centro Studi Sociali intitolato al prof. Vittorio Bachelet – al mondo del lavoro a coloro che portano il peso dei difficili settori del lavoro e dell’economia, a coloro che si dedicano al difficile ma necessario cammino della carità politica, all’impegno per la legalità, la giustizia e il bene comune.

Il saluto del nuovo Vescovo è andato a coloro che si dedicano, nella responsabilità istituzionale del servizio civile e sociale, a rendere praticabile una dignitosa qualità della vita; alla complessa realtà della formazione, nella scuola di ogni ordine e grado, nell’università e nella ricerca.  Un significativo riconoscimento è stato rivolto dal nuovo pastore diocesano al mondo della sanità, così provato da questo lungo periodo pandemico, agli uomini e donne del volontariato che, con la loro generosità, non solo intervengono nei bisogni, ma sono consolazione che toglie dalla solitudine.

Non è mancato il saluto a quanti valorizzano il territorio nelle vie della cultura, dell’arte, dello sport, del turismo e spettacolo, ai custodi dei valori della tradizione popolare.

Un forte abbraccio di condivisione è andato agli anziani ed ai malati, presenza feconda di vita che merita riconoscenza, rispetto e cura.

Si è rivolto ai  giovani, sottolineando l’entusiasmo con cui si deve affrontare la vita, soprattutto nei momenti di delusione e di sconforto. Mons. Piazza ha poi definito  bambini, gioia per tutti, perché possiate crescere in un contesto affettivo di tutela e serenità.

Mons. Orazio Francesco ha poi definito la comunità diocesana come una carovana in cammino “Synodìa”: in questa comunità itinerante i “synòdoi”, le persone, diverse per condizione e situazione, concorrono a raggiungere la meta della vita in pienezza a cui il Signore, insieme, ci chiama.

Queste le parole che riassumono l “A tutti voi, fin da ora, assicuro l’attenzione e la dedizione di una carità pastorale che non desidera altro che il vostro bene nel desiderio di tessere, insieme, la trama delle buone relazioni e dell’amicizia sociale. Accoglietemi tra voi come padre, fratello e amico, chiamato da Cristo a far crescere una chiesa bella e gioiosa, esperta in umanità, capace di raccogliere uva anche tra le spine (Agostino); una chiesa incarnata nel quotidiano, tra le sue difficoltà e attese (Costituzione Conciliare Gaudium ed Spes1).

In questi primi mesi di servizio episcopale, mons. Orazio Francesco ha già incontrato moltissime realtà religiose e cittadine, aperto al dialogo ed alla testimonianza concreta di cura pastorale delle comunità.

Stefano Stefanini